Il depistaggio de l’Espresso sui derivati

di Multicentrum

L’Espresso sta depistando ai fini processuali per far cadere i reati  insiti nei   derivati  rifilati dal 1992 al Tesoro e ad enti statali italiani , anche  su soggetti italiani in modo che la competenza possa divenire unicamente  della  Procura nazionale di Roma,  con la speranza che  in 6 anni  vadano in prescrizione

E’ noto che la Procura di Trani sia  riuscita a trattenere a sè il procedimento contro l’agenzia di rating Standard&Poor  che ha sede a Londra,      grazie al fatto che il PM dott Michele Ruggiero invocando l’art 10 del cpp trattandosi di reato commesso unicamente da soggetti esteri,  ha ottenuto che la competenza fosse del PM che per primo avrebbe iscritto la notizia di reato,  essendo competenti,  in caso di soggetto committente il reato  unicamente estero,   tutte le Procure d’Italia . 

Gia in altre occasioni esposti sui derivati al Tesoro erano confluiti alla Procura di  Roma, competente non solo per il territorio di Roma ma anche per fattispecie  di carattere nazionale ,  che oberata pertanto  da una mole di lavoro impressionate non riesce a svolgere, come del resto molte altre grandi Procure,   tutti  i procedimenti con la celerità che caratterizza invece molte piccole Procure , oberate, ovviamente,  per il limitato territorio di cui sono competenti , da lavoro meno imponente. Il rischio quando non vi è celerità è che i reati cadano in prescrizione. 

 Sembrerebbe  che L’Espresso voglia abilmente spostare la colpa ed il dolo  anche su soggetti italiani per i derivati  rifilati al Tesoro ed altri enti statali, in modo che nessun PM di nessuna piccola Procura possa avocare a sè il procedimento col   “rischio”  che il piccolo  Tribunale della piccola Procura vada  a Sentenza prima dei termini prescrizionali . 

Secondo alcuni vi sarebbe pertanto una chiara strategia processuale da parte dell’Espresso che incolpa con l’articolo del 12 Febbraio 2017 per il derivato rifilato  al Tesoro  da Morgan Stalney  prima la dott.ssa Maria Cannata , responsabile del Tesoro, poi nell’articolo di ieri  incolpa Giulio Tremonti , sui derivati rifilati purtroppo, sempre da Morgan Stanley  e da altre   quattro/ cinque banche d’affari con sede a Londra,  anche alla societa italiana statale dell’Alta Velocità.

E’ noto che l’editore dell’ Espresso, Carlo De Benedetti ,

 -soggetto internazionale con residenza in Svizzera , anche  speculatore in quanto  già multato dalla Consob per operazioni svolte contro i titoli di società italiane quotate alla Borsa di Milano,   

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sia un membro del Consiglio di Amministrazione della Edmond  de Rothshild , la sede di Parigi dei Rothshild,  sede parigina dei Rothshild,  competente con l’ufficio di Milano,   anche per l’ Italia. 

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Società dei Rothshild (gli hedge fund Vanguard , State Street , Fidelity , Black Rock e Black Stone,..)  sono i maggiori azionisti di Morgan Stanley, controllandola . 

Una recente ricerca cinese  ha dimostrato che il 70 % del PIL di Stati Uniti e Regno è prodotto da società dei Rothshild .

Un’altra recente ricerca,  svolta dalla quasi ormai nazionalizzata banca statunitense  Bank of America Merryl Linch,  ha confermato il dato della ricerca cinese,  in quanto ha  dimostrato che le 500 società multinazionali quotate all’indice S&P500,  nelle quali in tutte vi è una partecipazione di maggioranza di società dei Rothshild,   rappresentano il 99% del PIL di Stati Uniti e Regno Unito .  

 L”80% delle società quotate all’indice S&P500  hanno sede nel Deleware, paradiso fiscale della vicina Pensylvania.

   

Stati Uniti e Regno Unito hanno  servizi segreti interni (rispettivamente FBI e MI sez 5) e anche per l’estero ( CIA ed  MI sez.6) . 

I servizi segreti per l’estero di Stati Uniti (CIA)   del Regno Unito (MI 6 ), hanno come obbligo statutario , dicasi statutario, la difesa degli interessi delle aziende  degli Stati Uniti e del Regno Unito all’estero, pertanto tali  servizi segreti esteri  statunitensi e del Regno Unito hanno come obbligo statutario principalmente la difesa delle società dei Rothshild all’estero. 

Wikileaks e Movisol  hanno scritto  che agenti dei servizi segreti esteri statunitensi e del Regno Unito sono confluiti  poi in banche d’affari anglo -americane (Goldman Sachs,…) e viceversa. 

Le società italiane che operano all’estero si devono invece difendere da sole da eventuali atti destabilizzanti . L’ENI si deve difendere da sola all’estero  non esistendo un servizio segreto  italiano specifico  in difesa degli interessi delle aziende italiane all’ estero .

 Si nota anzi una tendenza in atto a livello  internazionale di voler ridurre gli organici delle forze di controllo e prevenzione italiane (carabinieri , polizia, Gdf e corpo forestale). 

