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Decreto del 23 gennaio 2002 – Min. Economia e Finanze
Indeducibilita’ delle spese e degli altri componenti negativi derivanti da operazioni intercorse con imprese domiciliate in Stati o territori aventi regime fiscale privilegiato.
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 29 del 4 febbraio 2002

In vigore dal 4 febbraio 2002
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
Visti gli articoli 2 e 23 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
concernenti la istituzione del Ministero dell’economia e delle finanze;
Visto l’art. 76, commi 7-bis e 7-ter del testo unico delle imposte sui
redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, cosi’ come sostituiti dall’art. 1, comma 1, lettera b), n. 1, della legge 21 novembre 2000, n. 342;
Visto l’art. 9, comma 16, della legge n. 448 del 28 dicembre 2001 (legge
finanziaria 2002), il quale ha modificato l’art. 76, comma 7-ter, del testo
unico delle imposte sui redditi;
Visto il decreto 21 novembre 2001 del Ministro dell’economia e delle
finanze, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 273 del 23 novembre 2001,
con il quale sono stati individuati gli Stati o territori a regime fiscale
privilegiato di cui all’art. 127-bis, comma 4, del testo unico delle imposte
sui redditi;
Considerato che il citato comma 7-bis dell’art. 76, cosi’ come sostituito,
prevede che, per le finalita’ previste dalla norma stessa, si considerano
privilegiati i regimi fiscali di Stati o territori, non appartenenti
all’Unione europea, individuati con decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze, in ragione del livello di tassazione sensibilmente inferiore
a quello applicato in Italia, ovvero della mancanza di un adeguato scambio di informazioni, ovvero di altri criteri equivalenti;
Ritenuto che, ai fini della predetta normativa, e’ presa in considerazione
la categoria dei redditi da impresa e che, ai fini medesimi, la misura
dell’imposizione applicata in Italia include l’imposta sul reddito delle
persone giuridiche e l’imposta regionale sulle attivita’ produttive;
Considerato, altresi’, che la lista degli Stati e territori aventi un
regime fiscale privilegiato ai fini dell’art. 76, comma 7-bis, del testo
unico delle imposte sui redditi e’ comunque suscettibile di modifiche e
integrazioni sulla base della eventuale acquisizione di ulteriori elementi
conoscitivi sulla legislazione fiscale degli Stati esteri;
Considerato, infine, che il comma 7-quater, dell’art. 76, stabilisce che
le disposizioni del comma 7-bis non si applicano alle operazioni intercorse con soggetti non residenti cui risulti applicabile l’art. 127-bis del testo unico delle imposte sui redditi;
Decreta:
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Articolo 1 –
Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato.
In vigore dal 11 maggio 2015
1. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 110, commi 10 e 12-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, si considerano Stati o territori
aventi regime fiscale privilegiato:
Andorra, Bahamas, Barbados, Barbuda, Brunei, Gibuti (ex Afar e Issas), Grenada, Guatemala, Hong Kong, Isole Cook, Isole Marshall, Isole Vergini statunitensi, Kiribati (ex Isole Gilbert), Libano, Liberia, Liechtenstein, Macao, Maldive, Nauru, Niue, Nuova Caledonia, Oman, Polinesia francese, Saint Kitts e Nevis, Salomone, Samoa, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Sant’Elena, Sark (Isole del Canale), Seychelles, Tonga, Tuvalu (ex Isole Ellice), Vanuatu.

Articolo 2 – Altri Stati.
In vigore dal 11 maggio 2015
1. Sono altresi’ inclusi tra gli Stati e i territori di cui all’art. 1:
1) Bahrein, con esclusione delle societa’ che svolgono attivita’ di esplorazione, estrazione e raffinazione nel settore petrolifero;
2) (soppresso);
3) (soppresso);
4) Monaco, con esclusione delle societa’ che realizzano almeno il 25% del fatturato fuori dal Principato;
4-bis) (soppresso).
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Articolo 3 – Soggetti e attivita’.
In vigore dal 11 maggio 2015
1. Le disposizioni indicate nell’art. 1 si applicano ai seguenti Stati e territori limitatamente ai soggetti e alle attivita’ per ciascuno di essi indicate:
1) Angola, con riferimento alle societa’ petrolifere che hanno ottenuto l’esenzione dall’Oil Income Tax, alle societa’ che godono di esenzioni o riduzioni d’imposta in settori fondamentali dell’economia angolana e per gli investimenti previsti dal Foreign Investment Code;
2) Antigua, con riferimento alle international buniness companies, esercenti le loro attivita’ al di fuori del territorio di Antigua, quali quelle di cui all’International Business Corporation Act, n. 28 del 1982 e successive modifiche e integrazioni, nonche’ con riferimento alle societa’ che producono prodotti autorizzati, quali quelli di cui alla locale legge n. 18 del 1975, e successive modifiche e integrazioni;
3) (numero eliminato dalla lista ai sensi dell’art. 2 decreto 27 luglio 2010);
4) (numero soppresso dall’art. 1, lett. c) decreto 27 aprile 2015);
5) Dominica, con riferimento alle international companies esercenti l’attivita’ all’estero;
6) Ecuador, con riferimento alle societa’ operanti nelle Free Trade Zones che beneficiano dell’esenzione dalle imposte sui redditi;
7) Giamaica, con riferimento alle societa’ di produzione per l’esportazione che usufruiscono dei benefici fiscali dell’Export Industry Encourage Act e alle societa’ localizzate nei territori individuati dal Jamaica Export Free Zone Act;
8) Kenia, con riferimento alle societa’ insediate nelle Export Processing Zones;
9) (numero eliminato dalla lista ai sensi dell’art. 2 decreto 27 luglio 2010);
10) (numero soppresso dall’art. 1, lett. c) decreto 27 aprile 2015);
11) Panama, con riferimento alle societa’ i cui proventi affluiscono da fonti estere, secondo la legislazione di Panama, alle societa’ situate nella Colon Free Zone e alle societa’ operanti nelle Export Processing Zone;
12) Portorico, con riferimento alle societa’ esercenti attivita’ bancarie ed alle societa’ previste dal Puerto Rico Tax Incentives Act del 1988 o dal Puerto Rico Tourist Development Act del 1993;
13) Svizzera, con riferimento alle societa’ non soggette alle imposte cantonali e municipali, quali le societa’ holding, ausiliarie e “di domicilio”;
14) Uruguay, con riferimento alle societa’ esercenti attivita’ bancarie e alle holding che esercitano esclusivamente attivita’ off-shore.

2. Le disposizioni del comma 1 si applicano, altresi’, ai soggetti ed alle attivita’ insediati negli Stati di cui al medesimo comma che usufruiscono di regimi fiscali agevolati sostanzialmente analoghi a quelli ivi indicati, in virtu’
di accordi o provvedimenti dell’Amministrazione finanziaria dei medesimi Stati.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

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