Effetto far-falla: la falsa cambiale

 “(…) con l’emissione di carta moneta strutturata come falsa cambiale o falsa fede di deposito, si induce la collettività a dare merce, che ha un costo, contro oro carta, che costo non ha.” (G. Auriti, L’ordinamento internazionale del sistema monetario, pag. 43). (= il battito di ali di farfalla)


E  lo stesso Auriti a pag. 52, ib. dichiarava: “Che la moneta sia una falsa cambiale emerge dal fatto che, se si presenta la banconota all’incasso, la banca non paga ed è autorizzata dalla legge a non pagare né con oro né con altro valore”.

Chi dice “cambiale” dice passività, chi dice falsa cambiale dice falsa passività, chi dice falsa passività dice falso contabile. Un effetto farfalla dalle conseguenze disastrose.

In altri punti dello stesso libro, Auriti parla di un “macroscopico rovesciamento contabile di cui nessuno si scandalizza forse perché troppo evidente, e che le consente [alla banca] di appropriarsi di un valore che non ha nulla a che vedere col credito” e grazie al quale “la banca realizza un lucro pari alla differenza tra valore nominale e costo tipografico della moneta, trasforma un proprio debito apparente in un arricchimento sostanziale” (ibid, pag. 56). Alla pag. 64 ripete il concetto, senza approfondirlo, di un “rovesciamento contabile” poiché “la banca si è attribuita la proprietà della moneta perché l’ha emessa mediante indebitamento del mercato, prestandola, e siccome prestare denaro è sempre prerogativa del proprietario, con un rovesciamento contabile, si è attribuita la proprietà della moneta, il cui valore è, invece, creato dai cittadini.”

In questo rovesciamento contabile, banconote e depositi, entrambi definiti come “contante” dalle autorità monetarie internazionali, in particolare dalle norme contabili internazionali – IAS 7 – e dalla BCE1, sono segnate al passivo ma sono false passività. Per renderle vere passività, basterebbe pagarle (rimborsarle) con una riserva che non esiste: se per legge le banconote e le monetine non possono essere mai “convertite” o pagate,  la moneta bancaria (i depositi) viene “liquidata” raramente e solo per un massimo del 5% degli importi totali dei depositi (la percentuale massima di banconote e monetine rispetto al valore dei depositi).  La moneta bancaria è una falsa passività de facto.

Quindi occorre correggere le scritture contabili consuetudinarie delle banche  in modo che esse descrivano un quadro fedele e corretto della “realtà” finanziaria ed economica della ricchezza di una banca. Una falsa cambiale che vale moneta contante e  a corso legale, perché è così che sono definiti i depositi (tutti i depositi, anche quelli creati dal nulla al momento dell’erogazione del credito2), andrebbe segnata al momento della sua creazione dal nulla come valore in cassa, voce 10 dello stato patrimoniale della banca.  Se il suo valore, come Auriti ci insegna, appartiene a noi e siamo noi a “prestarlo” alla banca, allora la moneta che racchiude quel valore va segnata, dopo l’entrata in cassa, nella passività dello stato patrimoniale della banca, ma non come deposito dei mutuatari bensì come vero debito nei confronti dei suoi legittimi creditori, cioè i cittadini sovrani, come compartecipazione agli utili del PIL (o da signoraggio)3.

Tale creazione monetaria contabilmente segnata nel rendiconto finanziario e come entrata di cassa diventerà quindi visibile a tutti, e la banca, o l’emittente, dovrà renderne conto davanti al popolo sovrano che si chiederà e si risponderà: da dove viene? a chi appartiene? e soprattutto chi ne incamera l’usufrutto? Chi è il sovrano?

E quando dico “la banca” parlo di 10 hedge funds – JP Morgan, BNP Paribas, FIL, Vanguard, Blackrock, Statestreet, ecc – che controllano il cartello delle banche dealer4, una ventina di banche d’affari che controllano anche la Fed, e le maggiori 500 multinazionali Top Fortune al mondo.

La pietra dello scandalo – il battito d’ali della farfalla – è proprio questa creazione di moneta “titolarizzata”, come se fossimo ancora in un regime di moneta oro, come se essa fosse un pagherò di qualcosa in riserva che la banca in realtà NON ha in cassa al momento della creazione monetaria, con lo stesso identico meccanismo di emissione del contante “legale” – banconote e monetine – poiché la contabilizzazione è la stessa, il meccanismo “creatizio” identico: esso presuppone una copertura fittizia al momento della creazione (di banconote, ma anche di crediti), almeno dal punto di vista contabile, segnata come un prestito. L’unica differenza è che monete metalliche e banconote in euro sono state definite dai Trattati UE “moneta a corso legale” – non rimborsabili – mentre per il resto c’è un vuoto giuridico di cui il sistema bancario sta stra-abusando.