Nell’articolo del 12 Febbraio 2017, sui Derivati rifilati al Tesoro dello Stato italiano da 21 banche d’affari straniere, l’Espresso sposta abilmente il centro dell’attenzione su un  funzionario del Tesoro dello Stato Italiano, la dott.ssa Maria Cannata Bonfrate , incolpandola di aver firmato nel 1994 il contratto stipulato dal Tesoro con Morgan Stanley che ha causato nel 2012  un addebito sul conto corrente del Tesoro di 3,6 miliardi di euro . L’Espresso pubblica un estratto soltanto  parziale del contratto derivato con Morgan Stanley , un estratto dove guarda caso compare in bella mostra  la firma della dott.ssa Cannata . Ma la dott. ssa Cannata si ritiene che sia inconsapevole, 

non può essere  colpevole di alcunche  : 

innanzitutto la dott.ssa Cannata è laureata in matematica , non in Finanza Strategica al MIT di Boston o in qualche altra Università della  Pensylvania, . Da quanto si sa la dott. ssa Cannata non conosce  l’inglese in modo fluente . Il contratto derivato firmato dalla dott.ssa Cannata è in lingua inglese . 

Non  aveva pertanto la competenza necessaria , ne la conoscenza  della lingua sufficiente , per poter firmare un contratto derivato in lingua  inglese : Morgan Stanely doveva pertanto astenersi dal far firmare un complicato contratto redatto in lingua inglese di alta finanza ad un laureato in  matematica che non conosceva fluentemente la lingua inglese . La dott.ssa Cannata non aveva pertanto cognizione di quanto stava firmando  e delle conseguenze finanziarie che avrebbe comportato tale firma essendo Ella un laureato in matematica e non in finanza. Non essendo il firmatario di madre lingua inglese , Morgan Stanely doveva  redarre il contratto in lingua italiana, anche in quanto gli effetti del contratto (gli addebiti in danno del Tesoro ) si  sarebbero prodotti unicamente sul territorio italiano. 

Inoltre la dott. ssa Cannata non poteva sapere al momento (1994) della firma del contratto derivato di Morgan Stanley che quattro anni più tardi la Banca Centrale Euorpea ,  i cui azionisti si è di recente scoperto siano banche centrali nazionali controllate da questa decina di  hedge fund anglo-caucasici, avrebbe posto come suo unico obbligo statutario ” il tenere bassa l’inflazione sotto il 2%”.

La dott. ssa Cannata non poteva sapere al momento (1994) della firma del contratto derivato di Morgan Stanley che i sopra detti  hedge fund anglo-.cauacisici sarebbero giunti a controllare Bankitalia Spa e  pertanto ad ordinare , nelle assemblee,  all’inconsapevole Governatore di Bankitalia di variare il tasso ufficiale di sconto, portandolo dal 15% (settembre 1992) ad oggi che è zero . 

 La dott. ssa Cannata non poteva sapere al momento (1994) della firma del contratto derivato della banca d’affari  Morgan Stanley che i sopra detti  hedge fund anglo-.cauacisici avrebbero conquistato il capitale delle 21 banche d’affari straniere che hanno rifilato i derivati al Tesoro ed agli enti italiani  . 

La dott. ssa Cannata non poteva sapere al momento (1994) della firma del contratto derivato della banca d’affari  Morgan Stanley  che nella successiva rimodulazione di questo  contratto iniziale sarebbe stata inserita la clausola killer banca vince se tasso cala , che ha pertanto determinato una perdita certa,  gia alla stipula del contratto di rimodulazione, per il Tesoro dello Stato italiano, integrando l’ipotesi di truffa contrattuale, usura (duplicazione/triplicazione  degli interessi sui titoli di Stato sottostanti), truffa da indebito arricchimento ,  manipolazione del tasso di mercato,  attentato all’art 47 della Costituzione Italiana” La Repubblica controlla il credito”  e non dieci hedge fund speculatori anglo -caucasici . Ed ogni altro reato che l’illustrissima S.V. , in nome del popolo italiano , vorrà accertare . 

Così Tremonti non può essere incolpato di alcunche . Non poteva sapere al momento (2006) della stipula dei contratti derivati rifilati alla società dell’ Alta Velocità alcunche delle strategie e del meccanismo insito nei derivati, del sistema di controllo occulto di banche commerciali, banche centrali nazionali , solo dal 2014 via via emerso, da quando ossia sono stati resi noti a livello aggregato mondiale i nomi di delegati e deleganti delle banche quotate in borsa .

L’Espresso stesso inoltre scrive che nei contratti derivati la societa dell’ Alta Velocità pagava un tasso fisso , mente le banche d’affari pagavano un tasso variabile . E’ noto che il tasso fisso è legato all’Eurirs mentre , il tasso  variabile è legato all’Euribor che è sempre più basso dell’ Eurirs , pertanto la società statale dell’Alta velocità era gia destinata a  perdere alla stipula . Quanto scritto sopra, queste clausole sui tassi ,  non sono  mai riportate  in modo chiaro sui contratti derivati , ma la banca d’affari straniera  furbescamente inserisce altre colonne di tassi , con vari segni di inferiore  e superiore che possono confondere anche il tecnico di finanza più esperto . Se Tremonti avesse anche firmato questi contratti derivati , egli è un noto tributarista,  non certo un esperto di finanza , pertanto non imputabile alla sua persona il dolo. Tremonti se avesse firmato , lo ha fatto riponendo fiducia nella banca altro contraente,  nemmeno immaginando che dietro di essa si nascondevano in realtà una decina di hedge fund che in quanto tali per definizione speculatori internazionali  . 

