Il gioco dei polli

Mercoledì 11 dicembre è’ stata votata la risoluzione a Conte per il Consiglio europeo di oggi e domani, 13 dicembre, su MES e Green Deal. Il M5S contraddicendo completamente il programma con cui fu votato in cui parlava di liquidazione del MES, ha votato per una risoluzione nauseabonda in cui fondamentalmente si dice, non accetteremo il MES se non con un pacchetto che comprende l’Unione bancaria e l’assicurazione europea sui depositi. Come a dire: il MES non ci va bene così, ma siamo disponibili ad accettarlo solo quando ci saranno anche le altre tegole. Insieme. Secondo loro hanno guadagnato tempo per rinviare una catastrofe. L’ennesimo governo tecnico. Palle. Non che non sia possibile il governo tecnico, ma se si governa nella paura, come succede da anni, il risultato è de facto governo tecnico a parte che questo governo, frutto di un rimpasto, cos’è?

La risoluzione è molto debole, poco incisiva, non leggo alcuna traccia dell’eliminazione della disparità di trattamento tra paesi che rispettano i criteri di bilancio e quelli che non li rispettano con rispettiva ristrutturazione preventiva del debito, ma forse mi sbaglio, talmente è scritta in politichese stretto.

Nella riforma i poteri del Direttore generale, il tedesco Klaus Regling che proviene dagli ambienti finanziari privati, e dal FMI, sono aumentati a dismisura.  La parte assistenziale alle istituzioni finanziari viene potenziata. E’ stata introdotta una condivisione e un dialogo con la Commissione europea e il Parlamento europeo che risultano essere delle farse, conoscendo il linguaggio burocratico europeo, nonché quello dei banchieri. Tutto per principio è sbagliato in questa costruzione.

Quello che è successo l’11 dicembre 2019 al parlamento, è l’ennesima pietra miliare verso il baratro in quello che potrebbe assomigliare al  gioco dei polli  in teoria dei giochi, che funziona così: in una corsa verso il baratro, perde chi frena per prima, e vince chi frena per ultimo, ma chi frena per ultimo cade nel baratro, anzi, essendo un gioco competitivo tra squadre e tifoserie che si beccano, cadono nel baratro tutte le squadre.

In questo gioco dei polli, inutile dirlo, in realtà vince chi esce dal gioco disobbedendo alle regole perché decidendo di frenare per prima, si salva la pelle.

L’aggravante nella realtà è che contrariamente al gioco, qua ogni guidatore della macchina trascina con sé nel baratro un intero popolo, compresi i suoi figli, popolo che negli anni è stato tenuto all’oscuro delle trame che lo portavano al gioco.

Il gioco è sempre condotto da chi furbescamente ma stupidamente pensa: “io mi salvo”, perché il pollo si pensa un’aquila, non vede chiaramente il gioco, o lo vede solo per sé.

Se acceleri, il gioco è fatto in modo tale che tu riceva degli incentivi di vita. Di una vita misera in una matrix da gioco di polli.

Per dire, se invece di 4 deputati renitenti, ce ne fossero stati 40 dei 5S, si rischiava forse il governo tecnico, si, però era un rischio da correre per tentare il risveglio, che è contagioso: dal punto di vista umano  sarebbero stati 40 risvegliati alla coscienza, dalla matrix dei polli.

E strategico sarebbe stato dire di no, tutti insieme, o la maggioranza. I traditori di oggi non hanno la sia pur minima idea di cosa sia l’arte della negoziazione che è: se qualcuno ti vuole rifilare un pacco, e questo lo è, prima dici no, e poi eventualmente, ma non obbligatoriamente, accetti un compromesso. Solo così si rischia di vincere. E invece i nostri che fanno? Dicono subito “SI MA”, al peggioramento di pacco, con i fronzoli e il contorno, che è un calarsi le braghe preventivo, un ammettere la propria debolezza, e il dover cercare dei sotterfugi per procrastinare.

 

mes m5s.jpg

No ma, addirittura abbiamo assistito a scene patetiche in cui dei grillini accusavano la Lega di avere voluto loro il MES, a suo tempo, mentre è risaputo che pur avendo Tremonti firmato per il primo fondo, nel 2010, che doveva fare gli eurobond (che erano pure nel programma del M5S!!!), la Lega votò compatto contro il MES nel 2012. Oppure abbiamo dovuto sentire le urla delle continue accuse alla Lega di avere voluto la legge di pareggio di bilancio in Costituzione (Giorgetti), come se fosse una giustificazione sufficiente per votare uno dei peggiori tradimenti della storia della Repubblica.

E’ come quando si accusa uno di rubare, volto in flagrante, e quello pensa di giustificarsi dicendo a chi l’accusa, ma anche tu anno scorso hai rubato. Debole scusa data a bere al popolo. Anzi un’arrampicata sugli specchi chiara e semplice.  E poi sempre con questo vittimismo di additare il dito verso chi c’era prima, perché sarebbe colpa loro se adesso non si oppongono, ma si aggiustano, per amor delle poltrone o per errore di valutazione del progetto e del nemico!

