Dal do ut des al do ut dem

Siamo nel maleficio del “do ut des”, e secondo le regole della partita doppia, quel che riceviamo dobbiamo rimborsare, ergo niente è nostro.

doutdes
Immagine da https://psalmistice.com/

 

Essendo la contabilità un metodo, peccato che sia diventata anche un merito perché la moneta coincide con l’unità di conto, e con lo strumento di pagamento sottintendendo un (doppio) debito e un (doppio) credito. Al finto debito dei depositi in banca corrisponde un credito finto del depositante: un debito non liquidato, ma un credito utilizzato purché lo si debba rimborsare, perché non nostro.

Il do ut des è logica conseguenza del motto biblico, occhio per occhio, dente per dente.

Dobbiamo invece entrare nell’era del “do ut dem”, il dare per dare, dove quel che ti ho dato è tuo, e quel che tu mi hai dato è mio, ed essendo mio non te lo devo restituire, è mio, e se è denaro è in cassa, pertanto è cassa/cash.

Questo è il nuovo Verbo del Nuovo testamento: oltre al dare per dare, moltiplico i pani e i pesci in base al numero di commensali, il che significa che non sono gli umani che “coprono” la moneta – e si privano sull’altare dell’usura monetaria – ma è la moneta a dover “coprire” gli umani.

Il maleficio del do ut des, dove niente è mio, ha pervaso e o proviene dalla contabilità della creazione monetaria che viene creata insita e giustificata dalla transazione di compravendita che si esplica con un do ut des tra debito e credito, invece di essere creata nella cassa come un “avere”, non un “dover avere” né un “dover dare”.

I babilonesi ad esempio facevano tabula rasa ogni 50 anni cancellando il debito…

I neo babilonesi invece fanno “tabula rasa”, pervertendo il senso stesso dell’espressione “fare tabula rasa”: non cancellano il debito ma cancellano la memoria del significato originale di “tabula rasa” che significa appunto cancellare il debito ogni tot anni

I neo babilonesi, non cancellano il debito ma cancellano la moneta che dovrebbe essere nostra, con i bail in dei depositi, tout simplement…

Ma

Rien ne peut arreter une idée dont l’heure est venue
(cit. Victor Hugo)

Niente può fermare un’idea se è venuta la sua ora

Questa idea è quella della moneta non presa in prestito, ma dovuta alla nascita come garanzia del rispetto alla vita.

E così sia

Nforcheri 17 agosto 2017

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. pizzarebbe ha detto:

    Nicoletta sei davvero in gamba, e aspetto l’occasione di conoscerti in persona; quando vieni in Israele?

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  2. ennedieffe ha detto:

    mandami un altro contatto mail telegram o quant’altro grazie

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