Anche i 735  assessori al bilancio che hanno firmato negli 2001 -2005 i derivati rifilati ai propri Comuni non potevano sapere delle strategie e del meccanismo insito nei derivati, del sistema di controllo occulto di banche commerciali, banche centrali nazionali , solo dal 2014 via via emerso, da quando ossia sono stati resi noti  i nomi di delegati e deleganti , a livello aggregato mondiale, delle banche quotate in borsa .

 

Le ipotesi di reato relative a derivati rifilati al Tesoro ed a enti statali e locali italiani, risulterebbero pertanto imputabili unicamente a soggetti esteri . 

E’ necessario che questi hedge fund inizino a  lavorare anche per l’umanità,  e non solo per se stessi.   Nella su citata Assemblea di Unicredit si è stati interrotti bruscamente quando si è iniziato a  dire che Obama nel territorio degli Stati Uniti aveva preso drastiche misure contro gli hedge fund , reintroducendo negli USA con la Volker Rule la separazione  tra banche di prestito e banche speculative, provvedimento  che toglie agli hedge fund la linfa vitale delle quote capitali restituite dai mutuatari, – contabilmente, nelle banche USA controllate,  eluse dagli hedge fund al fisco USA , dei mutui che questi hedge fund creavano con un clic negli Usa dal 1998.  E che le stesse misure erano state prese anche nel Regno Unito  contro gli hedge fund,  con la Vickers Reforme del 2011. 

Anche il notaio di Monte Paschi Siena, che risulta controllata  all’85% da questa decina di hedge fund  anglo-caucasici , stralciò dal verbale totalmente la parte in cui si diceva dei provvedimenti presi negli USA e nel Regno Unito contro gli hedge fund .  

Forse si è stati interrotti o il notaio di MPS si è dimenticato di riportare parte dell’intervento, in quanto questi hedge fund non vogliono che si sappia in Italia delle misure già prese contro di loro negli Stati Uniti e Regno Unito .  

E’ necessario che questi hedge fund prendano però misure, autoregolandosi , o regolati dalla Magistratura  italiana , anche verso l’umanità italiana .  

 Si prega l’Illustrissima S.V. ,  per amor di patria ,  per amor dell’ Italia , per amor dello Stato italiano e dei suoi cittadini,  di leggere le seguenti righe.

Si vuole infatti  informare l’ illustrissima S.V.  che nei primi di gennaio del 2017,  in occasione  dell’Assemblea di Unicredit di aumento di capitale di 13 miliardi di euro,  si è completato “il giro”,  insieme ad un Magistrato ed altri studiosi e ricercatori,  divenuti, per un giorno,  con un azione, azionisti della banca , delle assemleee delle banche italiane quotate alla Borsa di Milano.

Si vuole informare con la presente l’ illustrissima S.V. su quanto di sconvolgente scoperto circa il seguente il sistema di controllo occulto delle banche italiane e di conseguenza, purtroppo,  anche di Banca d’Italia. 

Non si riusciva a comprendere per quale motivo le maggiori banche italiane quotate in borsa avessero applicato dal 1992 sul territorio italiano le più becere tecniche di anatocismo che siano mai state applicate nel dopoguerra sul territorio di uno Stato, che hanno portato il tasso effettivo del credito via via registrato a livelli tali oltre la soglia dell’usura mai registrati prima del 1992, finanche a tassi effettivi del credito oltre il 100%, quando invece il tasso soglia dell’usura stabilito dal Ministero non ha mai superato il 15% nei conti correnti ed il 9% nei mutui.       

 

Partecipando alle Assemblee delle banche italiane quotate in borsa, è stato rilevato che,  dal 1992, anno di privatizzazione delle banche in Italia, Banca d’Italia NON è più purtroppo  un istituto di diritto pubblico,  ma una società per azioni privata (Bankitalia Spa) indirettamente controllata, come da allegata comprova  matematica (265 voti su 529) da una decina di hedge fund  speculatori  stranieri che detengono, si è accertato , mediamente  il 98% delle azioni  del capitale flottante (cd “mercato”) delle  cinque banche italiane (Unicredit , Banca intesa, Carisbo , Carige e BNL)  quotate in borsa e che sono anche guarda caso le  maggiori azioniste di Banca d’Italia Spa dal 1992 .

E’ stato rilevato che il capitale flottante di tale cinque banche costituisce circa mediamente  l’85% del  totale capitale delle banche italiane e che il controllo da parte di questi hedge fund stranieri viene esercitato attraverso interposte persone fisiche in realtà avvocati dello studio legale Trevisan di Milano .

 Gli hedge fund rappresentati al voto da codeste interposte persone fisiche sono 1991,  in realtà concentrati in una decina di entità di hedge fund (trust) di origine anglo- americana e del caucaso (Vanguard, State Street, Fidelity, Balck rock, Black Stone , Northern Trust,  T. Rowe Price , Jp Morgan trust, Bnp Paribas trust ,…).

