E’ morto per nostri debiti, non per i nostri peccati

Traduzione di Nicoletta Forcheri 25/12/2017

Sorgente: He died for our debts, not our sins

Rivolgendoci alla nostra fede, Natale o Hannukah, nel tentativo di dare un senso all’anno che è passato, l’economista Prof.  Michael Hudson ci spiega che abbiamo interpretato la Bibbia non correttamente. E ha scritto un libro in merito. Invece di sesso o peccato, sia il Cristianesimo che il Giudaismo sono preoccupati dal debito. Si scopre che Gesù era un attivista socialista che ha pagato il prezzo estremo per avere voluto ristabilire la regolarità dei giubilei del debito. In realtà, i dirigenti dell’Antichità classica che cancellavano i debiti dei loro sudditi erano rovesciati con una frequenza inquietante e tendevano a non sopravvivere a lungo…

Volgendo lo sguardo verso la fede cristiana o ebraica per Natale o Hannukkah, nel tentativo di dare un senso all’anno passato, finalmente un economista dichiara che abbiamo letto la Bibbia in modo anacronistico.

In realtà lo ha spiegato in un libro intero. In …Rimetti a loro i loro Debiti: Credito e Redenzione’ (disponibile a primavera su Amazon), il Prof. Michael Hudson avanza l’argomento che invece di sesso, la Bibbia in realtà parla di economia e in particolare di debito.

“Il Cristianesimo di oggi non è il Cristianesimo di Gesù,” dichiara il Prof. Hudson.

E neanche l’ebraismo di oggi è quello dell’epoca di Gesù.

L’economista ha dichiarato a Renegade Inc che la preghiera del Padre Nostro ‘rimetti i nostri debiti [che in inglese è stato tradotto con “sins”] come noi li rimettiamo ai nostri debitori [in inglese sinners, peccatori]” si riferisce specificamente al debito.

“Molti capi religiosi dicono che il Cristianesimo parla di peccato, non di debito” dichiara. “Ma in realtà la parola “debito” e “peccato” è la stessa in quasi tutte le lingue.”

“‘Schuld’, in tedesco significa “debito” ma anche  “offesa” e “peccato’. In francese è “devoir” [dover dare]. Aveva la stessa ambivalenza di significato nella lingua babilonese di Accadia.”

Il Prof. Michael Hudson ha raggiunto un consenso quasi completo con gli accademici assiriologici e biblici sul fatto che la Bibbia si occupa di debito, non di peccato.

L’idea risale al concetto di  ‘wergeld’ [Guidrigildo] che esisteva in varie parti d’Europa e Babilonia, e che determinava il valore della vita umana che andava pagato in compensazione alla famiglia di qualcuno che era stato ferito o ucciso, secondo il rango sociale.

“Il pagamento – Schuld o obbligazione – ti fa espiare la ferita che hai causato all’offeso” dice Hudson.

I Dieci Comandamenti erano sul debito

Le persone tendono a pensare che il comandamento ‘non desiderare la moglie altrui’ riguardi il sesso mentre in realtà si riferisce in particolare ai creditori che potevano costringere le mogli e le figlie dei debitori a schiavitù sessuale come collaterale del debito non pagato.

I Dieci Comandamenti spiegano come affrontare il debito nelle antiche economie del Medio Oriente.

“Questo ci riporta ai Sumeri nel terzo millennio” dice.

Analogamente il Comandamento “non rubare” si riferisce all’usura e allo sfruttamento praticati contro chi era indebitato.

L’economista afferma che Gesù fu crocefisso per le sue vedute sul debito, essendo la crocefissione la punizione riservata ai dissidenti politici.

“Capire la crocefissione di Gesù equivale a capire che fu la punizione inflitta per le sue visione economiche” dice. “Rappresentava una minaccia per i creditori”.

Gesù Cristo era un attivista socialista che sosteneva il ripristino di regolari giubilei del debito, considerati essenziali per il benessere delle antiche economie.

La “tabula rasa” si riferiva non al perdono dei peccati, ma dei debiti.

I governi possono rimettere i debiti: lo dice la Bibbia

In Sumeria e Babilonia, quando arrivava un nuovo capo al potere, la prima cosa che faceva era di proclamare la “tabula rasa”, rimettendo i debiti personali del popolo con ciò che era noto come “il giubileo del debito”.

L’alternativa per chi non poteva pagare sarebbe stata di diventare schiavo dei creditori ma allora i governi avrebbero perso la disponibilità di tali debitori a combattere nei loro eserciti.

Ciononostante i capi dell’Antichità classica che cancellavano i debiti dei sudditi tendevano ad essere rovesciati con una frequenza inquietante, dai “tiranni” greci del VII sec AC che rovesciarono le aristocrazie di Sparta e Corinzio, ai monarchi di Sparta Agi e Celamene nel III s AC che vollero cancellare i debiti degli spartani, ai politici romani che chiedevano l’alleggerimento dei debiti e la redistribuzione delle terre, uno fra i tanti, Giulio Cesare.

