Luxleaks: la doppia misura della doppia imposizione. NF

Chi si becca la doppia imposizione, solitamente il cittadino, e chi si becca “la doppia non imposizione” dixit Daniele Pesco al parlamento sullo scandalo delle mega evasioni ed elusioni fiscali delle multinazionali delle banche dealer grazie alle convenzioni siglate con il Lussemburgo (cfr. LUXLEAKS, Procter, Deutsche Bank, Accenture, Pepsi ecc ecc). Dal 1995 il Lussemburgo “ha saccheggiato le tassazioni di tutti i paesi europei” continua Pesco, da quando Juncker, il neo nominato presidente della Commissione europea, ne era il Primo ministro. 

Vi è quindi una doppia misura sulla doppia imposizione, il cittadino che subisce la doppia imposizione, e la multinazionale che si avvale della doppia non imposizione. E questo si sapeva. Vorrei mostrare come.

La doppia imposizione, cioè la tassazione della stessa cosa, reddito, rendita, immobile, mobile, patrimonio ecc, due volte, in principio è vietata dall’OCSE. Tale divieto è sancito e specificato da Convenzioni tra Stati su base bilaterale, ma scopro con sgomento che lungi dal tutelare i cittadini da tale orrore fiscale, in realtà, per quel famoso diavolo nei dettagli, non si applica ai normali cittadini. A quelli cioè che non possono godere di convenzioni ad personam con il Lussemburgo, per intenderci.

Ad esempio, per i redditi derivanti da beni immobili in Francia di un cittadino residente in Italia (ma vale per tutti gli altri redditi), dovrebbe applicarsi la Convenzione Italia-Francia (cfr. http://www.finanze.it/export/download/dipartimento_pol_fisc2/Francia.pdf ) ma essa è formulata in modo tale da consentire gli abusi, l’inghippo, l’inganno. Infatti essa recita all’articolo 6, comma 1:

I redditi derivanti da beni immobili, compresi i redditi delle attivita’ agricole o forestali, sono imponibili nello Stato in cui detti beni sono situati.


 Principio ribadito all’art. 23, comma 1: 

Patrimonio. 1. Il patrimonio costituito da beni immobili, specificati all’articolo 6, posseduti da un residente di uno Stato contraente e situati nell’altro Stato contraente, e’ imponibile in detto altro Stato. 


 Per poi però aggiungere all’articolo 24:

 La doppia imposizione e’ eliminata nella seguente maniera: 1. Per quanto concerne l’Italia:                                              Se un residente dell’Italia possiede elementi di reddito che sono imponibili in Francia, l’Italia, nel calcolare le proprie imposte sul reddito specificate nell’articolo 2 della presente Convenzione, puo’ includere nella base imponibile di tali imposte detti elementi di reddito, a meno che espresse disposizioni della presente Convenzione non vi si oppongano. In tal caso, l’Italia deve dedurre dalle imposte cosi’ calcolate l’imposta sui redditi pagata in Francia, ma l’ammontare della deduzione non puo’ eccedere la quota di imposta italiana attribuibile ai predetti elementi di reddito nella proporzione in cui gli stessi concorrono alla formazione del reddito complessivo.


Ma come, non era una Convenzione per evitare la doppia imposizione? E la doppia imposizione non è forse pagare due volte la stessa tassa? Quindi se per principio la tassa su un immobile si paga nel paese di residenza dell’immobile, principio ribadito due volte nella Convenzione pertinente, perché mai un cittadino italiano si ritrova a dovere pagare anche la tassa e l’imu su detto immobile allo Stato italiano?

Semplicemente perché all’articolo 24 della Convenzione intitolato “La doppia imposizione è eliminata nella seguente maniera” si descrive come l’Italia PUO‘ – atto facoltativo di cui si avvale pedissequamente per noi cittadini  – tassare anche elementi di reddito in altro paese “a meno che espresse disposizioni della presente Convenzione non vi si oppongano”.

Ci ho messo qualche ora a capire l’inghippo retorico perché, indotta in errore dal titolo della Convenzione e dal titolo dell’articolo 24, la mia mente era andata in cortocircuito. Il contenuto dell’articolo 24 accorda de facto all’Italia la possibilità di applicare la doppia tassazione con il credito di imposta – ma pur sempre doppia tassazione è – in totale contraddizione con il Titolo della Convenzione e il Titolo dell’articolo 24, a meno che la Convenzione non vi si opponga esplicitamente, anzi “espresse disposizioni”. Ecco, pensavo che la Convenzione vi si opponesse, ma la Convenzione, nel ribadire solamente che la tassazione dell’immobile si effettua nel paese di ubicazione dell’immobile, non vieta espressamente altri tipi di tassazione, e ciò sebbene il titolo indichi che tale Convenzione si prefigge di abolire la doppia imposizione e che quindi non ci sarebbe bisogno di una espressa disposizione per opporvisi (l’opposizione alla doppia imposizione non è già nel Titolo?). 

Quindi se l’immobile va tassato nel paese di ubicazione dell’immobile e tale principio è asserito in una Convenzione che – per titolo, per scopo, per principio OCSE – vieta la doppia imposizione, la logica non è una opinione, ciò significa che non andrebbe tassato in nessun altro paese. 

Dov’è l’inganno? Un Titolo e un Sottotitolo di una Convenzione non sono “espresse disposizioni”? O un titolo non è un’opposizione abbastanza esplicita? Un titolo di una Convenzione non dovrebbe riassumere il contenuto del testo? Come fa una clausola, una frase, una parolina “può”, a ribaltare il merito di un Titolo? Qua siamo al delirio sarcastico, qua siamo all’inganno più totale, qua siamo al sofisma, qua siamo alla manipolazione pura, qua siamo al furto perseverante con scasso… mentale.

Quindi questa è una Convenzione per evitare la doppia imposizione, NEL TITOLO, ma questa non è una Convenzione che evita la doppia imposizione. Degno di Magritte, del surrealismo e del suo quadro “Ceci n’est pas une pipe”, detto di un quadro di una pipa.


Però poi si scopre quello che sapevamo già e cioè che le multinazionali non solo non pagano la doppia imposizione ma non pagano neanche la singola imposizione e questo proprio grazie al non eletto Juncker a capo della Commissione europea – organo esecutivo e legislativo di una torre di babele che si dice democratica – per conto dei suoi amichetti… delle multinazionali del cartello delle dealer, che hanno rubato tasse per miliardi di euro agli altri paesi europei con quelle convenzioni ad personam…che poi sono sistema.

Nforcheri 15/11/2014


Cfr.
 http://www.ilgiornale.it/news/politica/juncker-dava-casa-agli-evasori-fiscali-1065712.html 

Altri riferimenti sul regime degli aiuti di Stato in UE:

http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2009/02/lantimercato-delleuropa-nicoletta.html

http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2014/03/falsi-dilemmi.html

http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2009/02/lantimercato-delleuropa-nicoletta.html

http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2009/04/il-diavolo-esiste-dobbiamo-riconoscerlo.html

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