 

Abbiamo ossia sempre pensato che il capitale flottante di una banca fosse detenuto da milioni di risparmiatori sparsi per il mondo :è stato invece scoperto che circa il 98% di esso è detenuto da un unica persona fisica . Si è sempre ossia pensato che nel grafico a torta delle partecipazioni azionarie di ogni banca italiana quotata in borsa, la fetta indicata come “mercato”  fosse detenuto da milioni di risparmiatori sparsi per il mondo,  invece è stato scoperto che è detenuto per circa  il  98% da un’unica  persona fisica , in realtà un avvocato,  delegato dei sopradetti  deleganti hedge fund . Poichè Black Rock detiene circa il 5% anche del capitale stabile delle banche italiane quotate,  risulta che questa decina di hedge fund anglo -americani e del caucaso controllano, all’insaputa di tutti , come vedremo anche all’insaputa dei  Presidenti della banche  stesse ,  mediamente circa il 90% del capitale totale delle banche italiane quotate in borsa 

  Prima del 2014 era infatti obiettivamente  impossibile anche per il Governatore di Bankitalia Spa e per i presidenti delle banche italiane conoscere i dati aggregati dei propri delegati e deleganti al voto sparsi per il mondo, in quanto essi disponibili in forma aggregata soltanto dal 2014 .

 Umanamente impossibile incrociare manualmente,  prima  del 2014, i dati di deleganti e delegati di , per esempio n. 17 miliardi di azioni emesse da Banca Intesa .    

 Impossibile anche dopo il 2014 in quanto è stato rilevato che nell’elenco dei delegati in corrispondenza della  interposta  persona fisica  in realtà avvocato dello stuidio legale Trevisan di Milano vi era un sistematico errore di tre cifre in meno del numero di azioni rappresentate, per cui agli del presidente della banca risultava che il delegato dello studio Trevisan rappresentasse milioni di azioni e non miliardi . 

E’ pertanto  fornita, con la presente e l’allegato, la prova matematica che le decisioni dell’Assemblea di Banca d’italia dal 1992, note , circolare ed istruzioni nell’ambito assembleare emesse da Bankitalia Spa sono state dettate, in realtà, da questa decina di entità finanziarie speculatrici straniere,  che hanno costretto  il Governatore di Banca d’Italia ad attuarle.

 

 

 

 

 L’automatica  conseguenza di questo assetto di controllo occulto è che diviene necessario, tassativo , che non venga più applicata la formula di Banca d’Italia ai fini della determinazione del tasso effettivo del credito nei contratti di apertura di credito , nei mutui , nei prestiti in genere concessi a famiglie , imprese ed enti locali italiani , nei derivati sul tasso rifilati a partire dal 1992 al Tesoro dello Stato italiano, a 900 enti locali italiani ed a circa 100 mila famiglie, imprese private e pubbliche italiane. 

I derivati in particolare hanno provocato una triplicazione e in alcuni casi quadruplicazione degli interessi già pagati sul mutuo sottostante contratto dagli enti locali o sui titoli sottostanti emessi dallo Stato italiano. 

 

E’ necessario pertanto, per amor di patria ,  per amor dell’ Italia , per amor dello Stato italiano e dei suoi cittadini , che l’illustrissimo Magistrato, alla luce di quanto in ultimo emerso ed ora comunicato ,   non disponga l’ applicazione di  formule del tasso dettate  da una società (Bankitalia Spa) che, purtroppo , dal 1992 , non solo è privata ma che oltretutto, ora sappiamo  risulta controllata da fondi speculatori stranieri che si sono insinuati all’insaputa del Governatore di Banca d’Italia ed all’insaputa degli stessi presidenti delle banche nel capitale flottante delle banche italiane quotate  azioniste di Banca d’Italia dal 1992 .

 

 

 E’ necessario che sia applicata ,  per amor di patria, per amor dell’ Italia, per amor dello Stato italiano e dei suoi cittadini , unicamente la formula della Legge n. 108/1996  come statuito dalla Cassazione n. 46669/2011 (per il calcolo del tasso effettivo tutti i costi del credito del periodo  devono essere rapportati al capitale effettivamente utilizzato dal cliente nel periodo ) , dalla Cassazione n. 33331/2011 (nel calcolo del tasso effettivo del credito deve essere tenuto conto anche dell’effetto anatocistico ) in quanto formula dettata ora sappiamo, nelle assemblee di Bankitalia Spa, da una decina di hedge fund , per definizione speculatori , stranieri. 

 

Per la rilevanza penale del tasso effettivo così  rilevato che sia tenuto conto dello statuito della Cassazione n. 19778 /2014 (vi è usura anche se viene superato il tasso medio  ) essendo stato certificato lo stato di difficoltà economica- finanziaria del cliente . 

E’ indubbio, i dati Istat ne sono la comprova implicita ,  che famiglie, imprese ed enti locali italiani siano in difficoltà economica dal 1992 colpiti da una tassazione raddoppiata dal 1992 per far fronte alla situazione di difficoltà economica -finanziaria dello Stato italiano , il cui debito a causa di queste tecniche anatocistice  e truffaldine (derivati) è più che raddoppiato  dal 1992 , passando a valori comparati da 1.000 miliardi di euro del  1992 ai  2.200 miliardi di euro di debito pubblico attuali accumulato verso in definitiva  questi hedge fund. 

