1992: abolizione della separazione tra banche di prestito e banche speculative

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di Multicentrum

Gli italiani  non hanno avuto necessità per 55 anni, dal 1936 al 1991, “di capire di finanza”: Banca d’Italia, pubblica fino al 1991  per il 74% dell’IRI  e la Consob che dipendeva da Banca d’Italia, hanno “protteto” i cittadini italiani dalla finanza speculatrice per molto tempo.  Le case delle famiglie italiane per 55 anni,  dal 1936 al 1991, non sono state  invase e sottratte dei loro risparmi dalla finanza speculatrice internazionale : Banca d’Italia e la Consob vigilavano per le famiglie e le societa quotate italiane,   impedendo ogni mossa alla finanza speculatrice internazionale.

Pirma del 1992 Banca d’Italia e la Consob hanno bloccato 122.000 tentativi di speculazione contro società italiane, rimasti infatti prima del 1992 tentativi . Dal 1992/93 invece nessun tentativo di speculazione è stato bloccato,  non in quanto non siano state più fatte speculazioni contro società italiane,  anzi sono esplose dal 1992, ma semplicemente perché nel 1992/93 , dei governanti italiani  incoscienti o corrotti, hanno  tolto,  per Statuto a Banca d’Italia ed alla  Consob il potere di vigilare sulle speculazioni.

Eppure gli stessi governanti dal 1993 hanno concesso con decreto,  a Banca d’Italia ed alla Consob,  il potere di ampliare il capitale flottante, quello disponibile all’acquisto giornaliero in borsa,  delle societa quotate italiane fino al 100% del loro totale capitale,  dal 15% che era prima del 1992:  era da  immaginarselo che i tentativi di speculazione contro titoli di societa italiane, andati tutti in porto a partire dal 1993,  si sarebbero quasi decuplicati. E infatti la borsa di Milano è crollata già quattro volte dal 1992, prima del 1992, se non nel 1929,  mai crollata.

I nostri padri hanno potuto agire prima del 1992  con il formidabile cappello di Banca d’Italia e della Consob che erano pubbliche e vigilavano per loro. Era sufficiente che un padre di famiglia fosse intraprendente ed avesse voglia di lavorare che la sua famiglia e la sua impresa progredivano, perché il formidabile cappello di Banca d’Italia e della Consob li proteggeva.

Nessuno ha detto alle generazioni successive che dal 1992  tutto cambiava. Amato e Barcuci, i firmatari del decerto n. 481 del 14 Dicembre 1992, non hanno detto agli italiani che con esso veniva abolita dopo 56 anni la separazione tra banche di prestito e banche speculative e che nelle banche italiane si sarebbero così insinuati,  come è stato definitivanete scoperto ( marzo 2017) ,  degli speculatori internazionali.  Lo hanno tenuto nascosto ed hanno tenuto nascosto i suoi devastanti effetti per i cittadini.

Hanno tenuto nascosto che Banca d’Italia e quindi la Consob nel 1992/93 venivano  privatizzate ed è rimasto nascosto fino al 2005 quando casualmente una Proccura italiana lo scoprì. Hanno tenuto nascosto agli italiani che il flottante delle società quotate italiane, in gran parte banche,    veniva ampliato dal 1992 al 100% e quindi enormemente esposto a crolli di borsa che potevano ciclicamente sottrarre i risparmi ai cittadini  italiani .

Hanno tenuto nascosto che l’importo dei mutui concessi agli italiani non derivano più, dal 1992/93  dalla raccolta tra il pubblico di veri depositi di risparmio, ma venivano creati a partire dal 1992/93 con un illegittimo clic a Nassau, così  rompendo quel vincolo fondamentale per lo sviluppo di una nazione e dei suoi cittadini  tra banche e raccolta del risparmio che aveva obbligato le banche italiane fino al 1991 a salvaguardare il risparmio degli italiani per poi poterlo realmente raccogliere.

Hanno tenuto nascosto che, tolto a partire da Luglio 1992 , il  potere di viglianza a Banca d’Italia ed alla Cosnob sulle speculazioni, sulle vendite allo scoperto, esponevano anche la lira a speculazioni internazionali, puntualmente avvenute tra luglio e settembre 1992,  per opera di Goldman Sachs  e Deutsche Bank per l’equivalente di 25 miliardi di euro. Per effetto di queste speculazioni internazionali circa 100 mila tra famglie, imprese private e pubbliche italiane come Finmeccanica dovettero restituire circa il doppio di interessi sui finanziamenti in marchi tedeschi fatti loro sottoscrivere da fine Giugno 1992, finanziamenti in marchi tedeschi del 1992 dichiarati truffa contrattuale dalla Cassazione penale 17 anni più tardi, con la Sentenza n. 433347 del 2009. Per effetto di quella Sentenza uno solo su centomila è stato però risarcito.

Per questo la presente costituisce anche esposto anche contro Amato e Barucci ai fini del risarcimento del danno e per un giusto risarcimento in via diretta anche in sede civile.

Ogni possibile reato sopra ascritto e descritto è sempre inteso come ipotizzato rimettendo all’illustrissima S.V. la verifica della certezza dello stesso a la sua richiesta punizione.

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