Ma ieri è successo anche un fatto inaudito. Giorgetti, della Lega, ha finalmente risposto alle insistenti voci che lo vogliono reo di avere introdotto la legge di pareggio di bilancio nel 2012. Tremolante, emozionato, evidentemente alterato, egli ha preso la parola dichiarando che loro hanno DOVUTO introdurre il pareggio, e che anzi lui è stato così bravo da avere fatto introdurre non già il pareggio, ma l’equilibrio dei conti tra entrate e uscite in Costituzione.

Sapete che cosa significa? E il rischio che corre? E’ come se avesse detto, noi lo abbiamo fatto perché ricattati, così come furono ricattati e minacciati per approvare il governo Monti. Quando si parlerà chiaramente dello stato di ricatto pubblico e privato di chiunque voglia governare questo paese per il suo bene e non per quello della casta dei finanzieri apolidi, mafia omertosa, significa che qualcosa sarà cambiato. Golpe a Berlusconi dovrebbe insegnare, ma inutile, lo stesso ambiente, la stessa divisione percorre il paese tra chi demonizza Salvini e chi lo ama. Vie di mezzo, purtroppo, non ce ne sono. Ed è un sintomo di malattia grave.

Il punto è questo: ieri plasticamente abbiamo assistito a come entrando in parlamento, anche le migliori intenzioni si frantumano contro il muro dell’omertà, del crimine organizzato, della logica del ricatto. Solo che è tutto non detto. Così come non detto è il punto 0 del potere.

E nella trappola ci cascano soprattutto coloro che non videro gli stessi ricatti, gli stessi attacchi pretestuosi, che poi sfociarono nel golpe a Berlusconi. Loro no, non vedevano, e quindi, visto che non vedevano che magari il governo Berlusconi era attaccato da mezzo mondo perché tentò di fare qualcosa per il paese, ecco che si ripete lo scenario con la Lega. Rea di opporsi al MES.

Pensano di lavarsi la coscienza? Pensano di passare al paese la patata bollente? Il clima di criminalizzazione di una forza che rischierebbe di vincere domani alla grande, è fin troppo chiaro a molti, tranne a coloro che si pensano più intelligenti. Il conformismo dell’anticonformismo.

Addirittura Di Maio ha parlato di ipotesi di reato e di mercato delle vacche da indagare perché un senatore, o forse più, sono passati alla Lega (Francesco Urraro, Ugo Grossi, Stefano Lucidi e Paragone, che rimane).

Il popolo piange. L’INPS si comporta da criminale con tutti i suoi pensionati, molti lavoratori non ricevono lo stipendio, altri come è stato annunciato ieri, vengono continuamente licenzianti (notizia di ieri, 3500 dall’Ilva, 5500 di Unicredit in Italia). I suicidi si moltiplicano ma nessuno ne parla, mentre gli sbarchi continuano di malavita nigeriana e altri disperati che andranno a ingrossare quelle fila, non fanno che esacerbare il quadro.

Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie, direbbe Ungaretti, ma lui lo diceva dei soldati in trincea. E questo siamo, ma almeno i soldati combattevano contro un nemico e con delle armi, mentre noi non sappiamo neanche chi sia il nemico, o chi ci fa la guerra.

E nessuno lo sa perché il nemico è invisibile, anzi è Invisible, è mutaforme, è camaleontico, è dentro e fuori di noi, è mascherato da buone intenzioni, è sofista e imbroglia le genti. Manipola i simboli e ci imbriglia in un tempo lineare che non ci assomiglia. Tra questi simboli vi è naturalmente quello del punto 0, che non nomino (dovreste saperlo adesso!).

Ma tornando ai polli, si può dire che la vera corsa verso il baratro è cominciata con l’inserimento in tutti i Trattati della parolina “Stabilità” e la creazione della moneta cosiddetta unica. La corsa alla “Stabilità” che poi significa solamente e unicamente la stabilità delle rendite dei grandi creditori monetari, ha visto gli Stati membri correre in avanti con tanti traditori, i cui colleghi non osavano desistere dall’acceleratore temendo ritorsioni personali del tipo: niente premio, anzi punizione.

Tale “Stabilità” è stata inserita nel Patto di Stabilità e Crescita con semplice  regolamento – (4966/97) – contrariamente alla Conferenza intergovernativa per cambiare i Trattati –  che ha modificato Maastricht al punto da privare gli Stati membri dei margini di manovra di politica economica necessari, che erano inclusi in Maastricht, (Guarino, L’euro non esiste)  che recita ad esempio che :

La Comunità ha il compito di promuovere, mediante l’instaurazione di un mercato comune e di un’unione economica e monetaria e mediante l’attuazione delle politiche e delle azioni comuni di cui agli articoli 3 e 3A, uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle attività economiche nell’insieme della Comunità, una crescita sostenibile, non inflazionistica e che rispetti l’ambiente, un elevato grado di convergenza dei risultati economici, un elevato livello di occupazione e di protezione sociale, il miglioramento del tenore e della qualità della vita, la coesione economica e sociale e la solidarietà tra gli Stati membri.

