L’euro non è irrevocabile, ex articolo 50!

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In politica paventare una possibilità non significa volerla percorrere fino in fondo, bensì semplicemente porre i termini del problema, mostrare i muscoli in modo che gli interlocutori “diplomatici” conoscano la nostra determinazione a non lasciarci calpestare. Quando Marco Valli ha interrogato il Presidente della BCE Mario Draghi oggi in conferenza stampa, sulla questione del presunto “debito” di target2 in caso di fuoriuscita dall’euro di uno Stato membro, spiegato in una sua recente riposta scritta, Draghi ha detto che si tratta di un’ipotesi impossibile perché l’euro è irrevocabile. 

L’euro però non è irrevocabile, perché esiste l’articolo 50 dei trattati UE che prevede la fuoriuscita dall’UE, lo scrissi già nel 2010 a proposito della Grecia (qua). Quindi in caso di volontà di recesso dall’euro, si tratta di uscire dall’UE direttamente. Naturalmente, se esiste questa striminzita possibilità, essa va ventilata se non altro per far capire che non intendiamo più andare avanti in tutto quell’armamentario di torture dell’UE e l’UEM con l’Unione bancaria, il BRRD, che prevede la risoluzione delle “crisi” bancarie con tanto di bail in o burden sharing, cioé condivisione dell’onere, o con le leggi salva banca come i 20 miliardi a MPS che lungi dal costituire una nazionalizzazione della banca, costituiscono il drenaggio e la distruzione dello Stato e alla fine della corsa del nostro popolo.

Che è proprio l’obiettivo della finanza. Distruggere gli Stati per imporre un’autorità mondiale sovranazionale che distrugga nel contempo le banche per sostituirle con gli istituti di pagamento “italiani” ed esteri, e gli istituti di moneta elettronica o IMEL. Altri intermediari di pagamento che creano moneta dal “nulla” e che con il trucco della riserva drenano la liquidità dei loro clienti.

articolo50

In un paper del 2009 della BCE evidenziato da un articolo di Saba del 2010, si scrive che “la recessione dall’UEM avrebbe come conseguenza: 1. la creazione di una nuova valuta  o il ripristino della vecchia valuta dello Stato membro che recede; 2. il rimborso della banca centrale nazionale del Paese uscente  del contributo al capitale della BCE e il rimbrso delle sue riserve estere trasferite all’eurosistema e 3. il trasferimento della totale sovranità monetaria alla Banca centrale del paese uscente”.

Sull’Italia Draghi ha detto che non ha niente da dire. Per il resto “va tutto bene”, tutti gli indicatori economici ecc con una faccia tosta incredibile.

Nicoletta Forcheri 6/2/2017

 

Vedi anche:

http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/05/come-emettere-una-moneta-nazionale.html

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