L’Italia quando si desta? E l’Europa?

Mattarella, in occasione dell’anniversario dei Trattati di Roma, il 22 marzo scorso davanti alle Camere ha detto:

“La guerra è stata tenuta lontana e, per la prima volta da tempo immemorabile, tre successive generazioni non ne hanno conosciuto la barbarie.”

Effettivamente la guerra l’hanno fatta lontano da casa. La guerra, che nelle sue parole sembra inevitabile, è stata fatta con la partecipazione attiva dei paesi europei e dell’UE, lontano da casa…Bel progresso!

Poi ha detto:

“La soluzione alla crisi sui debiti sovrani e a quella sul rallentamento dell’economia non può essere la compressione dei diritti sociali nei Paesi membri. Tanto meno l’occasione di grossolane definizioni di Nord e Sud d’Europa.”

Effettivamente l’UE ha fatto esattamente quello che dice la frase, basta togliere il “non”, che come alcuni di voi sanno il subconscio non registra.

La Raggi invece ha avuto un paragrafo clou nel suo discorso di benvenuto ai capi di governo a Roma, una frase che si potrebbe definire quasi azzardata nel contesto in cui l’ha pronunciata:

“Vanno tenute “in conto le attese dei cittadini”. L’Europa o è dei cittadini o non è Europa. Alcuni trattati, come il Regolamento di Dublino, vanno rivisti. Un’Unione soltanto economica non può durare.”

Peccato che per arrivare al clou la stessa Virginia Raggi abbia dovuto pronunciare, sui Trattati di Roma:

“Per la prima volta nella Storia ci si trovò di fronte ad una scelta condivisa e non imposta da un vincitore, nata da un intento comune e dalla capacità di ascoltare i cittadini.”

Peccato perché si ignora la premessa che fece giungere l’Italia alla firma dei Trattati di Roma, che fu il trattato di Pace con cui l’Italia si arrendeva incondizionatamente, non prima di avere aiutato militarmente gli alleati: una “scelta” proprio imposta da un vincitore all’Italia. Capisco, Virgina Raggi non è né ministro né capo di Stato, è una semplice sindaca quindi ha già osato tanto, ma questa frase fa a pugni con la storia e soprattutto ignora l’interpretazione di Benedetto Croce laddove scriveva, a proposito del Trattato di Pace del 1947 firmato dall’Italia:

“Noi italiani, che non possiamo accettare questo documento, perché contrario alla verità, e direi alla nostra più alta coscienza, non possiamo sotto questo secondo aspetto dei rapporti fra i Popoli, accettarlo, né come italiani curanti dell’onore della loro Patria, né come europei: due sentimenti che confluiscono in uno, perché l’Italia è tra i popoli che più hanno contribuito a formare la civiltà europea, e per oltre un secolo ha lottato per la libertà e l’indipendenza sua, e, ottenutala, si era per molti decenni adoperata a serbare con le sue alleanze e intese difensive la pace in Europa.”

Capisco la volontà di minimizzare gli attriti, utilizzando il linguaggio diplomatico, ma nessuna ingiustizia e umiliazione di un popolo, come il nostro, può durare all’infinito, e quanto più a lungo si aspetta per fare chiarezza tanto più grave sarà la reazione, basti o basterà vedere la violenza con cui si stanno risvegliando gli africani. Noi siamo gli africani d’Europa: i più ricchi e i più sfruttati e bistrattati.

Quel Trattato di pace – per non parlare delle clausole segrete e altri trattati vessatori firmati dall’Italia per la riallocazione dell’arsenale nucleare USA in Italia –  dimostra un fondamento troppo fragile dell’Europa peggiorata dalla finzione giuridica “Unione europea” frutto di vari golpe successivi. Ce lo dice la documentazione di  Guarino che basterebbe da sola ad abrogare tutti i trattati illeciti da Maastricht in poi e a ripudiare “l’Unione europea” per tornare a una sana Comunità de minimis, senza euro, e con integra tutta la sovranità dei popoli; dimostra infine la ragione per cui l’Italia ha pagato il maggiore prezzo sacrificale all’integrazione europea, pur essendo stata uno dei tre principali paesi fondatori e che senza di essa l’UE decade, semplicemente perché le verrebbe a mancare  letteralmente una GAMBA geopolitica, strategica, patrimoniale, riserva di caccia, “cortile dietro casa” e chi più ne ha più ne metta, sulla quale far poggiare i flussi di capitali da Sud a Nord.

Quel Trattato di pace e l’interpretazione che ne fa Benedetto Croce dimostrano che tutta la costruzione europea si è basata sull’assunto dello sfruttamento del belpaese, cosa che continua incurante e sfacciatamente a tutt’oggi nelle privatizzazioni selvagge persino del demanio, di infrastrutture essenziali, nella distruzione delle banche,  il tutto richiesto dai documenti ufficiali dell’UE, fatto inaudito!!, e cominciato con il golpe del 1992 sul Britannia, e prima di questo con il “tecnico” Goldman Sachs Prodi premiato alla presidenza della Commissione europea per lo smantellamento ignobile e umiliante dell’IRI da lui iniziato: l’IRI che era tutta la ricchezza del made in Italy e della forza manifatturiera italiana.

Quindi avrei detto:
L’Unione europea senza l’Italia de-cade
L’Europa senza “l’Unione europea” si desta ed esce dalla gabbia

L’Europa sta vivendo uno dei periodi più bui dall’epoca delle deportazioni nei campi, stiamo subendo le deportazioni massicce e programmate di centinaia di migliaia di uomini giovani, molti dei quali musulmani dall’Africa, in un intento chiaro di destabilizzazione completa delle popolazioni, stiamo precipitando nella povertà e nella precarietà più assolute mentre la cupola sta tentando in tutti i modi di toglierci il “cash” per andare alla cashless, in Scandinavia è già così: la matrix più spietata con il controllo di ogni nostro movimento, il ricatto intrinseco per ogni nostro acquisto del “pane quotidiano”.

Sono nata e cresciuta nel mito dell’Europa buona, di “pace  e prosperità” e mi sono risvegliata – almeno 20 anni fa – davanti al sopruso di istituzioni europee matrigne, nemiche dei popoli, e rappresentanti unicamente gli interessi di multinazionali e banche. Sono per il ritorno a tutte le sovranità, la sovranità monetaria, la sovranità alimentare, la sovranità individuale, la sovranità energetica, sovranità che NON sono INCOMPATIBILI con una Europa dei popoli che si coordinino tra loro nella libertà e nel rispetto reciproci ma che sono completamente incompatibili con questa Unione europea abusatrice dei popoli, dittatoriale, travestita da “tecnicocratica” che ci deruba e ci imbroglia nelle virgole e nei sofismi delle normative e che non ha trovato niente di meglio, per imbrigliarci definitivamente, che l’euro, e tra poco la cashless, con tanto di microchip “incorporato”.

L’Italia e l’Europa quando si destano?

Nicoletta Forcheri  26/3/2017

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