  

Che l’eventuale dolo in conseguenza rilevato sia attribuito soltanto a chi ha impartito direttive nelle assemblee delle banche italiane ossia soltanto all’imprenditore che ora sappiamo occulto, all’amministratore di fatto privo di delega,    che sia attribuito soltanto agli hedge fund stranieri deleganti .

 

Che sia pertanto applicata l’unica formula che la comune ratio impone, quella del tasso della matematica finanziaria così come stabilito 

dalla Legge e dalla Cassazione : 

 

tasso = costi del  credito x 36500

          capitale x giorni del periodo

 

 

La formula dettata da Bankitalia Spa,      dettata ora sappiamo in realtà da fondi speculatori stranieri,  invece,  rapporta furbescamente i soli interessi(, escludendo tutti gli altri costi del credito che risultano  comunque addebitati sul conto corrente del  cliente )  all’importo di fido accordato , anziché al capitale effettivamente erogato nel periodo .  

 

 In questo  modo la formula di Bankitalia Spa ha fatto con arte risultare un tasso che è risultato essere circa mediamente un quarto di quello reale .

 

La Cassazione già con la Sentenza N. 46669 del 2011 ha gia statuito  per altro che note , circolari ed istruzioni di Banca d’Italia , con cui è stata dettata la formula del tasso , si traducono in un raggiro della norma penale .

 

Che sia dichiarato nullo il contratto per contrarietà a norme imperative, un contratto usuraio è un contratto nullo.

 

Ma anche un contratto che contiene clausole anatoscistiche  che hanno  determinato usura durante il rapporto, è un contratto nullo .

 

Per amor di patria, per amor dell’ Italia, per amor dello Stato italiano e dei suoi cittadini che sia dichiarato nullo ogni contratto banca-cliente stipulato in italia 1) per difetto di forma e di firma e 2) per contrarietà a norme imperative. 

 

 1) Il contratto nullo per difetto di firma e pertanto di forma in quanto contratto in realtà sottoscritto, non dalla banca,  ma  da un imprenditore occulto,  ossia da una decina di hedge fund speculatori stranieri occultati , nascosti dietro interposte persone fisiche.  La banca italiana funge in sostanza da prestanome degli hedge fund , da testa di legno, da persona giuridica di paglia . La fattispecie potrebbe integrare anche la simulazione di persona giuridica.   

 

Il contratto tra la  banca , in realtà una decina di imprenditori occulti speculatori stranieri  ed il cliente,   è un contratto in realtà mono-firma o con persona giuridica simulata , pertanto , in quanto mono-firma o con persona giuridica simulata, nullo. 

Il fatto che uno dei due contraenti del contratto banca -cliente sia una  entità finanziaria speculatrice comporta inoltre un obbligo di informativa in base alla normativa TUF mentre il cliente non è stato reso edotto che l’altra parte del contratto fosse uno speculatore. 

Al  cliente avrebbe dovuto essere sottoposto per la firma oltre che il  contratto di apertura di credito o di mutuo anche il contratto- quadro ai sensi dell’art 23 TUF,   dal momento che ha stipulato in realtà  con uno speculatore internazionale che infatti ha poi applicato sul territorio italiano tecniche da speculatore (anatocismo, usura e strumenti derivati truffaldini )..  

 

Con quattro recentissime sentenze – la n.5919 del 24 marzo, la n.7068 dell’11 aprile, la n.8395 del 27 aprile e la n.10516 del 20 maggio – la sezione prima della Corte di Cassazione, mutando il precedente orientamento in tema di contratti bancari cd. “monofirma”, ha  stabilito che la produzione in giudizio, da parte della banca, di un contratto sprovvisto della propria sottoscrizione e recante unicamente quella del cliente, non prova il perfezionamento del consenso tra le parti in forma scritta.

Gli effetti di questo nuovo corso giurisprudenziale saranno dirompenti dal momento che, nella quasi totalità dei giudizi tra clienti ed istituti di credito, ad essere contestata è proprio la validità del contratto di accensione dei rapporti.

Ed infatti, nei giudizi aventi ad oggetto rapporti di conto corrente, il correntista lamenta quasi sempre che il contratto e le relative condizioni economiche (tassi di interesse, commissioni, spese, valute, capitalizzazione periodica, etc.) non sono stati oggetto di pattuizione scritta così come previsto dall’art.117 TUB.

Parimenti, nei giudizi aventi ad oggetto investimenti finanziari, l’investitore, non di rado, invoca la nullità degli ordini di acquisto dei prodotti finanziari a fronte dei quali ha subito delle perdite, asserendo che la banca (o l’intermediario finanziario) abbia operato in assenza della preventiva ed obbligatoria sottoscrizione del “contratto quadro” che disciplina il servizio di investimento.

In entrambe le tipologie di giudizio, l’istituto di credito, atteso che la disciplina dei contratti bancari e finanziari impone la forma scritta del contratto a pena di nullità (art. 117 TUB e art. 23 TUF), per rivendicare la correttezza del proprio operato e confutare la tesi avversa, è chiamata a esibire i contratti di accensione dei rapporti. Non di rado, però, la copia del contratto in possesso della banca (e depositata in giudizio), reca unicamente la sottoscrizione del cliente ma non quella dell’istituto di credito: trattasi, come detto, del contratto “monofirma”.