In realtà la moneta creditizia, cioè la moneta bancaria creata contemporaneamente all’erogazione di credito, e fatta coincidere con il deposito,  è de facto moneta a corso legale, poiché le autorità fiscali esigono le tasse in tale moneta, e i depositi a vista e a domanda sono definiti contanti da varie autorità monetarie. Ed è ipse facto moneta fiduciaria, poiché ciò che le conferisce valore è una convenzione sociale – sia pur consuetudinaria – che induce tutti ad accettarla, perché hanno “fiducia” che tale moneta sia a utilità ripetuta. Ed è anche moneta fiat, perché non ha praticamente limiti di “riserva” per la sua emissione, se non considerazioni di ordine geopolitico, prettamente “politico”, o di “gerarchia interna” al sistema bancario, visto che la Bank of England5 ha ampiamente descritto il meccanismo di creazione delle riserve delle banche commerciali presso la BC come posteriore  alla creazione di credito, e non antecedente ad essa!!

Sia chiaro, la moneta fiat fiduciaria è la moneta che vogliamo, contrapposta alla moneta mercantile agganciata a una commodity, all’oro o, quel che è peggio, a un castello di carte come con il dollar standard o i diritti speciali di prelievo del FMI. Crediamo infatti fermamente che il potere di acquisto e il valore a cui da’ accesso il simbolo monetario provengano da un rapporto fiduciario e convenzionale tra un ente emittente e le sue controparti, un rapporto che comprende una previsione di utilità nel futuro e che dovrebbe essere dialogico, mentre è attualmente un monologo6.

Quindi la moneta, che dev’essere fiduciaria e fiat, per essere giusta dovrebbe rispettare le seguenti condizioni:

1. considerando che la moneta è emessa come se fosse un titolo da giocare in borsa ma invece è moneta per vivere, occorre una strenua separazione tra credito e finanza, in altre parole tra banche commerciali e banche d’investimento, fatto su cui siamo tutti d’accordo (ripristinare la Steagall Glass);

2. considerando che la moneta vestita e contata come credito veicola la fandonia delle banche intermediarie mentre sono le sovrane creatrici di moneta7, va effettuata una separazione  contabile e giuridica tra la funzione sovrana MONETARIA e quella creditizia degli intermediari, in cui quest’ultima deve contabilmente essere subordinata alla prima nei modi e nelle forme previste dalla democrazia parlamentare e dalla Costituzione.

La facoltà o l’esercizio della sovranità monetaria che appartiene al popolo ecc., è l’unica forma di creazione monetaria che possa tutelare i cittadini dagli abusi del sistema bancario, non solo, ma  garantirebbe la realizzazione di una vera democrazia parlamentare, o persino democrazia diretta. Tale “potere” monetario va contemplato e aggiunto agli altri tre poteri di Montesquieu, e sancito dai testi di legge e dalla Costituzione così come lo voleva l’onorevole Romano con l’emendamento che non fu accettato dai costituenti e che recitava: «Il Governo non può battere moneta senza la previa autorizzazione del Parlamento». (cfr. 10).

Contabilmente tale creazione monetaria avrà la forma di un cespite patrimoniale collocato alla voce 10 dello stato patrimoniale, la cassa, del sovrano in funzione di:

a. la demografia; b. la manutenzione e messa in valore del patrimonio esistente; c. l’erogazione di servizi pubblici d. lo sviluppo di infrastrutture e la produzione di energia, acqua, trasporti… La moneta differenziata dal credito potrà essere immediatamente spesa e distribuita sotto il controllo del Parlamento, e del Tesoro per le voci sopra. Oppure sarà gestita da una banca che dovrà restituire gli utili derivanti dal prestito al sovrano, incamerando unicamente le commissioni di funzionamento, un forfait, o gli interessi come adesso, ma non il capitale che sarà restituito al sovrano.

 3. La funzione creditizia può rimanere intatta ma a condizione che contabilmente vi sia una differenza netta – e scritturale – tra la moneta creata dal nulla, per esercizio della sovranità monetaria, e il credito, che dev’essere subordinato alle linee guida e ai principi di orientamento della sovrana facoltà di emettere moneta, sovranità che appartiene al popolo.

