Centri e borghi di plastica. NF

La privatizzazione larvata dei nostri centri storici passa per pedonalizzazioni fintamente verdi (1) ed eliminazione di posti macchina gratuiti; poi si svenano i piccoli commercianti; poi banche e grande distribuzione faranno il resto, magari con l’aiuto del picciotto Equitalia spa per pignoramenti, ipoteche e vendite all’asta. Un giorno ci ritroveremo nei campi profughi dell’ONU come all’Aquila, dove i centri e le case sono ancora inaccessibili ai loro legittimi proprietari, o in anonimi e deprimenti sobborghi tipo gli HLM francesi. I nostri centri invece saranno occupati da ricchi americani, francesi, inglesi, cinesi e tanti altri che godono dell’aggio del signore, per non parlare di militari stranieri come a Vicenza.

Il paesaggio urbano sarà del tutto mutato e al posto dei negozietti sotto casa ci saranno le catene della grande distribuzione, cioé dei soliti signori bankieri, senza più alcuna possibilità di scelta. Per comprare la vecchia mutanda tutto cotone della merceria multimarca, i calzini fatti tipo italiani e il pane fresco con tutte le varietà del panettiere nostrano, dovremo avere i miliardi. Altrimenti ci aspetteranno, loro, le “catene” di marca, come intimissimi, calzedonia, e le pain quotidien, che ci venderanno l’illusione di comprare roba di qualità, o decente, mentre sarà junk omogeneizzato…

Oltre alla roba tagliata ci venderanno cara la carta per comprare la roba tagliata (cartamoneta, carta fidelizzazione, carta di credito, carta da… cesso), in squallidi sobborghi di periferia dal paesaggio smaciullato. E ripenseremo a quando felici i bambini giocavano a pallone nei cortili, passavamo fieri davanti al sagrato della chiesa o nella piazza del comune per fare due chiacchiere, quando il panettiere emanava un profumo irresistibile di pane fresco e ogni giorno ci rifacevamo gli occhi nei mille angoli belli delle nostre città, dove ogni pietra ci parlava dei nostri avi, infondendoci ingeniosità e riconforto.

Ma centri e borghi avranno l’accesso sbarrato, e saranno diventati irremediabilmente di plastica.

Nicoletta Forcheri (25 aprile 2010)

(1) Come finti sono i verdi capeggiati da Cohn Bendit membro n.21 del Council of Foreign Relations europeo finanziato da Soros (cfr. http://www.ecfr.eu/content/council/)

Parcheggi liberi zero a Vicenza

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