Tutelare la Svizzera dalle crisi finanziarie

Martedì 3 febbraio 2015 – Fonte: http://www.lecourrier.ch/127414/proteger_la_suisse_des_crises_financieres

Christoph Meier – Traduzione a cura di NIcoletta Forcheri

BANCHE • Creando qualsiasi specie di moneta per alimentare le loro attività finanziarie, le banche favoriscono la formazione di bolle speculative. L’iniziativa Moneta intera propone di restituire il monopolio della creazione monetaria alla BNS [Banca Nazionale Svizzera]

Nel 2008, il mondo ha sfiorato una crisi economica gigantesca. Siamo scampati per un pelo al completo crollo dell’economia mondiale. 208 volte il bilancio della Svizzera, ossia 14000 miliardi di dollari: è il valore che secondo la Banca d’Inghilterra è stato speso dagli Stati fino al 2009 per salvare dieci delle venti maggiori banche al mondo. All’epoca della globalizzazione e della liberalizzazione, le dimensioni delle banche e la loro interdipendenza in un mercato mondializzato sono tali che se l’USB tossisce, tutte le altre banche del mondo cessano di respirare per timore di contrarre il virus. Lo stesso dicasi per la Grecia che se fosse fallita, le banche estere sarebbero crollate, catapultando piano piano il sistema bancario mondiale in un cataclisma. In un colpo solo i nostri risparmi e i nostri depositi si sarebbero evaporati e tutto il sistema di pagamenti si sarebbe arrestato di punto in bianco: né una carta bancaria né un bancomat avrebbero più funzionato; niente più stipendi, niente di niente per pagare il pane i medicinali eccc.

Sarei forse allarmista? Esagerato? Se la situazione non fosse stata graissima, non sarebbero state spese queste somme astronomiche. La verità è che nessuno Stato può permettersi il rischio di un crollo di queste dimensioni. Ecco che cosa significano le espressioni “too big to fail” [TBTF] e “rischio sistemico”. Siamo ostaggi di un sistema finanziario fuori controllo che offre alle banche un’assicurazione contro tutti i rischi alle spese dei contribuenti.

Detto ciò, il pericolo non è per nulla scartato. FMI e UE stanno preparando norme chiamate “bail in” per impedire che qualsiasi banca fallisca ma confiscando semplicemente le attività dei privati al fine di salvare le banche malate.1

Come ne siamo arrivati a questo stadio? Il cuore del problema sono i meccanismi di creazione monetaria. L’economia dipende dalla moneta in circolazioe: senza di essa, niente commercio, nessuno sviluppo, nessun progresso materiale. I soldi sono all’economia ciò che l’aria è al motore a scoppio: senza valore intrinseco ma indispensabile in quantità precise altrimenti il motore si ferma; con troppi soldi l’economia implode in bolle speculative, con troppo pochi soldi, cade in depressione.

Ma ciò che la maggior parte ignora è che nel sistema finanziario attuale le banche private creano circa il 90% della moneta in forma di moneta elettronica. Più nessun economista degno di questo nome oserebbe contestare questo dato di fatto. Il consiglio federale riconosce apertamente il ruolo delle banche ma non vi trova niente da ridire: «La crescita dei surrogati monetari  [tutta la moneta tranne le banconote e le monetine] è lasciata al libero apprezzamento dei mercati conformemente alla concezione del settore privato ancorato nella Costituzione”. Il problema è che le banche che lavorano per massimizzare i profitti finiscono inevitabilmente creando bolle speculative come nel 1929 e nel 2008. Queste crisi non sono il frutto di una qualsiasi penuria ma sono esclusivamente il prodotto di un sistema finanziario impazzito come per tutte le crisi economiche (425 tra il 1970 e il 2007). Il rincaro del franco e le recenti decisioni della BNS sono la conseguenza diretta della crisi non controllata del 2008.

La soluzione è evidente oggi come 125 anni fa quando con un voto popolare il popolo svizzero vietò alle banche private di stampare banconote. Non si può più lasciare un bene pubblico così fondamentale come la creazione monetaria in mani private. Tradizionalmente la stampa moneta è un diritto reale dello Stato. L’Iniziativa Moneta intera si prefigge di aggiornare la regola costituzionale del 1891 attribuendo anche alla BNS la possibilità di creare moneta elettronica (il 90% della moneta circolante). La proposta non è nuova. Il Premio Nobel Maurice Allais l’esprimeva così: “Di fatto, senza esagerare, il meccanismo attuale della creazione monetaria con il credito è sicuramente il cancro che rode irremediabilmente le economie di mercato”. Il banchiere Thomas Mayer rincara la dose: “Tutta la nostra economia si fonda su un’organizzazione monetaria votata al fallimento. Ci vuole un nuovo sistema monetario che riduca il potere delle banche.»

L’iniziativa Moneta Intera (www.initiative-monnaie-pleine.ch) propone una soluzione semplice, facile da attuare e realizzabile in Svizzera, indipendentemente da ciò che fanno gli altri paesi.

  • 1.GIà applicato a Cipro nel 2013 e nell’UE probabilmente dal 2016
Altri riferimenti:

«Monnaie pleine» protégerait la Suisse des crises financières (II)

Traduzione qua

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