Per segnare contabilmente questa differenza, bisogna che la creazione monetaria sia segnata al passivo dello stato patrimoniale dell’istituto di emissione, come debito nei confronti del Tesoro/cittadini, e non come depositi del Tesoro o dei cittadini, e come entrata di cassa derivante dall’atto del sovrano (parlamento, regione, comune ecc): solo così l’istituto di emissione emetterebbe – come sarebbe giusto che fosse –  per conto del Tesoro.

 

1. Tesoro : creazione monetaria di 60 Milioni

creazionemonetariacorrettatesoro


Traduzione: la cassa deve dare al Tesoro 60 Milioni, i cittadini devono avere dal Tesoro 60 Milioni, per demografia, servizi, opere pubbliche, patrimonio, investimenti. Con il controllo del Parlamento.

Luca Pacioli diceva che se trovi un tesoro, o per contanti tuoi, ereditati, guadagnati nel passato o donati, bisognava fare creditore te medesimo e debitrice la cassa:

“Tutti li denari contanti che tu ti trovassi che fussino tuoi proprii, cioè ce havessi guadagnati in diversi tempi pe’l passato o che ti fussino stati lassati da tuoi parenti morti, o donati da qualche principe, farai creditore te medesimo e debitore la cassa”

Tradotto significa che la cassa deve dare tot al creditore che è il proprietario della cassa. In questa partita di giro, riflessiva la partita doppia esprime la proprietà di denaro in cassa di una persona fisica, o “cassa alla mano”.  Unico caso, assieme agli altri oggetti posseduti e valutati in contanti (lire soldi denari) di espressione della PROPRIETà e non del rapporto debitori/creditori e compensazioni tra di essi; rapporto di proprietà espresso anch’esso nella doppia partita di debitore (la Cassa) e creditore (te medesimo).

Nel caso di prestito da un amico scriveva:

Se tu ricevessi denari contanti in prestanza da qualche amico, hai a fare debitore cassa, e creditore l’amico.

Tradotto: la tua cassa deve dare tot all’amico, l’amico deve avere tot dalla tua cassa; la relazione è tra la TUA cassa e l’amico creditore; sono due intestatari di conti: il debitore e il creditore. Essendo che nella contabilità attuale il debitore e il creditore sono stati sostituiti con gli oggetti “attività” e “passività”, significa che è subentrato un rovesciamento dei rapporti contabili tra i soggetti economici.

Cassa di X debitrice                                                                 Amico creditore

Diceva anche:

Se un amico ti presta dei contanti, fai creditore l’amico e debitrice la cassa”.

E poi anche:

El conto de cassa conviene ce sempre sia debitrice o veramente pari e, se altrimente fusse, saria errore nel libro.”

 

Ora la cassa debitrice significa un attivo del Tesoro, che è la cassa dei cittadini, e i cittadini creditori significa che il Tesoro deve quella moneta creata ai cittadini. Infatti la colonna del dare, alla mano sinistra, significa che la “Cassa deve dare tot”, mentre l’avere, alla mano destra significa che “qualcuno deve avere dalla cassa”, in questo caso i proprietari della cassa, i cittadini, per esprimere la relazione di proprietà della moneta in cassa. Nel tempo le colonne dei “debitori” e dei “creditori” sono diventate la prima la colonna delle attività, la seconda delle passività, perché se ho un debitore, ho un credito, se ho un creditore, ho un passivo.

 

  1. Banca Centrale: creazione monetaria di 60 Milioni:

    Se è la Banca centrale a creare moneta, la scrittura sarà come segue:

                                  Tesoro                                                                             Banca Centrale

Attività

Passività

Attività

Passività

Credito v/BC

Debito v/cittadini (sovrano)

Cassa: 60 Mil (creazione monetaria)

Debito v/Tesoro PER
demografia, patrimonio, pianificazione

La Banca centrale crea la moneta, la segna come attività di cassa, e come debito nei confronti del Tesoro (e non nei depositi!!), il Tesoro la segna come suo credito nei confronti della BC e come debito nei confronti dei cittadini sovrani. E’ importante la relazione di proprietà del Tesoro come cassa DEI cittadini, e il controllo analogo del Tesoro sulla BC come se fosse un ufficio dipendente del Tesoro. La nozione di controllo analogo è un concetto del diritto comunitario UE in materia di aiuti di Stato che prevede che l’affidamento “in-house”, senza gara, di servizi di interesse pubblico da parte di un ente pubblico si può fare senza che sia considerato “aiuto di Stato”, se l’ente appaltante subisce da parte dell’appaltatore un “controllo analogo”8 a un suo ufficio o dipartimento interno. Naturalmente per fare ciò bisogna eliminare l’articolo l’articolo 130 del Trattato sul Funzionamento dell’UE (TFUE) sull’indipendenza delle BC dai governi e dagli Stati9.

