Le banche le chiudo, i banchieri li rinchiudo. Così parlava Bernard Maris


Martedì 10 giugno 2010 Occorre rinazionalizzare le banche?

Traduzione a cura di Nicoletta Forcheri

Bernard Maris, Diario personale 939

« Le banche le chiudo, i banchieri li rinchiudo ! » (Vincent Auriol)


Le banche continuano a farne di tutti i colori. Quanti disoccupati e conflitti ci vorranno ancora per capire che bisogna liquidarle?  Charles Wyplosz, prof di macroeconomia in Svizzera, non proprio un “sinistro”, scriveva che bisognava far disgustare per sempre le persone al mestiere di banchiere. Tassare a morte i trader e gli altri padroni di banche perché vadano a esercitare i talenti nella produzione, l’industria, le arti, l’informatica, l’agricoltura biodinamica, ovunque tranne che nel commercio dei soldi. In questo momento Trichet, padrone della BCE, presta all’1% ai banchieri. In altre parole regala (il boss della Banca d’Inghilterra invece presta allo 0,5% ! Provate un po’ ad andare a chiedere un prestito allo 0,5% !!). Trichet ha prestato circa 450 miliardi di euro. Che cosa fanno queste banche puttane con tutti sti soldi? Li impiegano subito allo 0.25% da… Trichet! Alla BCE! Potrebbero finanziare l’economia? Ninet’affatto! Sterilizzano i soldi prestati, come i bravi contadini che li mettono sotto il materasso, non si sa mai.

Con il resto comprano titoli pubblici al rendimento del 3% (Germania), 6% (Spagna), 8% (Grecia) ecc. Certamente non li comprano per sé stesse, li prestano agli hedge funds o ad altri privati che li acquistano per guadagnarci il 3, il 6 o l’8%.
Per riassumere : Trichet presta all’1%, ma non serve a niente, oppure  solo a spennare la Grecia del 7% (per l’ultimo della classe: 8 meno 1 fa? …).
Morale :
1) Trichet è o un asino o una carogna bastarda delle banche (cancellare le diciture inutili).
2) Che cosa aspettiamo per cortocircuitare queste persone che ci rovinano ?

Trichet sta acquistando debito greco, portoghese, irlandese, per 40 miliardi di euro: fa funzionare la stampa moneta per 40 miliardi di euro di banconote. Fa quello che faceva il Tesoro pubblico francese ai bei tempi, quando queste schifezze di banche private erano pubbliche e chiudevano il becco, finanzia con la cartamoneta il deficit. Essendo ossessionato dall’inflazione, un po’ come un medico ossessionato dalle sanguisughe per far sanguinare i cadaveri, ritira esattamente 40 miliardi di euro dal mercato interbancario. Merkel difende Trichet, la Merkel vuole fare pagare agli Stati (ie ai cittadini) il rimborso del debito. Van Rompuy difende Trichet. Si dichiara opposto alla Francia e a qualsiasi struttura istituzionale che possa coordinare la strategia economica dell’Unione europea e, in particolare, dell’eurozona. Anche Barroso il pagliaccio, il mao diventato ultraliberista, il concentrato delle tare e del maosimo e dell’ultraliberalismo trova che è un po’ esagerato.

Nel frattempo si riunisce a Basilea il comitato incaricato di definire le nuove regole « prudenziali » delle banche. Proposta: aumentate le riserve delle banche (la copertura dei prestiti, per tutelare i cittadini, in altre parole ridurre la speculazione bancaria, la presa di rischi). E ridurre l’effetto leva che consente agli hedge funds di effettuare operazioni con i prestiti: nei fatti, diciamo pure pane al pane, vuol dire fare vendita allo scoperto.
Allora le banche corrono ai ripari con le loro lobby, l’Istituto della Finanza Internazionale, 400 banche di tutto il mondo. E che cosa dice l’IFI? Che le norme prudenziali freneranno il credito nel mondo, in particolare in Europa dove rappresenta il 74% del finanziamento dell’economia (contro il 53% in Giappone e il 23% negli USA.). Piccolo calcolo: sul periodo 2011-2015 la crescita crollerà del 4,3% in Europa, quindi si perderanno 9,7 milioni di posti di lavoro. Tra i capi dei cani abbaianti, Baudoin Prot di BNP, e Josef Ackerman, il padrone della Deutsche Bank…

No ma… Buffoni! Pagliacci! Giullari! Saltimbanca! Imbroglioni! Da una parte ricollocate i soldi prestati dalla BCE, praticamente tutta la moneta, rifiutando di fare credito e dall’altra raccontate la palla che se il comitato di Basilea chiede troppo non potrete più fare credito ? Baudoin… Mi devo pizzicare! A me i sali! In fretta! Svengo! Aiuto soffoco!

