«Moneta intera» tutelerebbe la Svizzera dalle crisi finanziarie (II)

Gioverdì 12 febbraio 2015

BANCHE • Con questa iniziativa, non solo la crisi finanziaria non sarebbe accaduta, ma la Banca Nazionale Svizzera [BNS] avrebbe avuto tutti gli strumenti necessari per contrastarne efficacemente le conseguenze negative.

Nell’articolo precedente (cfr Le Courrier del3 feraio 215) abbiamo visto come il sistema finanziario, che consente alle banche di creare il 90% di moneta dal nulla, sia responsabile delle crisi economiche a ripetizione e quanto sia  indispensabile cambiarlo per evitare il crollo totale del sistema economico.

Le banche non prestano i soldi dei risparmiatori. Lo creano  ex nihilo iscrivento l’importo prestato sul conto corrente del cliente. Nella misura in cui la maggior parte dei crediti non è mai ritirata fisicamente ma viene utilizzata per effettuare pagamenti elettronici, i soldi non hanno bisogno di esistere nella forma di banconote e monetine. Pertanto, in quanto strumento universale di pagamento la somma esiste veramente ma unicamente nella forma di moneta elettronica. E’ così che le banche creano la moneta circolante. Il problema è che non ci sono limiti alle somme che le banche possono creare persino per comprare beni per sé stesse o per effettuare speculazioni. Le crisi finanziarie ed economiche sono state programmate così e nessuna regola, Basilea 1, 2 o 3, può impedirlo. Dopo la crisi del 2008, la banca Barclays ha aumentato il suo capitale prestando  5,8 miliardi di sterline ad investitori perché acquistassero le azioni della Barclays emesse dalla stessa banca. La Barclays è così che ha creato  il suo capitale proprio. Quando non si tratta del suo capitale, la banca non ha neanche bisogno di intermediari per acquistare tutto ciò che vuole con i soldi che essa stessa crea a volontà. Le banche hanno non solo un vantaggio economico illegittimo sul resto dell’economia ma quando sono messe in difficoltà dalle loro stesse speculazioni, costringono persino gli Stati  a salvarle  (Too big to fail – TBTF).

Per capire la riforma di Moneta intera, immaginiamo che ogni banca abbia due reparti, uno gestionale e l’altro per gli investimenti. Quello gestionale lavorerebbe unicamente con le banconote fisiche che verrebbero conservate in scatole singole segnate a nome dei clienti a cui appartengono; le banconote rimarrebbero in quelle scatole e sarebbero gestite e contabilizzate al di fuori del bilancio della banca fino al loro ritiro o trasferimento in seguito a un ordine di pagamento o di investimento; in quest’ultimo caso, le banconote sarebbero trasferite al reparto investimenti che farebbe tutto ciò che fanno attualmente le banche tranne le due cose seguenti:

(1) la gestione dei pagamenti
(2) potrà erogare prestiti solo con i soldi che avrà precedetentemente ricevuto a tal fine dal reparto gestione, da un’altra banca o dalla BNS.

Non si tratta assolutamente di scindere le banche in due, come taluni hanno falsamente affermato, bensì di arrecare qualche accorgimento semplice contabile che avrebbe come conseguenza quella di scollegare il sistema dei pagamenti dal circuito risparmio/credito, segnando la fine definitiva dei problemi sistemici e del TBTF. Il denaro dei clienti non investito sarebbe gestito fuori dal bilancio delle banche e messo al sicuro al 100%.

Il timore che la riforma possa creare carenze di credito è infondata. Se il risparmio naturale non basta, le banche potranno prendere in prestito altri fondi dalla BNS che potrà rispondere in funzione del suo apprezzamento della congiuntura economica del momento. La creazione del franco non può neanche spostarsi all’estero. E’ una impossibilità economica. La BNS diventerà il vero quarto potere dello Stato, quello Monetario. Avrà i mezzi per influenzare direttamente la massa monetaria da cui dipende il buon funzionamento dell’economia. Tutti questi argomento sono trattati sul sito internet di Moneta Intera  www.initiative-monnaie-pleine.ch.

In seguito alla riforma di Moneta Intera, lo Stato potrà beneficiare anche di un importo corrispondente all’aumento annuo del PIL e la creazione monetaria non sarà più obbligatoriamente collegata a credito e debito. La riforma sarebbe facile da attuare anche se gli altri paesi mantenessero il vecchio sistema monetario basato sulle riserve frazionarie.

Firmare l’iniziativa Moneta intera significa lanciare un dibattito sul nostro sistema finanziario di cui più nessuno ha l’ardire di pretendere che funzioni correttamente. SIgnifica anche offrire una possibilità di evoluzione che potrebbe risultare in una rivoluzione nell’interesse di tutti. Con Moneta intera non solo non ci saranno più crisi finanziarie ma la BNS avrà tutti gli strumenti necessari per lottare contro i suoi misfatti ad esempio il franco forte.

Collegato all’articolo :

Protéger la Suisse des crises financières

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