La gerarchia e la configurazione delle relazioni tra cittadini, tesoro, banca centrali e cittadini, sarà una relazione circolare, che inizia dai cittadini e che si conclude con i cittadini, contraddistinta dalle tipologie di relazioni seguenti:

 

CITTADINI

TESORO

BANCA CENTRALE

BANCHE

CITTADINI

Sovrani: decisione di creazione monetaria

Cassa dei cittadini sovrani

Ufficio controllo analogo del Tesoro

Casse del Tesoro e o della BC

Depositi: attività di cassa E NON CREDITI

Per ricapitolare, la funzione monetaria va distinta dalla funzione creditizia, in modo da rispettare la Costituzione (“La sovranità appartiene al popolo”; “La Repubblica controlla il credito”; “Lo Stato ha legislazione esclusiva in materia monetaria”), dal punto di vista contabile, poiché la dichiarazione giuridica di appartenenza dev’essere incorporata nella scrittura contabile, e ciò dev’essere fatto in modo che la moneta creata sia chiaramente collocata nell’attività di cassa dello stato patrimoniale, dopo effettiva entrata del flusso finanziario nel rendiconto finanziario, e posta al passivo nei confronti dell’origine di tale flusso finanziario: se si tratta del Tesoro, sarà al passivo nei confronti dei cittadini, nel caso della BC sarà nei confronti del Tesoro, nel caso delle banche commerciali sarà nei confronti della BC. Successivamente alla creazione monetaria, e solo successivamente, l’immissione della moneta nella società può avvenire attraverso la Spesa pubblica o attraverso la Funzione creditizia.

  1. Immissione monetaria con Spesa pubblica

    In caso di Spesa pubblica, si deve registrare la fuoriuscita dalla cassa (del Tesoro o della Banca), e utilizzando la BC come intermediaria controllata dal Tesoro, la scrittura sarà come segue (creazione, bonifico alla banca, bonifico ai cittadini):

Tesoro Banca Centrale Banca commerciale

Operazione

Attività

Passività

Attività

Passività

Attività

Passività

Creazione monetaria
(Stato patrimoniale)

Cassa:

60 Mil x creazione

Debito v/Cittadini sovrani: 60 Mil

 

 

 

 

Esborso in Rendiconto fin.

Cassa out :

– 60 Mil x esborso

 

Cassa out

-60 Mil

Cassa in:

+60 Mil

 

Cassa in:

+ 60 Mil

Stato patrimoniale

dopo la spesa

 

Debiti v/cittadini:

0

 

Debiti v/ Sovrani (cittadini)

60 Mil

Cassa:

60 Mil

 

Cittadini: stato patrimoniale

Attività 

Cassa: 60 Milioni

Cittadini: 60 Milioni

I cittadini si ritrovano con un valore di cassa pari a 60 milioni e con un debito nei confronti di sé stessi di 60 milioni. La relazione di proprietà in partita doppia va segnata come un attivo in cassa, nella colonna del dare – la cassa deve dare tot – e come una passività della stessa somma, nella colonna dell’avere, perché i cittadini devono avere tale somma dalla cassa, e la cassa è loro.

Quindi per ricapitolare:

1. i depositi sono segnati come attività di cassa del cliente/proprietario e non come passività della banca/depositaria;

  1. l’attività di cassa è DIVERSA dal credito o dal debito nel senso che è un “avere” e non un “dover dare” o un “dovere avere”, “ce l’ho” in cassa e la cassa è MIA

  2. tra la cassa e i sovrani/clienti intercorre una relazione di proprietà: la cassa/deposito dev’essere dell’intestatario del conto, persona fisica e non giuridica, o insieme di persone fisiche poiché solo le persone fisiche possono godere della proprietà del patrimonio rilevato in contabilità

  3. decade l’obbligo di riserva e al posto della finta passività del deposito nei confronti del cliente/mutuatario, compare il vero debito dell’ente nei confronti del sovrano o del suo principale (relazione agente/principale) in una catena virtuosa che vede all’apice i cittadini sovrani, creditori della moneta creata, e soci proprietari della cassa/Tesoro.

