Le sorelle del turismo: cartello e inganno

Parliamo di turismo, settore in cui il Belpaese costituisce la quinta destinazione al top del turismo internazionale:

turismostatisticaitalia

(Fonte Enit) 

Come ho già avuto modo  di spiegare in un articolo a maggio di quest’anno (1), e conseguente  intervento nel settore, nel convegno organizzato dal M5S, lo scenario del turismo mondiale e nazionale è  predominato prepotentemente da 4 sorelle – Booking/The Priceline, Tripdviso/Holidaylettings, Expedia/Homeaway, Airbnb/Amazon – controllate dagli stessi hedge funds (2)- in particolare The Vanguard Group, State Street, FMR, JP Morgan, Blackrock – che controllano anche Visa, Microsoft, Google e l’elenco delle banche specialiste in titoli di Stato (3), quelle banche cioè che tengono per il naso lo Stato italiano, controllandone il debito pubblico. Expedia e Tripadvisor, nascono addirittura come startup di Microsoft, prima di essere quotate, mentre Airbnb è tutt’ora una startup di Amazon.

Queste sorelle, che hanno partecipazioni incrociate, porte girevoli tra di loro e, come abbiamo detto, sono controllate dagli stessi hedge funds con sede in Delaware, massimo paradiso fiscale al mondo, hanno costituito un cartello mondiale che con inganno, aggiotaggio, abuso di posizione dominante, e varie pratiche commerciali illecite, nonché intese commerciali, sta costringendo di fatto turisti e operatori turistici a utilizzare una piattaforma di pagamenti online, in poche parole a utilizzare la moneta digitale (4), i pagamenti online con la carta da credito, che costituiscono creazione immediata di debito a carico dell’utente, debito facente funzione di moneta, il cui credito integrale + gli interessi è a vantaggio dell’emittente che per di più la tiene illegalmente nella sua disponibilità fino all’arrivo effettivo del turista. Niente caparra per il proprietario o l’albergo, se ne occupa l’online travel agency che si presenta come la “garante” dei pagamenti online…

Questo è il contratto contenente le condizioni per i proprietari che volessero pubblicizzare la loro casa o il loro albergo su Tripadvisor/holidaylettings (ex controllata di Expedia che è una costola di Microsoft, con sede in Delaware, parzialmente controllata da Chelsea Clinton): da una rapida scorsa si può capire subito che vi è un abuso e vari profili di reato, di sicuro violazione della concorrenza, in quanto questo contratto, definendo i servizi che offre Tripadvisor come servizi di pubblicità sul net (5), in realtà COSTRINGE gli utenti – alberghieri e turisti – a UTILIZZARE una piattaforma di pagamento DI UNA SOCIETà finanziaria ad essa associata e in particolare:
1. muta il tipo di servizio offerto – e quindi tipo di contratto – nello stesso testo del contratto da un servizio PROMOZIONALE a un servizio di INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA DI PAGAMENTO ONLINE NON RICHIESTO;
2. costringe gli utenti per l’utilizzo di tale servizio a ricorrere a una società finanziaria associata a TRIPADVISOR, comportando la totale assenza di possibilità di scelta;
3. opera una dubbia indisponibilità del contante spettante al proprietario e o all’albergatore dal momento del pagamento online, tenuto nella disponibilità dell’intermediario finanziario e VISA fino a 24 ore dopo l’arrivo fisico dei turisti in struttura, momento in cui si ricevono gli importi senza alcun interesse per i mesi trascorsi senza la legale caparra di proprietà dei proprietari delle strutture turistiche.

Quando c’era Monti a commissario per la Concorrenza UE, per dire, in un eclatante caso simile, egli comminò una multa salata alla Microsoft perché vendeva assieme al suo sistema operativo MEDIAPLAYER, costringendo gli utenti all’assenza di scelta di player, ed escludendo le altre società di software per i player dall’offerta, perché Mediaplayer conteneva un ostacolo tecnico di compatibilità.


Ora in questo caso non si capisce come mai nessuno studio di avvocati denunci, nessun PM indaghi o nessun ordine professionale segnali l’infrazione all’antitrust nazionale ed europeo.

Questi contratti che ti chiedono di firmare in linea, senza scelta di negoziazione sulle clausole e senza la firma della controparte, anzi, con la previsione della possibilità di cambiamento unilaterale dei termini in essi contenuti, sono il più delle volte fallaci e ingannevoli, ad esempio in questo caso quando dice :

“Attraverso il portale potrebbe essere messa a disposizione una piattaforma di pagamento online che garantisce agli utenti la possibilità di effettuare online il pagamento dei canoni e degli oneri dovuti agli inserzionisti tramite PayPal, carta di credito, carta di debito o altre opzioni di pagamento. La società si riserva il diritto di modificare o rimuovere tale piattaforma in qualsiasi momento, senza preavviso e a propria discrezione” perché in realtà non vi è la scelta.”

Dalla A alla Z questo contratto è una contraddizione in sé, nel contempo contratto di offerta di servizio pubblicitario E di intermediazione finanziaria, quest’ultima presentata unicamente come una opzione ma in realtà imposta con l’utenza del servizio online, rappresentando quindi una forma di ricatto (oltre che di falso): “per essere visibile devi accettare la moneta digitale e il nostro sistema di pagamento”. Inoltre, sempre a vantaggio delle sorelle, numerosi paragrafi prevedono la manleva e l’assenza di responsabilità sui contenuti e sul rapporto tra viaggiatore e proprietario, come per dire, facciamo gli intermediari finanziari, ma ci laviamo le mani di tutto il resto.

Banche, vere e proprie banche d’affari, evasori fiscali e monopolisti, criminali organizzati che dopo avere dilapidato le PMI italiane, l’agroalimentare, le utilities e le banche popolari, adesso stanno sferzando l’attacco letale sui redditi da turismo, e lo stanno facendo con lo strumento della moneta digitale – pagamenti online con le carte da credito o Paypal – amici degli amichetti altro che del quartierino… MAFIA. Ma quella VERA.

Nicoletta Forcheri 14/9/2016

 

Note:

(1) N. Forcheri Sharing Economy: una piramide bancaria 

(2) N. Forcheri Sharing la Cashless 

(3) Banche dealer, ricerca 

(4) vedi sopra Sharing Economy: una piramide bancaria  

(5) Estratto del contratto Tripadvisor “La società fornisce un servizio pubblicitario agli inserzionisti e uno strumento di ricerca di alloggi ai viaggiatori.” E aggiunge che la società non si occupa di contenuti né offre alcuna garanzia sulla qualità della struttura: “La società non è proprietaria, non effettua indagini né fornisce contenuti per conto delle strutture pubblicizzate sul portale. L’unico servizio offerto agli inserzionisti è un servizio di fotografia. Eventuali fotografie o video di strutture recanti la dicitura “Visitato da Holiday Lettings” sono realizzati da fotografi operanti per o in collaborazione con la società a seguito di un incarico ricevuto da parte di un inserzionista. Tuttavia, sebbene la società fornisca agli inserzionisti tale servizio di fotografia o video, essa non fornisce agli utenti alcuna garanzia di aver condotto indagini sulla struttura oggetto del materiale. Gli inserzionisti sono gli unici responsabili della garanzia che le strutture dispongano dei necessari permessi, licenze e autorizzazioni per essere concesse in locazione.”

 

 

 

 

 

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