La nuova legge tedesca sulla “separazione bancaria”: gli speculatori tirano un sospiro di sollievo

Fonte: http://www.comitatodiliberazionenazionale.org/la-nuova-legge-tedesca-sulla-separazione-bancaria-gli-speculatori-tirano-un-sospiro-di-sollievo/ 

Il 17 maggio il Bundestag Tedesco ha approvato un disegno di legge sulla riforma bancaria che è stato descritto dal governo come “la prima legge sulla separazione bancaria approvata in Europa” anche se i tre partiti di opposizione (SPD, Verdi e la sinistra) hanno votato contro. Ora la legge dovrà passare al Bundesrat, composto da rappresentanti dei 16 stati, in cui hanno la maggioranza gli stessi partiti. Se venisse respinta al Bundesrat, verrà sottoposta alla commissione di mediazione tra le due camere, che difficilmente darà parere positivo prima della pausa estiva, o prima delle elezioni politiche del 22 settembre.

In realtà il disegno di legge è lungi dall’essere una separazione bancaria come sostiene il governo: è solamente una misura di “ring-fencing”, che non separa nettamente le banche commerciali dalle banche d’affari, e non penalizza affatto la speculazione. Anzi, sostiene espressamente che le banche d’affari avranno vita più facile con questa legge! Perfino la Commissione Liikanen dell’UE ha denunciato le legge come una versione annacquata della sua stessa proposta di ring-fencing, una sorta di “Liikanen light”, che fornisce tutele insufficienti alle banche commerciali ad ai depositi.

Il disegno di legge è parte integrante dello schema di Unione Bancaria Europea, che si propone di mettere tutte le banche, commerciali e d’affari, sotto la supervisione ed il controllo delle istituzioni monetariste UE quali la Commissione, la Banca Centrale Europea e la nuova agenzia europea per la risoluzione bancaria.

La nuova legge e l’unione bancaria europea sono state giustamente criticate dalle casse di risparmio tedesche come la mera continuazione del tentativo compiuto dalle banche private di eliminare il settore bancario pubblico come un ostacolo alla piena deregulation e privatizzazione della politica fiscale in Europa.

Ad una tavola rotonda a Berlino il 14 maggio, Georg Fahrenschon, presidente dell’Associazione delle Casse di Risparmio Tedesche, ha attaccato categoricamente l’unione bancaria, che secondo il relatore che l’aveva preceduto, Jörg Asmussen, membro del consiglio direttivo della BCE, non avrebbe alternativa. Quando un giornalista dell’EIR ha chiesto ai relatori quando verrà finalmente messo all’ordine del giorno il compito di eliminare la gigantesca bolla di titoli tossici, invece di promuovere finte leggi di separazione bancaria, Fahrenschon ha continuato il suo attacco contro le banche private, ricordando che mentre nel 2008 i derivati ed altri titoli speculativi erano 42 volte il PIL mondiale, da allora questa bolla è aumentata, con le banche d’affari americani che da sole hanno aumentato il proprio volume speculativo da 62.000 a 67.000 miliardi di dollari! I politici finora hanno preferito non affrontare il problema, promuovendo disposizioni che non toccano minimamente la bolla, consentendo alle banche d’affari di continuare le proprie operazioni, mentre il settore bancario che è ancora legato all’economia reale, come le casse di risparmio, soffre per le restrizioni imposte dalle nuove disposizioni.

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