I depositi sono segnati in cassa e non come titolo/competenza. Il Tesoro funge da cassa dei cittadini, i sovrani proprietari, e la BC diventa un ufficio del Tesoro. Questo sistema può funzionar anche per le banche regionali, settoriali, comunali in qual caso i soci sovrani saranno i cittadini regionali, i lavoratori settoriali, i cittadini comunali di cui saranno le “casse”.

Questa sarebbe la creazione monetaria agganciata alla demografia e ai servizi. Il Tesoro crea nella cassa il valore, che deve ai cittadini, poi lo sborsa e lo versa sul conto della banca che è un suo ufficio, che lo registra nel flusso di cassa in entrata, e lo addebita per i cittadini. I cittadini si ritrovano all’attivo di cassa i soldi (o nei depositi) che devono a sé stessi.

4. Immissione monetaria con la funzione creditizia

In caso di investimenti dello Stato o di immissione attraverso il credito ai cittadini, invece, dopo la registrazione in cassa, l’istituto di emissione – vuoi la Banca centrale ma anche una qualsiasi banca regionale, una banca settoriale, una banca comunale ecc – in seguito alla scrittura contabile di cui sopra, per la creazione monetaria (cfr. titoli 1 e 2 sopra), segnerebbe nelle attività il titolo di credito nei confronti del mutuatario, lo stesso importo segnato nelle passività nei confronti del “sovrano” o del principale (che saranno i cittadini, il Tesoro o la BC, a seconda che l’ente di erogazione del prestito sia rispettivamente il Tesoro, la BC o una banca commerciale). Tale credito va segnato contestualmente all’uscita di cassa dell’importo in cassa, che sia in forma di banconote, moneta elettronica o quant’altro.

La Banca segna nei crediti il mutuo, decurta la cassa, e i clienti segnano nei debiti il mutuo, e segnano in cassa i fondi. La Cassa diventa il deposito dei clienti correttamente segnata e non più con la contraddizione insita nell’articolo 1834 che definisce la banca nel contempo proprietaria e debitrice dei nostri depositi.

                           Tesoro                                        Banca                                        Clienti

Operazione

Attività

Passività

Attività

Passività

Attività

Passività

Creazione moneta Tesoro, st. p.10

Cassa x moneta: 60

Debiti v/Citt.: 60

 

 

 

 

Prestito a BC, r.f11.

Cassa out -60

 

 

Cassa in: + 60

 

 

Prestito: st. patr.

Crediti v/Banca: 60

 

 

Debiti v/Tes: 60

 

 

Esborso prestito, r.f.

 

 

Cassa out: – 60

 

Cassa in: +60

 

Prestito a cittadini, st. patr.

 

 

Crediti v/ clienti: 60

 

 

Debito v/Banca: 60 

  1. Rimborso del debito

Al rimborso, l’attività della banca si riduce fino ad annullarsi, gli interessi vanno negli utili del conto economico della banca, e il debito della banca nei confronti del “sovrano” viene rimborsato, che poi è il principale: il Tesoro si ritrova il capitale in cassa. Si potrebbe persino immaginare come guadagno della banca una somma forfettaria per le spese di funzionamento, invece degli interessi, ad esempio, come avviene – per il momento – nella gestione delle casse degli enti locali da parte della BdI.

Tesoro Banca Clienti

Prestito, St. patrimoniale

Crediti v/Banca:

60

 

Crediti v/clienti: 60

Debiti v/ Tesoro:

60

 

Debiti v/ Banca:

60

Rimborso, R. F.12

-60

 

-60

60

-60

 

Rimborso, St. P.13

Cassa: 60

Debiti v/Citt.: 60

 

 

 

 

Basta segnare la differenza tra moneta e credito, tra moneta “creatizia” e moneta creditizia… la prima deve provenire dal sovrano e la seconda dai clienti. Nel caso di funzione monetaria, quindi, una banca ad esempio locale, com’era la MPS prima dello scempio, o una banca settoriale, come ad esempio Artigiancasse prima dell’acquisto da parte di BNP Paribas, o la Banca nazionale per l’Agricoltura prima dell’attentato, o qualsiasi banca di interesse generale di prima del golpe del ’92 appartenente all’IRI, ed ex legge bancaria del 36, dovrebbe essere autorizzata a creare moneta unicamente sotto il controllo del pubblico, com’era il caso di MPS quand’era una cooperativa controllata dal pubblico, ma tale creazione monetaria andrebbe segnata come descritto sopra.

