Se la Cina può finanziarsi le infrastrutture con il suo credito, perché noi non possiamo?| Max Keiser

Sorgente: If China Can Fund infrastructure with Its Own Credit, So Can We | Max Keiser

Estratti tradotti da N. Forcheri

Una differenza fondamentale tra la Cina e gli USA è che il governo cinese detiene la maggioranza delle banche. Circa il 40%  del finanziamento del suo progetto ferroviario colossale proviene da titoli emessi dal Ministero delle Ferrovie, il 10-20% proviene dai governi provinciali e locali e il resto 40-50% deriva da prestiti di banche federali e istituzioni finanziarie pubbliche. Come le banche private, le banche statali creano moneta semplicemente nella forma di credito nei libri contabili (cfr. sotto.) La differenza è che gli utili guadagnati ritornano al governo, rendendo i mutui privi di interessi; e i prestiti possono circolare indefinitamente. Infatti il governo cinese decide i lavori da fare, ritira dalla sua carta di credito nazionale, paga i lavoratori cinesi per farlo, e rimborsa i prestiti con il ricavato.
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Chomsky:

La tecnica standard per privatizzare, è quella di privare di fondi ciò che si vuole privatizzare. Come fece la Thatcher quando volle privatizzare le ferrovie, per prima cosa le si privano di fondi, poi non funzionano e la gente si arrabbia, vuole un cambiamento. Allora dicono, ok, privatizziamole…
[…]

Trump e la sua equipe hanno già discusso della possibilità di istituire una banca per le infrastrutture, ma la proposta affronta dei nodi. I dettagli della proposta sono ancora ignoti, ma una concezione surannata di banca per le infrastrutture comprende una simil banca (non una istituzione fisica che raccoglie i depositi) alimentata dal governo federale con le tasse sul rimpatrio degli utili delle società offshore. La banca emetterebbe titoli, crediti fiscali e garanzie sui prestiti ai governi centrale e locali per aumentare il settore degli investimenti privati. Come con la proposta di private equity, una banca per le infrastrutture poggerebbe sulla collaborazione pubblico privato e gli investitori sarebbero scoraggiati dall’investire in progetti che non generano lauti introiti. Gli utili sarebbero ripagati dal pubblico nella forma di canoni, spese, tassi e pagamenti statali e comunali.

Ma c’è un altro modo per creare una banca pubblica. Oggi le banche per le infrastrutture sono fondamentalmente fondi revolving. Un dollaro investito è un dollaro prestato che deve tornare indietro, alla banca, con gli interessi prima di essere di nuovo prestato. Una banca per i depositi, d’altro canto, può trasformare un investimento da un dollaro in prestiti da dieci dollari. Lo può fare perché le banche di credito creano i depositi quando erogano prestiti. Ciò è stato confermato dagli economisti della  Bank of England (in un paper di marzo del 2014 intitolato  “Money Creation in the Modern Economy”) e più recentemente dalla Buba, la banca centrale tedesca ad  Aprile 2017, in una relazione.

Contrariamente a quanto affermato dall’economia mainstream, la moneta non è né fissa né scarsa, è “elastica”: è creata con i prestiti fatti e si estingue con i rimborsi [da provare!]. La Bank of England dichiarò che le banche private creano quasi il 97% dell’offerta monetaria oggigiorno. Prendere a prestito dalle banche (e non dal mercato di titoli) espande il circolante. E’ quanto ha tentato di fare la Federal Reserve ma senza riuscirci con i quantitative easings: stimolare l’economia espandendo il prestito bancario e l’offerta monetaria.

Il modello più unico che di banca pubblica di depositi negli USA è la Banca del Nord Dakota che detiene tutti i suoi redditi nazionali nella forma di depositi, per legge, e agisce come una mini Fed per il Nord Dakota.  Stando ai dati, la BND è più redditizia della Goldman Sachs, ha un tasso di credito migliore di JP. Morgan Chase, e ha registrato una crescita degli utili per 15 anni di seguito. La BND ha continuato a registrare utili da record dopo due anni di problemi petroliferi nello Stato, dimostrando di essere redditizia per i meriti del suo modello di business. La  BND non distribuisce bonus o premi; non strapaga i dirigenti; non specula su rischiosi derivati; non ha molteplici filiali; non ha bisogno di fare pubblicità; e non annovera azionisti privati alla ricerca di profitti a breve termine. Gli utili ritornano alla banca che li distribuisce come dividendi allo Stato.

Il governo federale potrebbe creare una banca sullo stesso modello. Con massicci redditi potrebbe incoraggiare il credito per i suoi scopi. Essendo che i finanziamenti sono circa  il 50% dei costi dell’infrastruttura, il governo potrebbe tagliare i costi delle infrastrutture di metà prendendo a prestito dalla sua banca. Le partneship pubblico privato sono buoni affari per gli investitori ma pessimi per il pubblico. Il governo federale può generare il suo stesso credito senza intermediari privati finanziari. Lo fa la Cina, quindi possiamo farlo anche noi.
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