Certificato verde: perché tanta ostinazione?

Come al solito si sente parlare in giro di una serie di violazioni delle già demenziali norme di legge anticovid.

Norme che già sarebbero carta straccia in quanto lo stato di emergenza è assolutamente illegale, non poteva essere dichiarato dal Presidente del Consiglio dei Ministri che avrebbe potuto unicamente fare regolamenti per dare gli indirizzi ai SINDACI per fronteggiare lo stato di emergenza sanitario, secondo il Codice di Protezione Civile .

Norme che verranno ancora illegalmente e incostituzionalmente promulgate quando lo stato di emergenza verrà prorogato per questioni ambientali e climatiche.

Cos’è che spinge interi settori della società ad applicare l’obbligo del pass anche quando non dovrebbero e quindi non potrebbero, anzi non possono? Se già chi segue i decreti legge anti covid infrange la legge perché essi non sono legali, né legittimi, né costituzionali, figuriamoci chi li applica anche laddove non è stato previsto!!

Si sente dire in giro infatti, di scuole non previste dai decreti, che richiedono il pass agli studenti, mentre non sono né studenti universitari né studenti di un percorso di formazione degli Istituti Tecnici Superiori, uniche due occasioni in cui è stato previsto dai demenziali decreti di richiedere il certificato agli studenti. E infatti sono giunte alle mie orecchie richieste di pass per corsi di recitazione, di sommelier, di cucina e di quant’altro, corsi pubblici e privati, non rientranti nei dl scuola, il decreto legge 111 convertito e il decreto legge 122.

Si sente anche di NAS, Nuclei di Antisofisticazione e Sanità dell’Arma dei Carabinieri, che fanno incursione nei ristoranti richiedendo il certificato e comminando multe ai titolari.

Lo possono fare? No, non lo possono fare. In tal caso vanno denunciati.

E infatti sul sito del governo si legge che possono essere controllati:

i lavoratori dipendenti pubblici e privati, i dipendenti delle imprese che hanno in appalto i servizi esterni di pulizia, di ristorazione, di manutenzione, di rifornimento dei distributori automatici, i consulenti e i collaboratori esterni che entrano nell’azienda, i corrieri, e non il datore, il commerciante autonomo o in genere gli autonomi.

Chi può controllare il certificato verde?

Sempre dalle faq del governo, che non sono certo la bibbia, si legge: ispettori del lavoro e asl. Punto. Nessun altro.

Pertanto, se un carabiniere, un vigile o chiunque altro richiede a un commerciante di esibire il pass, sappiate che sono denunciabili per due, non una, ragioni: la prima è che solo gli ispettori del lavoro e le asl possono verificare se un’azienda rispetta la normativa del pass, due perché i commercianti non sono tra le categorie di coloro controllabili. Idem per i ristoratori e tutti gli altri autonomi, e anche per i datori di lavoro.
Pertanto spetta al datore di lavoro prendere la decisione DI NON scaricare il pass poiché esso, essendo su richiesta, può essere rifiutato.

Il certificato vaccinale infatti richiede di dare un consenso, implicito o esplicito, alla digitalizzazione delle nostre persone fisiche, già a loro tempo bond ceduti sui mercati borsistici e che qualcuno sussurra non siano più validi dal 2012. E qua non apro la parentesi ma la tocco solo come ipotesi, perché si apre un mondo troppo vasto, e mi piace parlare di quello che so.

Per imprigionarci nella matrix nuova, quella digitale, i mandriani hanno bisogno di nuove finzioni giuridiche, ad esempio il codice QR che contenga i nostri dati biometrici, anagrafici, finanziari, sanitari, per ricattarci e controllarci meglio. E questo lo so di certo. Anche se per intuizione.

L’ostinazione con cui il potere insiste su questi due aspetti: vaccinazione e digitalizzazione di massa, è tale da non lasciare assolutamente il dubbio che questi due eventi siano strettamente connessi come strumento per trasformarci in cose dell’internet delle cose – transumanesimo – se è vero che il grafene contenuto nei vaccini, e non dichiarato, facilita la qualità elettromagnetica del corpo, la sua connessione con i vari “devices”, e se è altrettanto vero che il siero sperimentale rischia di modificare il codice genetico umano, rendendo quest’ultimo geneticamente modificato e pertanto brevettabile (Corte Suprema USA, sentenza https://blogs.scientificamerican.com/guest-blog/new-supreme-court-decision-rules-that-cdna-is-patentablewhat-it-means-for-research-and-genetic-testing/)

E se è vero che, come è vero, esiste già l’idrogel iniettabile con tanto di nanochip (Darpa, Profusa) che non provoca reazioni di rigetto dal corpo umano, è chiaro che questa tecnologia dovrebbe servire nella mente malata di questa casta di grandi creditori – tali perché hanno le masse di “credenti” o “creduloni” che gli credono – per sviluppare e attuare perfettamente la criptovaluta con mining umano, il cui brevetto è stato depositato dalla Microsoft l’anno scorso, come strumento monetario collegato alla rilevazione dei nostri dati biometrici.