L’adozione del Patto di Stabilità e Crescita (1999), continua il Prof Guarino, ha introdotto criteri severi di parità di bilancio, con efficacia retroattiva, e il divieto di indebitamento (deficit) in caso di non parità di bilancio. Al Patto di Stabilità e Crescita è seguito il Fiscal Compact e il MES, due trattati intergovernativi per approvare i quali, soprattutto il MES, è stato per una seconda volta violato il Trattato poiché con semplice decisione del Consiglio è stata modificata una clausola dei Trattati (art 136) nel senso di inserire la possibilità di creare, per i paesi dell’eurozona, un “meccanismo europeo di stabilità”.

Ora niente giustifica la creazione di una società anonima di diritto lussemburghese, un fondo, a detta di Tremonti “hedge”, a cui gli Stati hanno sottoscritto con un trattato intergovernativo. L’aggiunta di una frase ai Trattati, anche se la Corte europea dice di no, aumenta i poteri dell’UE, oppure li deforma al punto tale da mutarne geneticamente la funzione.

Ma il fatto è che molte altre cose non vanno in questa costruzione.

Abbiamo visto che l’euro potrebbe essere annullato per l’adozione del Patto di Stabilità e Crescita con semplice regolamento e il Mes abrogato per la frase stessa dell’articolo 136 che parla di “meccanismo” e NON di società per azioni/ente internazionale.

Ma il MES tale come è adesso, e tale come lo vogliono peggiorare, peggiora il tutto. Primo perché crea paesi di serie A e di serie B. Principio di parità violato, trattato internazionale abrogabile, secondo l’art 60 della Convenzione di Vienna.

Secondo, perché tra quei paesi di serie A ve ne è uno che ha ottenuto una eccezione costituzionale nella sua adesione al MES: i ministri e i direttori generali tedeschi che fanno parte del consiglio dei governatori e del consiglio di amministrazione, non sono tenuti all’obbligo di segretezza e devono riferire al parlamento contrariamente a quello che succede per gli altri parlamenti. Naturalmente, anche per gli altri Stati dovrebbe essere così, perché qua ci troviamo di fronte a un problema di democrazia e di conflitto di interessi enorme. Anzi bisognerebbe fermare tutto prima per chiarire questo punto. Eventualmente abrogare il tutto. Eppure manca questo enorme argomento.

Poi perché il MES non è vero che è un salvastati, ma è scritto nero su bianco che interverrà per “salvare” le istituzioni finanziarie. E questo dal 2011. Ma attenzione non tutte le banche beneficieranno dei nostri soldi, visto che il mercato privilegiato delle obbligazioni del MES è costituito dalle solite grandi banche sistemiche “too big to fail” le stesse che fanno parte del cartello delle banche specialiste in titoli di Stato che acquistano i nostri titoli alle aste cosiddette pubbliche, e le stesse che controllano la banca d’italia. Le stesse che vogliono eliminare tutte le nostre popolari, e che vogliono cancellare dal nostro paese i concetti di solidarietà e di cooperazione sanciti dalla Costituzione.

E poi chi vi racconta che è una semplice assicurazione contro i fallimenti dice il falso, perché non ho mai conosciuto un’assicurazione che per garantirti contro un sinistro, prima ti procuri un danno (125 Mld di esborso) e poi nel caso ti “aiutasse”, ti sfasciasse casa (haircut del debito). Un danno, quello del 125 Mld, che può aumentare a dismisura, senza limiti.

Ma ancora c’è chi dice che il MES è nato per assumere il ruolo di prestatore di ultima istanza che la BCE non ha e che non può avere per Trattato se non per un attacco di creatività italotedesca (Draghi+Werner) nella creazione dei QE riservate solo alle banche. Surrealista. Abbiamo BC che non fanno il loro ruolo per Trattato allora che cosa si fa? Si cambia il Trattato, illegalmente, per creare un “meccanismo” e farlo coincidere con un “hedge fund” o “sicav” (dixit Tremonti) piuttosto che eliminare il divieto di finanziamento degli Stati e degli enti pubblici senza passare dal cartello finanziario?

Che ricordo essere questa lista sul sito della Bundesbank:
https://www.bundesbank.de/resource/blob/620610/189094da5894ae1904e0c8082b77e42d/mL/mitglieder-esm-market-group-data.pdf

MES MARKET BUBA.png

E si, perché le aste pubbliche del MES si effettuano sulla piattaforma della BUBA, qua
https://www.bundesbank.de/en/service/banks-and-companies/ebs/efsf-esm-bidding-system-ebs–620550 

Quindi è vero, andiamo al baratro, dritti nelle fauci della Banca centrale tedesca e del suo ambiente finanziario!

E noi in questo gioco dei polli speriamo che i nostri comincino a sganciarsi dalle regole che mandano al baratro !

 

Nforcheri 12/12/2019

 

Risoluzione
https://static.gedidigital.it/repubblica/pdf/2019/politica/risoluzione.pdf

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