Razzismo di patria

Un italiano che volesse tornare in patria, non all’età pensionabile, deve pagare un RISCATTO per mettersi in regola con l’Inps e per “integrarsi”, tanto più elevato quanti più sono gli anni passati all’estero a studiare e a lavorare. Cioè, un italiano deve PAGARE e caro, per rientrare in Italia.

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Un clandestino extracomunitario arrivato con qualsiasi mezzo in Italia ha diritto alla “protezione” umanitaria pagata a NOSTRE SPESE, per poi finire ineluttabilmente in mano alla mafia che rovina il nostro territorio, i nostri diritti, il nostro lavoro.

Non solo, ma ci sono extracomunitari in regola di permesso di soggiorno che usufruiscono di aiuti e sussidi, a prescindere dalla loro situazione patrimoniale in patria, questo perché sfido lo Stato italiano a verificare meticolosamente come lo fa con i cittadini italiani, i cespiti fondiari o altri redditi degli interessati extracomunitari che facessero domanda all’Inps.

Io invece quando è morta mia mamma (2012) mi sono ritrovata debitrice di una somma di circa 20000 euro dovuti all’Inps perché per mia mamma non sarebbe scattato il CUMULO  con il marito quando è entrata in vigore la legge omonima.

Poi ci dicono che ci vogliono gli immigrati perché ci pagano la pensione. Oltre al danno la beffa: non solo non avrò mai una pensione in Italia ma devo anche rimborsare per la pensione sociale ricevuta da mia mamma per 10 anni (detrazione fatta della sua miserissima pensione contributiva), perché il lavoro di una moglie e mamma ITALIANA non è riconosciuto dallo Stato italiano IPSO FACTO e slegato dalla “patria potestà” del marito.

Per dire, il diritto personale alla pensione, che andrebbe legato alla persona, invece nel caso italiano, e non solo, è legato alla retribuzione del marito: se una ha un marito tirchio – o viceversa – picche!

E poi si parla tanto di diritti civili. Tutto un gran cancan per nascondere e distrarre dall’erosione sistematica di tutti i diritti umani dei cittadini che vanno dal diritto alla pensione a quello della sanità, da quello a un lavoro stabile a quello di una casa con proprietà privata garantita, infine a quello di una dignità di vita e a vedersi risarciti i danni da calamità naturale, per dirne una, al diritto all’acqua pulita, all’energia accessibile a tutti, a strade sicure, infrastrutture per tutti.

 

Ma il primo dei diritti “civili” sarebbe quello a una pensione individuale per le donne che hanno cresciuto i figli e fatto il lavoro delle mogli e delle mamme, diritto che andrebbe slegato dal reddito del marito, ex marito, o compagno: che strano, questo diritto manca da tutti i menu del movimento gender, e forse anche da quello delle pseudo femministe, che rivendicano il diritto a partorire per gli uomini, il diritto a cambiare sesso a gratis, il diritto ad adottare e a mercificare la vita umana dei neonati calpestando il loro diritto sacrosanto ad avere una mamma e un papà, il diritto a modificare con l’eugenetica il futuro neonato e la sua selezione, il diritto a fare propaganda pro gender spacciandola per rispetto dei diversamente “diversi”. Di tali diritti umani, delle mamme, delle famiglie, se n’è parlato a Verona come sapete a un convegno attaccato da tutti i media e da tutti i gruppi estremisti del pensiero unico gender-femminista.

 

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Un gruppo quello gender – affiancato dalle pseudo femministe – completamente isterico nel suo anelare a una “normalità” che mai sarà tale, tranne a modificare geneticamente gli umani che è quello che certa casta si sta accingendo a fare, rovesciando completamente l’idea di natura e di normalità. Un gruppo quello dei gender fanatici pronti a dittatorialmente chiuderti il becco dandoti del “fascista”, se esprimi idee a difesa della tua terra e dei tuoi concittadini, a darti del razzista e omofoba non appena ti discosti un attimo dal politicamente corretto del pensiero unico, un gruppo infine dai due pesi e le due misure, perché mentre è capace di mettere sotto sopra una città per un omicidio presuntamente razzista come quello che fu di quel senegalese a Firenze, ma che di razzista non aveva niente, lascia passare invece gli altri crimini, come quello alle cronache di questi giorni  un marocchino naturalizzato che ha voluto uccidere un italiano solo perché era felice.

Quindi cherchez la différence. ..

E poi ci sono quelli che parlano di razzismo. Ma quale razzismo? Quello di alcuni ignoranti italiani esasperati dalla guerra tra poveri volutamente inflitta da questo Stato mafia, o quello, molto più grave perché istituzionale, di Stato/magistratura e media iscritto nelle leggi italiche contro gli italiani per il solo fatto di essere italiani?

Nforcheri 2/4/2019

https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=51988

 

 

 

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