E’ logico che con un sensore sottopelle, tale criptovaluta trova tutto il suo perché visto che la descrizione del brevetto 060606 parla nei minimi dettagli di quanto sia necessario che un sensore rilevi i dati delle attività corporee – temperatura, pulsazioni, frequenze cerebrali e via dicendo – e quindi è elementare desumerne che sarà più facile farlo se il sensore si trova sottopelle e non in uno smartphone o nel pc, voi che ne dite?

A questo punto capirete come fulminati sulla via di Damasco, il perché di tanta ostinazione sul “distanziamento”: per far funzionare meglio i sensori, stanno creando e permeando i nostri usi, per predisporci alla rilevazione dati con sensore che se troppo vicino a un altro non funziona, la comunicazione “frigge”.

A questo punto trova una sua giustificazione perfettamente logica il fatto che le regole anti covid non hanno imperversato mai così tanto nei paesi scandinavi dove la digitalizzazione e l’impianto di microchip sottopelle per i pagamenti è già diffuso e la cashless nelle città è realtà.

A questo punto capirete come mai anche chi si fa solo il tampone riceve il suo codice QR e si spiegano decisioni di finanziamento dei laboratori per effettuare i sequanziamenti genomici. O meglio: vorremmo sapere perché vengono finanziati abbondantemente i laboratori per farlo, oltre 3 milioni di euro nell’ultima Ordinanza a firma del Generale Figliuolo.

E forse comincerete a porvi domande sul perché stanno creando tutte queste piattaforme, l’anagrafica nazionale vaccinale, la Digital Green Certificate, interoperativa con il gateway europeo e con gli altri Stati membri. E capiretee che il certificato consiste nell’offrire nudi e crudi i nostri dati – di tutti i tipi – verificabili e incrociabili tra i vari database, per costringerci a fare quello che non vogliamo fare, se è vero che ci vorrebbero costringerci tutti, con uno schifoso ricatto sul lavoro, i diritti costituzionali e i SOLDI, a fare da cavia a un siero sperimentale che fino a oggi non hanno osato mettere come obbligatorio perché le rane non erano abbastanza cotte, ed era una violazione palese del Codice di Norimberga.

Però hanno obbligato i bambini con la Lorenzin, a una decina di vaccini obbligatori pena la perdita della patria potestà, e posto il principio dell’obbligo ai sanitari. La Sanità è già roba loro, è chiaro, roba di BigPharma onde per cui si permettono. E anche se la paghiamo noi, è fin troppo evidente lo stato di totale e artificioso degrado in cui è lasciata. Appositamente, per agevolare la sanità privata, ufficialmente loro.

Intanto serpeggiano voci di un possibile eventuale ritiro della scheda sanitaria per Natale.
Non credeteci. Non molliamo. Se tale fosse la volontà con semplice decreto abrogherebbero il dl 127 SUBITO invece di discuterne la conversione!
Perché togliere il pass tra due o tre mesi, significa nel frattempo procedere imperterriti a vaccinazioni e soprattutto a iscrizioni consensuali sia pur ignari nel database del pass, che è tutto quello che interessa ai creditori/creatori della matrix: creare CONSUETUDINE.


Una volta nel circuito, scaricato il pass, hai dato il consenso – CHE VA RITIRATO – sei stato codificato, sei diventato un codice QR, sei suscettibile di essere analizzato e perlustrato da Agenzia delle entrate, Inps, istituzioni, asl ecc ecc ecc.


E infatti la notizia dice che se verrà tolto – ma lo dicono per calmare gli animi – rimarrà – comunque – in vigore solo per taluni avvenimenti. Si utilizza così il solito metodo di spararla alta per consolidare passi minori che mai sarebbero stati immaginati senza la finestra di overton di spalancare scenari inimmaginabili e distopici.


Il pass va smantellato TUTTO, E ORA. E non deve sussistere neanche per i grandi eventi. Va smantellato il ministero della Transizione digitale e va creata quanto prima una o delle monete sovrane territoriali, digitali, elettroniche e fisiche, con il rovesciamento della contabilità già rovesciata (come diceva Auriti), il rovesciamento del paradigma da moneta debito coperta dagli umani, a moneta cassa-cash che va a coprire i fabbisogni, i diritti e i doveri degli umani.

Nicoletta Forcheri 21/10/2021

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