Se la contabilità segue i criteri di cui sopra, la creazione monetaria sarà trasparente e i suoi redditi distribuiti ai soci/cittadini e al territorio senza incorrere negli enormi problemi di corruzione di Stato registrati quando avevamo la Lira, prima dei golpe 81 e 92 che ci hanno catapultato dalla corruzione di Stato alla corruzione dei fondi di investimento privati e di un cartello di banche dealer/leader.

Quella descritta sopra sarebbe una riforma de minimis del sistema bancario e dell’attività creditizia, non certo dall’aspetto rivoluzionario ma sicuramente dall’impatto evoluzionario, tale da correggere la narrativa della contabilità bancaria e la conseguente attuale iniqua redistribuzione dei redditi,  sia nazionale che geopolitica, che pone enormi rischi di instabilità e di guerra globale. Un battito di farfalla sta provocando immani catastrofi, un battito di farfalla ci salverà?

Nicoletta Forcheri 24 ottobre 2016

Altri riferimenti:

https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2015/11/03/la-moneta-bancaria-dal-valore-indotto-al-valore-autoreferenziale/

https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2016/03/17/una-bibliografia-storica-e-succinta-sulle-banche-sovrane/

https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2016/02/15/creation-monetaire-par-les-banques-commerciales//
Secondo l’ex banchiere svizzero François de Siebenthal, le banche attualmente creano moneta dal nulla in sette occasioni:
Operazioni sui bilanci: 1. Acquisto di attività reali (fondiaria, immobiliare ecc) 2. Acquisto di attività finanziarie (azioni, obbligazioni, titoli)  3. Conversione di valuta (ad esempio per l’esportazione di una azienda cliente) 4. conversione valutaria (su ordine di una banca centrale, swap o di terzi che ha bisogno di un prestanome) 5. operazioni di sconto  6. Operazioni di credito.
Sul conto economico: 7. per i suoi pagamenti correnti (compresi gli stipendi e i premi). 

Il cartello delle banche dealer è composto da quelle banche figuranti sulla lista delle specialiste in titoli di Stato pubblicata ogni anno sul sito del Tesoro, che gode del diritto di ius primae noctis sul debito sovrano dello Stato poiché ha il privilegio di potere acquistare in prima battuta i titoli dello Stato, e quindi determinarne il rendimento, ma anche la quantità monetaria di cui uno Stato può usufruire. https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2013/12/20/mps-capital-services-banca-per-le-imprese-banca-dealer/

 non solo monologo, ma occulto: il “sovrano” del sistema bancario si nasconde dietro il paravento di società anonime a mo’ di scatole cinesi e bambole russe che passando da holding in Olanda, Lussemburgo, Svizzera, (e Qatar, Emirati Arabi e adesso Cina), fanno capo a fondi nel Delaware, passando dagli studi legali della City di Londra.

 Le norme europee in materia di concorrenza prevedono che l’affidamento in-house degli enti che svolgono servizio di interesse generale con o senza valenza economica sia possibile unicamente per gli enti che subiscono un controllo analogo da parte degli enti controllanti (discorso valido anche e soprattutto per le municipalizzate), e “controllo analogo” significa secondo le norme europee che tale ente strumentale (banca centrale, istituto di emissione) subisca lo stesso controllo da parte della controllante (Tesoro, Comuni, Regioni, enti pubblici ecc) di quello che subirebbe se l’ente strumentale fosse un semplice ufficio o dipartimento INTERNO all’ente controllante. In altre parole secondo le leggi della concorrenza europee se un ente affidatario ha ricevuto l’incarico senza procedura di gara pubblica, bisogna che esso sia controllato o assimilato a tutti gli effetti a un dipartimento interno all’ente controllante, cioè come un dipartimento, un ufficio o un ministero pubblico. Tale norma non vale però per il settore bancario dove vige l’obbligo, nell’eurozona, dell’indipendenza delle Banche centrali nazionali e della BCE.  

130 TFUE: «Nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dai trattati e dallo statuto del SEBC e della BCE, né la Banca centrale europea né una banca centrale nazionale né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni, dagli organi o dagli organismi dell’Unione, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo».

st. p. = stato patrimoniale

Rendiconto finanziario (r.f.)

R.F.= rendiconto finanziario

St. P.= Stato patrioniale

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