 

Il cliente della banca , il mutuatario, il correntista non avrebbe mai sottoscritto un contratto se avesse saputo che al posto della banca che compariva sul contratto e sull’insegna,  stava in realtà stipulando con hedge fund speculatori stranieri,  il cui unico scopo, in quanto tali,  hedge fund , pertanto  speculatori , dal 1992 è stato, visibile agli occhi di tutti, di indebitarlo sempre più,  con le più aggressive tecniche di anatocismo ed altri strumenti truffaldini da essi inventati,  al fine  appropriarsi dei suoi beni e dei suoi risparmi.  

Quando il cliente è entrato in banca per stipulare un contratto di apertura di credito in conto corrente o di mutuo o di derivato vedendo sull’insegna per esempio Unicredit pensava di entrare in Unicredit e di stipulare con Unicredit,  invece stipulava inconsapevolmente, a sua insaputa,  con una decina di hedge fund speculatori stranieri . 

 

  Il cliente che questi fosse una padre di famiglia , il titolare di una azienda , l’assessore al bilancio di un comune italiano , il direttore del Tesoro dello Stato italiano, pensava di stipulare con Unicredit con sede a Roma o con Banca Intesa con sede a Torino , in realtà invece stava stipulando un  contratto , a sua insaputa,   con gli hedge fund speculatori Vanguard, State Street, Fidelity, Black Rock, ….con sede nel paradiso fiscale del Deleware,  stava stipulando non con la banca , nascosti dietro persone fisiche da essi delegati al voto . In realtà questi hedge fund speculatori stranieri  sono i veri amministratori della banche italiane,   una sorta di amministratori di fatto privi di delega,  e come tali potrebbero essere  ritenuti responsabili secondo lo statuito della Suprema Corte di Cassazione. 

 

 ” Gli amministratori privi di deleghe operative rispondono per non aver impedito fatti pregiudizievoli dagli stessi conosciuti o conoscibili in base all’obbligo di agire in modo informato di cui all’ultimo comma dell’art. 2381 c.c., non sussistendo a loro carico un generale obbligo di vigilanza”. 

Questo è quanto deciso dalla Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 17441 del 31 Agosto 2016,  con cui si è espressa sulla responsabilità degli amministratori privi di delega delle società per azioni . 

 

Già la Suprema Corte con sentenza del 5 febbraio 2013, n. 2737 e poi con  sentenza 9 novembre 2015, n. 22848 (per citare due precedenti autorevoli) stabiliscono che la colpa del delegante nelle Spa  sussiste anche nell’inadeguata conoscenza del fatto altrui o nella mancata attivazione di comportamenti volti ad evitare l’evento, circostanze che elidono l’essere “immuni da colpa” (cfr. art. 2392, 3 comma, c.c.).

La condotta omissiva (o carente) nel percepire (e impedirne) condotte illecite, integra l’elemento soggettivo di colpa dell’illecito civile.

 

Ma la Cassazione Civile, Sez. V, – con sentenza n. 42519/2012 – aveva dato atto che la riforma del 2003 non attribuisce agli amministratori deleganti un autonomo potere di indagine e, solo ove gli stessi vengano concretamente a conoscenza di elementi e circostanze che possano far prevedere un evento pregiudizievole per la società, rispondono penalmente della propria volontaria condotta omissiva.

Il presidente della banca , l’amministratore delegato della banca italiana quotata  ha preso direttive da questa sorta di amministratori deleganti, da questa decina di hedge fund stranieri che in modo occulto, attraverso interposte persone fisiche , controllano ormai circa il 90% di tutte le  banche italiane quotate . 

 

Vi sono quindi quattro fattispecie che inchioderebbero alle loro responsabilità questa decina di hedge fund anglo -caucasici : 

 

la fatti specie dell’imprenditore occulto, ai sensi dell’art 147 della Legge fallimentare nel  caso la banca italiana,  che questi hedge fund controllano,  dovesse fallire, una responsabilità di questa decina di hedge fund verso tutti i creditori sociali della banca italiana (piccoli azionisti, obbligazionisti , dipendenti della banca per  stipendi , TFR e contributi non più corrisposti )

 

La fattispecie della persona giuridica simulata in un  contratto che ha oggetto l’indebitamento di un soggetto verso l’altro:  il cliente pensava  di stipulare con la banca il contratto di finanziamento ponendo fiducia nella banca italiana ,  invece ha stipulato con una decina di speculatori internazionali che con tecniche speculative lo hanno ridotto in schiavitù finanziaria, reato  ai sensi art. 600 cp e Cass. n. 3368/2005 (reato che integra  l’arresto obbligatorio ex art 380 cp).

  

E la fattispecie dell’amministratore  privo di delega, questa decina di hedge fund stranieri , non aventi  compiti esecutivi,  ma ovviamente a conoscenza, pertanto penalmente responsabili, dei derivati rifilati dalle 21 banche d’affari che essi hedge fund controllano, delle tecniche di anatocismo applicate  nei conti correnti e nei mutui stipulati da  famiglie, imprese ed enti italiani, del sistematico supero dei tassi  soglia nei conti correnti e nei prestiti rateali nel caso sia applicata la formula del tasso statuita dalla L.n. 108/1996 ( tutti i costi del credito, nessuno escluso,   rapportati all’erogazione del credito ) anziche la formula  della,  da essi hedge fund controllata , Bankitalia Spa. 

