La sveglia del 1510. di N. Forcheri

Oggi, 15 ottobre, è una giornata storica: definita giornata della protesta globale, chi dice degli indignados, chi del 99% della gente contro l’1% dei banchieri, densa di manifestazioni e soprattutto di prese di consapevolezza. Già si rincorrono voci sul net di strumentalizzazioni varie, persino di finanziamenti da parte dei finanzieri, della protesta mondiale contro sé stessi (cfr. globalresearch.ca) – con lo scopo di cavalcarne l’onda? – visto che alle marce del movimento genitore OccupyingWallStreet, nato il 17 settembre, si è visto persino uno dei maggiori attori della débacle internazionale, Soros.

Sarà soprattutto la giornata della vittoria dell’informazione che corre sul net con il metodo tribale e democratico del tam tam, visto che i temi a noi tanto cari, le banche, il signoraggio, i finanzieri, lo strapotere di una elite globalista che tiranneggia il mondo e che dissacra le sovranità dei popoli, in breve banche e multinazionali, verranno messi in evidenza e pesantemente dissacrati. La vittoria del parlare vero contro la lingua orwelliana, babilonia, il politicamente corretto e umanamente depravato. Arrigoni, barbaramente massacrato dopo una vita dedicata alla difesa dei diritti degli oppressi, insegna, universale è  diventato il suo motto: “Restiamo umani”, uno dei tanti slogan che infiammano la rivolta.

Termini tecnici come riserva frazionaria, creazione del credito, signoraggio e debito pubblico sono sulla bocca di tutti e si rimbalzano da una nazione all’altra, con l’entusiasmo, la freschezza, la risonanza che una gioventù sempre più consapevole del perché e soprattutto del per chi del suo futuro senza futuro, trasmette a velocità della luce. La parola d’ordine nata in Italia e diventata mondiale, attraversando i movimenti di protesta greci, è:

“No. Noi non pagheremo la vostra crisi“.

Già da qualche giorno alcuni gruppi hanno presidiato le sedi di Bankitalia:


seguendo verosimilmente l’esempio di OccupyingWallStreet che da settimane presidia Wall Street e che ha fatto emuli in centinaia di città degli USA contagiando il mondo intero.

Strumentalizzazioni a parte, di qualche gruppo di facinorosi che la butterà sulla politica e probabilmente sulla ‘testa da turco’ di Berlusconi, deviando dal discorso dell’economia e della finanza, o di qualche parapolitico che vorrà ricuperare per sé i benefici dell’ondata di energia che si sta sprigionando da una gioventù che vuole un mondo diverso, si sente nell’aria un vero vento di cambiamento.

Lo si vede da molti segnali, il vento di un risveglio globale, ad esempio dal lancio di uova su Mark Lewis, dirigente dell’FMI da parte di un gruppo di studenti durante una conferenza a Bursa, in Turchia, il 13 ottobre:

Una fantastica risonanza mondiale fa sì che mentre in Libia si resiste strenuamente e con tutti i mezzi contro l’armata fantoccio di Bankenstein che il 14 ottobre non ha esitato a bombardare una manifestazione pacifica a Tripoli contro l’invasione della NATO

e in Siria un milione di persone scendono in piazza contro l’attacco bancariomafioso supportato dalla stampa mainstream e da gruppi di killer addestrati in Occidente per destabilizzare il paese, strumentale a l’ennesima invasione della NATO, che il veto di Russia e Cina all’ONU hanno evitato il 4 ottobre scorso:

http://www.voltairenet.org/Un-million-de-manifestants-a-Damas

nel resto del mondo, si protesta contro gli stessi truffatori che indebitano gli Stati, schiavizzando le persone, e in Grecia persino 50 poliziotti si sono uniti il 12 alle proteste contro la Commissione europea, la BCE e il FMI (cfr. http://seigneuriage.blogspot.com/2011/10/la-polizia-greca-contesta-la-troika-e.html ) con striscioni del tipo :

“Fuori quella della Troika” e “I greci non negoziano la loro dignità nazionale”. 

Giornata senza organizzatori in capo, che tale deve rimanere ma composta da una varietà che vuole la democrazia diretta e da gruppi del mosaico della protesta, da ItalianRevolution a OccupyItaly ai Draghi Ribelli con il loro presidio davanti a Bankitalia:

al ritmo di slogan come “contro la dittatura finanziaria delle banche”, “global change, global revolution”, “il nostro futuro non è il debito”, “Draghi meno mercati più welfare”, “Avete sempre gestito, noi sempre pagato” e davanti alla BNL (BNP PARIBAS).

Altre proteste preliminari al 1510 sono dirette contro Equitalia, o meglio denominata Equitaglia, che sta mettendo sul lastrico moltissime famiglie e la maggior parte delle piccole e medie imprese, organizzato da #precaria:

Ma il fatto più intrigante successo nei giorni preliminari al Global Day of Action (GDA) è quando un gruppo di studenti ha buttato sacchetti della spazzatura nella sede milanese della Goldman Sachs, stando a indicare chiaramente dov’è la discarica dei rifiuti, tossici e umani e dove avviene il riciclaggio.

Stiamo perdendo le nostre case. Siamo costretti a scegliere tra i generi alimentari e l’ affitto. Ci sono negate le cure mediche di qualità. Siamo affetti da inquinamento ambientale. Stiamo lavorando per lunghe ore per una misera paga e pochi diritti, sempre che stiamo lavorando. Non abbiamo nulla, mentre l’altro 1 per cento ha tutto. Siamo il 99 per cento. Vai su ‘FACCI SAPERE CHI SEI’ scatta una foto di te con un cartello che descrive la tua situazione in una frase, per esempio: ‘Sono un lavoratore con 25.000 euro di debito’ oppure ‘Ho due figli, ma non potrò permettemi di far studiare entrambi, speriamo almeno uno ‘. Sotto, scrivi ‘io sono il 99 per cento’. Se non mostri il viso, ti preghiamo di mostrarne almeno una parte. IMPORTANTE: la nota scritta a mano. Per favore fate del vostro meglio per essere concisi. Diamo un volto al 99 per cento! Facciamoci conoscere!

Nicoletta Forcheri, 15 ottobre 2011

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