Nel primo sermone riferitoci di Gesù, in Luca 4, Egli annuncia che era giunto per ripristinare l’Anno del Giubileo. Il termine “gospel” [vangelo] veniva utilizzato specificatamente per citare la cancellazione del debito che divenne la principale lotta politica dell’epoca imperiale romana, con Gesù che si opponeva ai Farisei pro creditori (un partito politico e movimento sociale che fondarono il giudaismo rabbinico intorno al 167 AC).

Gesù morì per i nostri debiti

Il Prof. Michael Hudson afferma che il Cristo pagò salato il prezzo del suo attivismo.

I Farisei, Hillel (fondatore dell’Ebraismo rabbinico) e i creditori che li sostenevano decisero che la popolarità crescente di Gesù era una minaccia alla loro autorità e ricchezza.

“Dissero  ‘dobbiamo liberarci di questa persona e riscrivere il giudaismo sostituendo la guerra tra classi con il sesso’, guerra tra classi che poi era l’argomento di tutto il Vecchio Testamento,” dice il Prof. Hudson.

“E’ qua che il Cristianesimo è stato pervertito. Il Cristianesimo divenne anti Gesù, che è come dire che il Tea party americano applaude alla ricchezza e all’avidità nello stile di Aìyn-Rand.”

Gli economisti dicono che il Cristianesimo fu riformulato da San Paolo seguito dalla scuola Africana di Cirillo di Alessandria e Sant’Agostino.

“Negli ultimi 1000 anni, la Chiesa Cattolica ha detto che è nobile essere poveri. Ma Gesù non lo ha mai detto. Ha detto che i ricchi sono avidi e corrotti. E’ quanto hanno detto anche Socrate, Aristotele e i filosofi stoici romani, i profeti biblici in Isaia.”

Non ha mai detto Gesù che è bene essere poveri perché ci rende nobili.

Quello che ha detto è che se hai soldi, devi condividerli con gli altri.

“Ma non è quello che ci racconta oggi il Cristianesimo evangelico” dichiara. “Il Cristianesimo fondamentalista americano dice di non dividere neanche un centesimo. Re Gesù vi farà diventare ricchi. Non tassate i milionari. Gesù mi può aiutare con la lotteria. Tassate i poveri che il Signore ha lasciato indietro – probabilmente per i loro peccati. Non c’è niente sul Giubileo qua.”

Si scopre che Gesù era un attivista socialista che lottava per ripristinare regolari giubilei del debito.

Cosa farebbe Gesù?

Per capire come risolvere l’economia di oggi Hudson dice che la risposta della Bibbia era una soluzione pratica per quei tempi li.

“Quando esiste una massa elevata di debiti che non possono essere pagati, o li cancelli come fece la Germania durante  ‘il Miracolo del 1947‘ quando gli Alleati rimisero tutti i suoi debiti tranne i saldi minimi, o lasci che i creditori pignorino come fece Obama in America dopo la crisi del 2008 e  le 10 milioni di famiglie americane che hanno avuto le case pignorate,” ha detto

“Se si lascia intatta la ricchezza allora si soffoca la società con la deflazione da debito.

“Il mondo di oggi crede nella sacralità del debito ma dai Sumeri e da Babilonia fino alla Bibbia, erano le remissioni dei debiti ad essere sacre”.

L’economista raccomanda di sostituire la tassa sul reddito con quella fondiaria, sul monopolio e le risorse naturali, bandendo le proprietà orfane, e permettendo ai governi di distribuire terra alla popolazione.

“Se vuoi imitare Gesù, allora prova a fare il politico così realizzi che è la stessa battaglia che è andata avanti per migliaia di anni, nelle varie culture, il tentativo della società di affrontare il fatto che i debiti crescono più rapidamente di quanto non cresca la capacità di rimborsarli” dice.

E rimetti a loro i loro debiti: credito e redenzione sarà disponibile all’acquisto per Pasqua su Amazon.

Claire Connelly

 

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4 risposte a "E’ morto per nostri debiti, non per i nostri peccati"

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  1. Trovo l’articolo molto interessante, Grazie a Nicoletta per la traduzione e anche per avercelo proposto. Devo però far notare che se non cambia la consapevolezza dei cittadini di far parte (e dipendere) da qualcosa di più grande, e con essa il loro atteggiamento verso la proprietà pubblica, Ogni sistema proposto è destinato a fallire! la chiave di tutto è la maturità o meno del “cittadino medio” riguardo alla cosa pubblica. Inoltre dobbiamo sforzarci di trasmettere la consapevolezza che la restituzione di ogni tipo di debito deve essere subordinata ai diritti basilari dell’uomo.

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