 

La fattispecie dell’amministratore di fatto di Spa essendo questa decina di hedge fund speculatori anglo -caucasici i veri amministratori della banca italiana : sono loro che impartiscono direttive all’amministratore delegato di comodo nelle assemblee ordinarie e straordinarie delle banche italiane , sono loro che esprimendo un voto di concerto paria mediamente , è stato scoperto , al 98% del capitale flottante di ogni banca italiana quotata , flottante che costituisce mediamente l’85% del totale capitale delle banche italiane , inducono ogni decisione  di ordinaria  e straordinaria gestione nelle assemblee delle banche quotate italiane . 

 

La Corte di Cassazione dell’11 aprile 2012 n.25432 ha  riconosciuto la responsabilità penale dell’amministratore di fatto il quale – pur in assenza di valida ed efficacia delibera assembleare di nomina – abbia esercitato, in modo continuativo ed in posizione di autonomia decisionale, funzioni gestorie (anche se parziali) che sono di competenza degli amministratori regolarmente investiti di tale incarico da parte dell’assemblea. Secondo i Giudici di legittimità, il cosiddetto amministratore occulto, che operi in posizione di dominus della Società, assume (anche in ragione di quanto previsto dall’art.2639 cod. civ.) l’intera gamma di doveri cui è soggetto l’amministratore di diritto per cui, ove concorrano le altre condizioni di ordine oggettivo e soggettivo, é responsabile per tutti i comportamenti a quest’ultimo addebitabili.

 

Hedge fund stranieri , non aventi  compiti esecutivi,  ma ovviamente a conoscenza, in quanto i veri amministratori , amministratori di fatto, pertanto penalmente e fiscalmente   responsabili,  dei mutui creati con un clic in Italia dal 1992 dalle banche italiane che essi controllano e della conseguenza elusione al fisco italiano da essi effettuata,  a livello contabile nel bilancio delle banche quotate controllate ,  delle quote capitali restituite dai mutuatari . 

 In base alla disciplina dettata dall’articolo 2639 del codice civile, l’amministratore di fatto è da ritenersi gravato dell’intera gamma dei doveri cui è soggetto l’amministratore di diritto, con la conseguenza che egli assume la responsabilità per tutti i comportamenti penalmente rilevanti a lui addebitabili, ove concorrano anche le altre condizioni di ordine oggettivo e soggettivo.

Tale principio, ribadito dalla Cassazione penale nella pronuncia n. 33385 del 29 agosto 2012 non vale solo in materia di reati fallimentari ma anche nell’ipotesi di omessa  o carente presentazione della dichiarazione dei redditi, in quanto l’amministratore di fatto non solo è tenuto a impedire le condotte vietate riguardanti l’amministrazione della società, ma deve anche pretendere l’esecuzione degli adempimenti imposti dalla legge.
Ne consegue la legittimità del provvedimento di sequestro per equivalente dei beni dell’amministratore di fatto, anche in misura pro-quota, laddove, come nel caso di specie, di quote capitali restituite dai mutuatari e che non compaiono nelle voce “cassa”  delle banche italiane quotate , dove sono finite ? Dove sono finiti 1700 miliardi di  prestiti  creati con un clic in italia dal 1992 e non restituiti  dai mutuatari  per 350 miliardi di euro (pari ai crediti in sofferenza e pertanto quote capitali non ancora incassate dalle banche italiane dai mutuatari).  Dove sono finiti  questi 1350 miliardi di euro ? Tra IRES ed IRAP una supposta elusione al danni del fisco italiano di circa 400 miliardi di euro perpetrata da questa decina di hedge fund anglo -caucasici , amministratori di fatto , dal momento che le banche italiane hanno invece voci di bilancio “cassa” che non giungono complessivamente, sommando le voci di cassa iscritte a bilancio di tutte le banche italiane quotate , ad 1 miliardo di euro . 

È l’amministratore di fatto il responsabile delle violazioni fiscali: se la società, persona giuridica, è stata costituita al solo fine di evadere le imposte, non risponde in proprio dei reati fiscali, risponde bensì chi ne ha tratto vantaggio. Risponde in proprio delle violazioni commesse – come autore e ideatore – l’amministratore di fatto di una società costituita al solo scopo fraudolento di evadere le imposte . Non può, infatti, trovare applicazione l’articolo 7 del Dl 269/2003, in base al quale, le sanzioni amministrative, relative al rapporto fiscale proprio di società o enti con personalità giuridica, sono esclusivamente a carico della persona giuridica.  Questo il principio di diritto enunciato dalla Cassazione nella sentenza n. 19716 del 28 agosto 2013, con la quale è stato rigettato il ricorso proposto da un contribuente.

 

Questa decina di  hedge fund condizionando, attraverso interposte persone fisiche , il voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie delle banche italiane quotate su ogni politica della banca:  se applicare l’anatocismo ,  se applicare costi abnormi del credito , se rifilare derivati alla clientela , se creare i mutui con un clic e quanti crearne. Sono di i veri amministratori delle stesse, gli amministratori occulti privi di delega, gli amministratori  di fatto delle banche italiane. 

