La mossa e la buca

Tutti parlano di “figuraccia” per la mossa fallita della candidatura del M5S all’establishment. Ma è molto peggio di una figuraccia. Barbara Lezzi già rivendicava con orgoglio in un video delirante la scelta di stare al parlamento con l’uomo di Soros, idem Borrelli e poi tanti altri che non sono stata a guardare, poche ore prima del voltafaccia nuovamente calato dall’alto, senza se e senza ma e soprattutto senza spiegazioni esaurienti.

Fatto sta che una massa di ignoranti ha votato per quanto calato dall’alto in un quesito a multipla risposta del tutto fuorviante e manipolatorio perché non preceduto da alcuna discussione, da alcun dibattito al punto che gli elementi più validi del movimento a Bruxelles, come Marco Zanni esprimevano sulla loro bacheca la perplessità per la repentinità e i modi di tale votazione. La democrazia diretta ridotta alla sua più infima caricatura: un click sul pc decerebrato e senza possibilità di proposizione costruttiva e, quel che è peggio, senza interpellanza alcuna dell’opportunità stessa di tale votazione.

Capisco l’intento lodevole che ha avuto il grillismo iniziale di ricuperare gli elementi rivoluzionari per evitare un bagno di sangue o altre destabilizzazioni, e per arginarne la focosità, ma adesso quell’intento degli inizi dovrebbe essersi esaurito, e la seconda tappa dovrebbe essere quella costruttiva e propositiva pur nella sua rivoluzionalità, ma non cadendo a compromessi con tutto ciò che Grillo stesso e fino a ieri la base ripudiavano come l’allegoria del male: la finanza e i loro lacché stupendamente rappresentati da Guy Verhofstadt e il suo partito.

Con questa mossa andata a buca, il movimento ha solo dimostrato di essere al momento buono come tutti i partiti, allettato dal potere e pronto a qualsiasi cosa, compreso quella di rinnegare le promesse elettorali, pur di arrivarci. O peggio, già programmato per una mossa di questo tipo: ti prendo i dissidenti e te li incanalo come un gregge al mattatoio, ma, mi raccomando, non gli eventuali capetti che potrebbero distogliere tale gregge.

A questo punto, e come ripeto da anni, il fiato sul collo dobbiamo esercitarlo noi non solo su comuni e politici ma soprattutto sulla cupola del M5S che come abbiamo visto manipola benissimo una base ignorante della vera posta in gioco in un movimento sovranista: la moneta. E non a caso nessuno di noi è dentro non dico come deputato, ma come consigliere valido del movimento.
Nforcheri 10 gennaio 2017

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