In breve: paghiamo con l’austerity l’obbligo di rimborsare i rentiers che, consigliati dalle banche, ci hanno gettato nella merda. Nel 36 l’establishment bancario francese si agganciava alla convertibilità del franco all’oro per salvare la rendita. Auriol ha detto NIET. Seguito da De Gaulle nel 1945, che ha nazionalizzato tutto. La privatizzazione è iniziata nel 1986 inaugurando la più straordinaria crisi finanziaria mai conosciuta dalla Francia a partire dal periodo degli Assegnati. Bisogna rinazionalizzare le banche!
Zarzélettres

Io, Sapir e Pastré

Ci ritroviamo alll’EHSS in un dibattito sulla finanza e per rifare il mondo, e Sapir ci illustra un quadro apocalittico della situazione.
In breve:
1) non potremo mai rimborsare, neanche noi francesi, figuriamoci i lusitani o gli iberici, ancor meno greci irlandesi e gli altri, bisogna ristrutturare il debito.
2) La Cina ci sta facendo la pelle. Quindi o tentiamo di sopravvivere bloccando selettivamente al meno alle frontiere o ci spicciamo a imparare il mandarino e ci facciamo gli occhi a mandorla.
3) la Germania ce la sta mettendo in quel posto. O la cacciamo dall’eurozona oppure distruggiamo l’euro. Pastré si strozza. Ha sempre avuto un debole per i banchieri perché lo è un po’ lui stesso e difende la libertà di commercio, l’euro, l’Europa poi scappa via farfugliando qualche borborigmo. Mai vista una riunione di esperti così buffa.

(…)

 

Versione originale in francese

Journal intime 939

Journal intime 939
Faut-il renationaliser les banques ?
« Les banques je les ferme, les banquiers je les enferme ! » (Vincent Auriol)
Les banques continuent à faire des leurs. Combien de chômeurs et de conflits pour comprendre qu’il faut faire la peau à ces gens ? Charles Wyplosz, prof de macro en Suisse, pas vraiment de « gôche », écrivait qu’il fallait à jamais dégoûter les gens de vouloir devenir banquier. Taxer à mort les traders et autres patrons de banques, pour qu’ils aillent exercer leurs talents dans la production, l’industrie, les arts, l’informatique, l’agriculture bio, tout sauf le commerce de l’argent. En ce moment Trichet, le patron de la BCE, prête de l’argent à 1% aux banquiers. Autrement dit cadeau (le patron de la Banque d’Angleterre, lui, prête à 0,5% ! Essayez d’aller demander un prêt à 0,5% !!) Trichet a prêté environ 450 milliards d’euros. Que font ces salopes de banques avec tout ce fric ? Elles le replacent aussitôt à 0,25% chez Trichet ! A la BCE ! Elles pourraient financer l’économie ? Pas du tout. Elles stérilisent l’argent prêté, comme de braves paysans qui le glissent sous le matelas, on sait jamais.
Avec le reste, elles achètent des titres publics, qui leur rapportent du 3% (Allemagne) 6% (Espagne) 8% (Grèce) etc. Bien entendu elles ne rachètent pas pour elles-même, elles prêtent à des hdge funds ou des particuliers qui rachètent pour toucher du 3, 6 ou 8%. Résumé des courses : Trichet donne de l’argent à 1%, qui sert soit à rien, soit à plumer la Grèce de 7% (8 moins 1, à l’attentiond de l’élève Cavanna).
Moralité : 1) Trichet est un âne ou salaud de fieffé complice des banques (rayez les mentions inutiles). 2) Qu’attend-on pour courcicuiter ces gens qui nous ruinent ? Trichet rachète en ce moment de la dette grecque, portugaise, irlandaise, pour 40 milliards d’euros. Il fait marcher la planche à billet pour 40 milliards d’euros. Il fait ce que faisait le Trésor public français dans le bon temps, quand ces saletés de banques privées étaient nationalisées et la bouclaient, il finance par le papier le déficit. Comme il est obsédé par l’inflation, un peu comme un médecin obsédé par la saignée qui continuerait à saigner les cadavres, il retire exactement 40 milliards d’euros du marché interbancaire. Merkel défend Trichet. Merkel veut faire payer les Etats (les citoyens) pour rembourser. Van Rompuy défend Trichet. Il se déclare opposé à la France et à toute structure institutionnelle qui pourrait coordonner la stratégie économique de l’Union européenne, et particulièrement de la zone euro. Même Barroso le guignol, le mao devenu ultralibéral, le cumulard des tares du maoisme et de l’ultralibéralisme, trouve que c’est un peu exagéré.
Pendant se réunit à Bâle le comité chargé de définir les nouvelles règles « prudentielles » des banques. Proposition : augmentez les fonds propres des banques (la couverture de leurs emprunts, pour protéger les citoyens, autrement dit réduire la spéculation bancaire, la prise de risque). Et réduire l’effet de levier qui permet aux hegde funds de faire des opérations par emprunt : en fait, appelons un chat un chat, de faire de la vente à découvert.
Aussitôt les banques montent au créneau via leur lobby, l’Institut de la Finance Internationale, 400 banques du monde entier. Que démontre cet IFI ? que des règles prudentielles vont brider le crédit dans le monde, particulièrement en Europe où il représente 74% du financement de l’économie (contre 53% au japon, et 23% aux Etats-Unis.) Calcul : sur la période 2011-2015 la croissance chutera de 4,3% en Europe, donc 9,7 millions d’emplois seront supprimés. En tête des aboyeurs, Baudoin Prot de la BNP, et Josef Ackerman, patron de la Deutche Bank…
Non mais… Rigolos ! Guignols ! Pitres ! Comiques ! Escrocs ! d’un coté on replace l’argent que vous prête la BCE, pratiquement tout l’argent, en refusant de faire du crédit, et de l’autre on raconte que si le comité de Bâle va trop loin on ne pourra faire de crédit ? Baudoin… Je me pince ! A moi ! les sels ! vite ! qu’on m’allonge ! Je m’étrangle !
Résumé : on paye par la rigueur l’obligation de rembourser des rentiers, qui, conseillé par les banques, nous ont mis dans la bouse. En 36, l’establishment bancaire français s’accrochait à la convertibilité du franc en or pour sauver la rente. Auriol a dit niet. Suivi par De Gaulle en 1945, qui a tout nationalisé. La dénationalisation a commencé en 1986, inaugurant la plus fantastique crise financière conneu par la France depuis les Assignats. Il faut renationaliser les banques.

