IL GOVERNO GRECO RESPINGE TUTTE LE ”INDICAZIONI” DELLA TROIKA! SCONTRO FRONTALE CON L’OLIGARCHIA DI BRUXELLES (ADDIO UE) – I fatti e le opinioni del Nord – ilnord.it

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giovedì 20 novembre 2014

ATENE – Il ministro greco delle Finanze, Gikas Hardouvelis, ha inviato ieri sera ai rappresentanti della troika (Fmi, Ue e Bce) le risposte della Grecia alle richieste dei rappresentanti dei creditori internazionali: lo riferisce il quotidiano Kathimerini, spiegando che il governo greco non intende apportare modifiche al sistema previdenziale tali che possano provocare una riduzione delle pensioni oppure l’aumento dell’eta’ pensionistica.
Inoltre, il governo esclude cambiamenti alla legge attualmente in vigore che regola i licenziamenti collettivi e le modalita’ con cui vengono adottate ora le decisioni che riguardano la proclamazione dello sciopero per le quali la troika chiede che siano prese con la maggioranza del 50% piu’ uno.
Riguardo lo spinoso problema dell’asserito ‘buco’ nel bilancio del 2015, il governo – secondo Kathimerini – insiste nel sostenere che non esiste alcun ‘buco’, mentre la troika continua ad affermare che nel bilancio del 2015 mancano 3,6 miliardi di euro.
Inoltre il governo di Atene sottolinea che non procedera’ ad alcun aumento dell’Iva sui prodotti alimentari e di largo consumo e che non intende apportare modifiche alla normativa che regola i mutui e i prestiti in rosso. Del resto, si fa notare in ambienti governativi, la legge e’ gia’ in vigore e i cittadini hanno cominciato ad usufruire, con successo, dei vantaggi da essa previsti.
In pratica, il governo greco ha respinto al mittente il diktat della Troika. Questo apre uno scenario compleamente nuovo. Infatti, l’esecutivo Samaras fino a prima di questa categorica presa di posizione contro la Bce, la Ue e l’Fmi – cioè la Troika – era allineato alle decisioni prese a Bruxelles, perchè lo stesso Samaras era salito al potere con l’avallo dei potentati oligarchici europei. Con questo netto rifiuto, la Ue ora non ha più sponde e alleati in Grecia.
E’ finita la dittatura. Questo, non c’è il minimo dubbio, produrrà a brevissimo sconquassi nella già sgangherata Unione europea. 
max parisi
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