La valuta svizzera in aiuto al Tesoro americano 

il

Vincent Held – Le blog de Liliane Held-Khawam

BNS logo

In un momento in cui i creditori temono l’inadempienza del governo americano, i soldi degli svizzeri volano in soccorso ai debiti pubblici…senza controparte….. LHK

E’ un dato di fatto: gli investitori internazionali (in primis la Banca popolare di Cina) smerciano a un ritmo record i titoli del debito dello Stato americano.

Un fenomeno già rilevato da CNN a maggio scorso che da allora si è notevolmente accelerato (cf. Allegato sotto).

CNN dettes US.png

Nel frattempo, la Svizzera mantiene le sue posizioni. Meglio: continua ad aumentare il suo aiuto finanziario a questo Stato disperatamente sovra-indebitato dall’atteggiamento non sempre amichevole.

Basti ricordare che l’amministrazione Obama non ha esitato a ricorrere alla minaccia per strappare alla Svizzera la ratifica degli “accordi” FATCA, adottati dal Parlamento a settembre 2013. Ora tre anni dopo il valore dei buoni del Tesoro statunitensi detenuti dagli “investitori” elvetici raggiungeva un record storico di  240.7 miliardi di dollari!

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(Fonte: U.S. Department of the Treasury, TIC Data)

Un regalo strabiliante offerto senza controparte alcuna a una potenza che dalla metà degli anni 90 ha moltiplicato le pressioni legali, mediatiche e politiche contro la piazza finanziaria svizzera.

E’ tuttavia giocoforza constatare che l’atteggiamento aggressivo degli USA non sarà stato vano: abbandono del segreto bancario svizzero (mentre quello USA è rimasto intatto!), predominio schiacciante dei fondi USA sulla borsa elvetica, ruolo di “consigliere” presso la Banca nazionale del fondo Black Rock, a cui il Fondo AVS ha anche accordato il suo mandato più rilevante di gestione di patrimoni…

E poi l’assorbimento massiccio da parte della Svizzera di un debito di cui tutti sanno che finirà prima o poi con una inadempienza di pagamento.

Ed ecco che gli Svizzeri sono notevolmente esposti, loro malgrado, a questo buco nero finanziario che è lo Stato federale americano.

Tuttavia, contrariamente a quanto si potrebbe credere, la responsabilità di questa situazione non incombe unicamente alla Banca nazionale…

Le gigantesche “attività presso banche centrali” di UBS e Crédit Suisse

Di fatto, alla fine di settembre 2016, la BNS deteneva in totale attività per 220 miliardi di franchi in dollari, di cui investimenti in azioni dal valore di 63.7 miliardi di dollari, secondo il sito internet del Nasdaq.

BNS Nasdaq.png

Durante gli ultimi anni, “investitori” elvetici hanno anche acquisito decine di miliardi di dollari di debito americano, indipendentemente dalla  politica di investimenti notoriamente pericolosa della BNS.

Si pone quindi la domanda: chi altri in Svizzera avrebbe potuto contribuire a questo aiuto massiccio dello Stato americano?

La risposta si trova forse alla pagina 108 (versione inglese) del resoconto annuo 2015 del Crédit Suisse. L’istituto vi indica la detenzione di 27.6 miliardi di franchi di attività presso banche centrali (« cash held at central banks ») denominate…in dollari!

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Ma se il Crédit Suisse deposita attività liquide in dollari presso una banca centrale, perché quest’ultima non dovrebbe utilizzarle per acquistare buoni del Tesoro americano? Soprattutto se si tratta della Riserva Federale americana che ha già fagocitato varie centinaia di miliardi di dollari di debito federale con i suoi programmi di quantitative easing…

Comunque sia, UBS ostenta in questo settore una situazione molto simile a quella  della sua sorella gemella.

Tant’è vero che a fine 2015 questa sopravvissuta della crisi subprime deteneva 25.5 miliardi di franchi di liquidità e attività presso le banche centrali (« cash and balances with central banks »)… in America del Nord !

UBS débitrice central money.png

(cf. pag. 659 [!] rapporto annuo 2015 di UBS in inglese)

In breve: al 31 dicembre 2015, solo UBS e Crédit Suisse detenevano potenzialmente oltre 53 miliardi di franchi presso la Federal Reserve americana. 

Si può affermare quindi che questi fondi non sono stati utilizzati dalla Fed per finanziare i suoi costosi programmi di acquisto dei buoni del Tesoro (i famosi QE2 e QE3, lanciati dal 2010) ?

Peraltro che dire di circa 23 miliardi di franchi depositati da queste due  too-big-to-fail “nel resto dell’Europa” e “in euro” presso “banche centrali” di nuovo! Non si potrebbe agire di un finanziamento diretto della banca centrale europea ?

E gli oltre 90 miliardi di franchi detenuti presso la BNS? Non è forse con questi fondi che sono state finanziate le faraoniche “operazioni sul mercato dei cambi” del nostro istituto monetario ?

Dovrebbe essere giunto il momento di guardare tutto questo da vicino!

ALLEGATO: il mondo sta forse abbandonando il debito USA? ?

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Mentre scriviamo, gli ultimi dati disponibili indicano una netta accelerazione del movimento di disinvestimento mondiale nel debito americano. Rimane da vedere se questa tendenza continuerà… e se la Svizzera si ostinerà nel suo sostegno cieco a uno Stato che maltratta la sua piazza borsistica e la sua reputazione da oltre vent’anni.

(Fonte : U.S. Department of the Treasury, TIC Data)

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