Zarzélettres
Sapir, Pastré et moi
On se retrouve à l’EHSS dans un débat sur la finance e tutti quanti, et Sapir nous dresse un tableau apocalytique de la situation. Résumons : 1) on ne pourra jamais rembourser, même nous les français, ne parlons pas des espingouins ou des lusitaniens, encore moins les grecs les irlandais et les autres, il faut restructurer la dette. 2) La Chine est en train de nous faire la peau. Donc, soit on tente de survivre en blocant sélectivement au moins aux frontières, soit on se dépêche d’apprendre le mandarin et on se fait brider les yeux. 3) l’Allemagne est en train de nous niquer. Soit on la vire de la zone euro, soit on détruit l’euro. Pastré s’étrangle. Il a toujours eu un faible pour les banquiers, parce qu’il est un peu banquier, et il défend la liberté du commerce, l’euro, l’europe puis se barre en hoquetant quelques borborygmes. Jamais vu une réunion d’experts aussi drôle.
Et si ma tante en avait ?
Jacques Sapir vient de diriger un bouquin assez extraordinaire « 1940 : Et si la France avait continué la guerre » Ed Taillandier. Bien entendu c’est une fiction. Une « uchronie » comme ont une « utopie ». Mais pourquoi cette fiction est importante, au-delà du « et si ma tante en avait elle serait mon oncle » ? Parce qu’elle est incroyablement documentée sur l’état des lieux et des forces au moment de la débacle. La biblio, même si elle est un peu trop anglo-saxonne (il est vrai que les historiens anglo-saxons ont plus bossé que les notres) est un fond inépuisable. Et surtout cette fiction est faite pour tordre le coup à l’histoire officielle, scandaleusement officielle, celle que les Zemmour caquètent à longue d’antenne : Pétain a sauvé la France, aidé l’Angleterre et permis d’attendre que américains entrent en guerre. L’hypothèse de la France continuant la guerre (De Gaulle, Mendel, Zay, Blum, Herriot, Jeanneney, Lebrun….) imposant leurs vues à cette canaille de Weygand obsédé par les communistes et ce pauvre Reynaud obsédé par sa poule, nous réchauffe un peu le cœur et nous fait oublier les six millions de cadavres dans les placards de Pétain.

Par Bernard Maris | 14 juin 2010 à 23:00
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