Unicredit: la mega sòla da 500 miliardi: Marco Saba all’assemblea UniCredit 2014

(video di fortuna, manca una parte. Al più presto inseriremo una versione migliore dei video)


Testo integrale dell’intervento:

“Mi rivolgo ai Sigg.ri Amministratori e, con un saluto esteso, anche a tutti gli Azionisti. Sono Marco Saba e intervengo in qualità di delegato dell’azionisti Christian Savatteri. Chiedo che copia del mio intervento venga trascritto al verbale. Premetto che intervengo in merito all’argomento posto al punto 1 dell’ordine del giorno, il bilancio consolidato 2013 di UNICREDIT, nella sua legalità, nei fondamenti giuridici ed economici, avvalendomi della “exceptio veritatis”, nel rispetto delle norme IAS 8 e della circolare 262 di Banca di Italia del 22 dicembre 2005, secondo aggiornamento 21 gennaio 2014, che così recita: 
Se, in casi eccezionali, l’applicazione di una disposizione prevista dai principi contabili internazionali è incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, di quella finanziaria e del risultato economico, essa non deve essere applicata”.

La stesura del bilancio di UNICREDIT deve tenere conto del fatto che le banche, oltre ad una marginale attività d’intermediazione, creano nuovo denaro ogni volta che prestano o investono, un fatto confermato recentemente dal Consigliere Generale della Banca di Francia, Bernard Maris oltre che dal bollettino della Banca d’Inghilterra n. 1 del 2014. Questa creazione di liquidità non viene evidenziata come dovrebbe nelle attività del conto economico, ma si deduce solo secondariamente dalla voce 70 dei crediti verso clientela dello stato patrimoniale consolidato (a pag.82), ovvero 503,1 miliardi di euro (503.142.266.000), una cifra ben diversa dai 3,4 miliardi indicati nel rendiconto finanziario consolidato a pag. 88 come “liquidità generata nel periodo”. Mi limito a questi 503,1 miliardi ritenendo al momento di secondaria importanza la clonazione di denaro intervenuta nel 2013 con i versamenti in contanti ed al momento delle operazioni di cambio di valuta estera. 

Il bilancio attuale è quindi palesemente viziato da errori significativi, ovvero da errori materiali per omissione, da correggere ai sensi della normativa citata. Allo stato attuale il risultato economico d’esercizio NON è rappresentato in modo veritiero e corretto, mancando la voce relativa all’aggregato monetario creato, ovvero la liquidità generata poco prima di essere utilizzata per gli impieghi durante l’esercizio 2013. 

Rettificando il bilancio consolidato di UNICREDIT, considerando quindi solo la voce 70 dello stato patrimoniale consolidato (a pag.82) ¨- i “Crediti verso clientela” – e rapportandola alla voce 280 del conto economico consolidato (a pag.84) ¨- ovvero “Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte” ¨- risulta un utile lordo di 487,9 miliardi di euro (487,942,055,000) invece della perdita lorda indicata di 15,2 miliardi di euro (15.200.211.000). C’è una differenza di almeno 503 miliardi di euro, per difetto, da recuperare. Al netto di una tassazione al 27,5% si avrebbe quindi – alla voce 340 del conto economico consolidato – un utile netto d’esercizio di almeno 353 miliardi , anziché la perdita netta miliardaria che risulta oggi. Ne segue che, per la distribuzione dei dividendi, si dovrà poi far riferimento all’utile netto rettificato con cui essi sono in rapporto, ottenendo circa 61 euro per ogni azione. Rimettendo IN BONIS i conti della banca, a titolo d’esempio, i primi tre soci Blackrock, Aabar Luxembourg e PGFF Luxembourg, potrebbero incassare circa 17 miliardi di euro cadauno.

Col bilancio consolidato presentato oggi, invece, si viene a stravolgere ad arte il risultato economico reale, traendo in inganno tutti gli azionisti. E’ da notare inoltre che l’erario ci perde 150 miliardi e che bene ha fatto la CGIL recentemente a richiedere la reintroduzione dei reati di falso in bilancio e di autoriciclaggio.

Sono quindi contrario all’approvazione del presente bilancio e chiedo all’amministratore pro-tempore una risposta scritta a questo intervento entro e non oltre i prossimi quindici giorni solari.

Rimango a disposizione degli interessati per fornire chiarimenti sulle mie ricerche e fonti utilizzabili per recuperare l’ammanco.


Mi riservo di agire in ogni sede, ordine e grado a tutela degli interessi dei deleganti, fatti salvi i relativi benefici ex art. 930 del codice civile, e ringrazio infine tutti i presenti per l’attenzione prestatami.”


Risposta dell’AD Federico Ghizzoni (dal minuto 1:28):

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