Ida Magli

il

“Aprirai un conto corrente. È questo l’undicesimo comandamento; non avrai altro Dio all’infuori di me… Andrai nella tua banca ogni mattina, che è la tua chiesa, e quei pochi soldini li verserai lì, così che il governo possa controllare se davvero li adoperi soltanto per mangiare.” ( Ida Magli )

 

Ida Magli fu la prima a scrivere un editoriale in cui si parlasse di signoraggio e nei termini che lo fece lei, che era il tono con cui lo facevamo noi. Era il  novembre 2009, e fu il Giornale a pubblicarle l’editoriale. Due giorni dopo il proprietario del Giornale, che incidentalmente era anche Premier, ricevette una duomata sui denti. Così, a mo’ di avvertimento (cfr. http://www.italianiliberi.it/Edito09/sovranitamoneta.html).

All’epoca, qualche anno fa, di signoraggio, di moneta e di banche carogne, ne parlavano solo alcuni pazzi scatenati, che dovevano combattere una battaglia quotidiana contro troll e debuncker, più noiosi delle zecche, e contro cerchie di famiglia e amici che, imbarazzati, non ne potevano più di sentircene parlare.

Ma lei, la Magli, aveva quella vivacità intellettuale da informarsi alla sua età e scovare il problema dei problemi, quello in cui si annida la serpe del potere, quello che da esso è utilizzato come bastone e come carota per sottomettere i popoli, la bacchetta magica per trasformare le voglie in realtà da chi la detiene, ma in incubo per chi non ce l’ha.

La Magli fu l’unica giornalista a citare alcuni specialisti come Marco Della Luna, il defunto Giacinto Auriti e il Centro Studi Monetari di Saba, Galloni e Della Luna al quale la sottoscritta ha collaborato per anni.

Marco della Luna, uno degli autori del bellissimo saggio intitolato “Euroschiavi” (Arianna ed.), si occupa con il suo Centro Studi Monetario proprio di questo tipo di accertamento: chi siano gli azionisti delle Banche. Contiamo sul suo aiuto, anche se la questione principale rimane la mancanza di sovranità monetaria dell’Italia. A dire la verità questa mancanza, naturalmente decisa a suo tempo da “maschi”, appare alle donne addirittura assurda, anzi comica, in quanto nessuno al mondo sa meglio delle donne come la loro minorità sociale, la difficoltà insuperabile a diventare “libere”, quali che fossero i loro meriti e i loro sforzi, ha attraversato pietrificata secoli e secoli solo e soltanto per questo motivo: non avevano denaro proprio e non se lo potevano procurare lavorando (per questo le prostitute si vantavano di essere libere a fronte delle donne “per bene”: guadagnavano dei soldi). Si può chiacchierare oggi quanto si vuole esaltando la dichiarazione dei diritti dell’Uomo, l’uguaglianza di tutti gli individui, quale che sia il sesso, la religione, ecc. ecc., ma è stato il lavoro retribuito, o meglio, è stato soltanto poter possedere in proprio del denaro a rendere le donne libere e indipendenti.

 

Consapevole dell’eccezionalità di un editoriale sul signoraggio su un quotidiano nazionale, sapeva che il suo articolo sarebbe rimasto un’eccezione, e per questo spronava i lettori a interessarsene e a portare l’argomento:

 

Ringrazio tutti coloro (e sono molti) che mi hanno scritto compiacendosi della pubblicazione su di quotidiano politico (Il Giornale) del mio articolo sulla questione della sovranità monetaria. Il silenzio da parte di tutti gli organi d’informazione, su un argomento determinante per l’indipendenza politica ed economica della Nazione come questo, è sempre stato così assoluto che l’apparizione di un solo articolo ha suscitato meraviglia e addirittura entusiasmo da parte dei lettori, sia di quelli che ignoravano del tutto il problema, sia e soprattutto di quelli che si battono da anni in questo campo ma che sanno bene che il silenzio dei giornalisti rappresenta la prova sostanziale dell’impossibilità di uscire dalla prigione.

Ebbene io prego tutti di non scrivere a me ma al Direttore Vittorio Feltri; di inondarlo di lettere, o nella rubrica apposita del sito web del Giornale, o in quella del quotidiano a stampa, oppure nelle rubriche riservate ai Lettori di altri organi di informazione perché, senza l’interesse e l’appoggio forte, esplicito, il più numeroso possibile dei Lettori, lo sforzo che è stato fatto per uscire allo scoperto non servirà a nulla.

Nessuno ci tornerà più sopra o, diciamo meglio, a nessuno sarà più permesso tornarci sopra. Si tratta di una battaglia davvero all’ultimo sangue, alla quale, però, tutti possono partecipare purché non si lasci spazio al silenzio neanche per un giorno. Banche, Banche, Banche: dobbiamo parlare sempre di Banche.

 

Ringrazio Ida Magli per quello che ha fatto e per quello che è stata.

Nicoletta Forcheri 23/2/2016

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