 

I gestori  degli hedge fund, – che dichiarano redditi annui di MILIARDI di dollari all’anno,- sembrerebbero essere pertanto gli unici  fiscalmente e penalmente  responsabili di fronte allo Stato italiano.

 Un gestore di hedge fund percepisce mediamente il 10% dell’utile realizzato da un hedge fund ,

Immagine incorporata 1

 

 2) La  nullità di ogni contratto/rapporto  bancario per contrarietà a norme imperative nasce quindi dal fatto che questi Hegde fund stranieri  non si sono fatti alcun problema, nessun scrupolo, non avendo a cuore il territorio dello Stato italiano ed i suoi cittadini, di applicare dal 1992 le più becere tecniche di anatocismo, su conti correnti, sulla quasi totalità dei  mutui con i piani di ammortamento alla francese , nel porre già condizioni usuraie alla stipula prevedendo un tasso di mora calcolato sulle rate e non sulle quote capitali  e  strumenti truffaldini quali derivati sul tasso e sulla valuta , il tutto atto ad appropriarsi di beni e risparmio di cittadini  e soggetti giuridici italiani

 

Professori  dell’Università Sapienza di Roma del dipartimento di matematica finanziaria hanno finalmente scritto nero su bianco (ALLEGATO )  che  il piano di ammortamento alla francese è anatocistico e che il tasso complessivo alla stipula è dato dalla somma del tasso nominale più il tasso di mora .  

 

Quest’ultima importante asserzione determina che la totalità dei contratti di mutuo e di apertura di credito in conto corrente stipulati in Italia sia usuraio alla stipula,  essendo  stabilito in contratto  un tasso nominale come minimo circa prossimo al TEGM ma sovente prossimo al tasso soglia ed un tasso di mora superiore al tasso nominale minimo di 1 punto percentuale. 

Il doppio del tasso nominale determina sempre il supero del tasso soglia o comunque il supero del limite dell’usura concreta . 

 

 

 

Gli hedge fund sopra indicati sono per definizione speculatori in quanto unici fondi al mondo autorizzati a compiere vendite allo scoperto. 

Vendono ossia i titoli  azionari altrui,  prendendoli in prestito da doppio giochiste piattaforme di trading on line  di proprietà degli hedge fund , piattaforme che attirano ignari risparmiatori che acquistano titoli che poi nella notte, sfruttando  i fusi orari tra borse , vengono prestati,  a loro insaputa,  dalla piattaforma agli hegde fund che li vendono, facendone ovviamente  di conseguenza crollare il prezzo .

 Nei giorni successivi gli hedge fund riacquistano sul mercato la stessa quantità di titoli e la restituiscono alla piattaforma : l’ignaro risparmiatore di nulla si è accorto . L’hedge fund guadagna ogni volta la differenza tra prezzo venduto e prezzo fatto crollare . 

Gli hedge fund poi utilizzano quanto guadagnato per far crollare la banca stessa dal cui flottante entrano, dopo averne pompato il titolo e da cui  escono,  prima di farlo crollare . 

 

In questo modo 5 milioni di ignari risparmiatori italiani,  ad ogni ciclico crollo di borsa, dal 1992 ,  hanno perso  i loro risparmi .

La Borsa di Milano dal 1992 è crollata gia nel 1994, nel 2001 , nel 2008 e nel 2016, ogni circa sette anni . E questa la ragione per cui  20 milioni di italiani , perdendo i propri risparmi sono passati pertanto dal 1992,  da una situazione di classe media alla soglia di sopravvivenza ..

 L’illustrissimo Magistrato è necessario che sappia che le banche italiane fungono in questo schema sorto in Italia dal 1992 da ignare teste di legno e vittime degli hedge fund . 

E’ necessario che sappia che non facendo applicare la formula dettata dalla Legge italiana e dalla Cassazione in realtà favorisce  l’imprenditore occulto , questi hedge fund,  in danno della banca stessa ed in danno soprattutto di milioni di cittadini italiani .

 

La presente costituisce notizia di ipotizzato reato : è necessario pertanto  per amor di patria ,  per amor dell’ Italia , per amor dello Stato italiano e dei suoi cittadini ,  l’ accertamento contro la sopradetta decina di  hedge fund stranieri , contro ossia gli imprenditori occulti , amministratori di fatto o privi di delega, simulate persone giuridiche  che in realtà controllano le banche italiane quotate alla borsa di Milano. 

Si ritiene che i funzionari bancari italiani (presidente della banca , amministratore delegato, area manager , direttore generale , direttore  di filiale della banca  ) abbiano preso direttive nelle assemblee della banca da questa decina di hedge fund stranieri nell’applicare in Italia le più becere tecniche anatocistiche  e truffaldine (quali i derivati sul tasso e sulla valuta ) che hanno determinato usura e che pertanto non siano imputabili di alcun che . 

Ai sensi dell’art 10 del cpp , trattandosi pertanto di ipotizzati reati commessi unicamente da soggetti esteri , si chiede che la competenza territoriale sia dell’Illustrissimo Sostituto Procuratore che per primo iscrive codesta notizia di ipotizzati reati . 

Ogni possibile reato sopra ascritto e descritto è sempre inteso come ipotizzato rimettendo all’illustrissima S.V. la verifica della certezza dello stesso .

 

21/2/2017

 

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