LATIFONDI FUTURI

La finanziarizzazione dei nostri appezzamenti di terra, in Italia, è già cominciata. Ad esempio, una forma di latifondo-leasing dove la holding finanziaria – titolare della terra – chiede un affitto a un locatore, con il divieto di lavorare la terra, poiché sarà la holding a dare in subappalto a subappaltanti sfruttati, il lavoro della terra , sarà la holding a occuparsi del marchio e del marketing del vino (riciclando capitali??), sarà la holding che produrrà e venderà il vino, di cui una parte sarà riservata al “locatario”…
In cambio la mezzadria, in virtù della quale il contadino consegnava la metà del raccolto al “signore” e conservava l’altra metà per sé e la sua sussistenza, maggiore motivo di fuga dalle campagne negli anni cinquanta, diventa un roseo, dolce, ricordo.
Qua è la holding a farla da padrona, una holding senza volto, con capitali di dubbia provenienza, che parlano inglese, siciliano, lingue esotiche, con governance occulte, e regole calate dall’alto e ideate per fregare e spremere il più possibile il territorio. In siffatto sistema, infatti, è impossibile introdurre la coltivazione biodinamica, visto che gli “interessi finanziari” sono quegli stessi che “investono” nelle aziende chimiche/farmaceutiche/petrolifere e quant’altro.
Almeno il Signore aveva un volto, talvolta le sue umanità, le sue debolezze, era quindi un uomo. La holding invece è il Sistema attraverso il quale il neonazismo globalista ci frega, ci espropria, ci uccide e il cui anonimato protegge i suoi criminali nelle cupole nascoste da mille scatole cinesi.
Sono qua. Sono i nostri vicini di casa. Sono coloro ai quali stranamente gli uffici “tecnici” del comune danno sempre ragione, sono coloro i cui dipendenti fanno spallucce per non sapere, a loro basta tornare a casa con lo stipendio, coloro i quali, guarda un po’ che strano, privatizzano le vecchie mulattiere e frazioni di borghi, svuotano i siti storici di tutti i reperti archeologici, – per i loro mandanti di Sotheby, deviano le strade, irrorano di pesticidi le vigne, si accaparrano l’acqua, sempre sotto l’occhio guardingo e benevolo del Comune. Coloro i quali, guarda un po’ che strano, riescono a ottenere autorizzazioni edilizie anche laddove è praticamente impossibile cambiare persino la forma di una finestra. Coloro i quali ricevono sempre i fondi comunitari per le vigne. Coloro che, anno dopo anno, deformano il paesaggio, tagliano i cipressi, fanno piazza pulita dei rovi e delle more, fanno scempi nei boschi tagliando le piante più grosse, quelle che figliano, chiudono le sorgenti, deviano i corsi di acqua.
Sono loro, sono arrivati, sono i nostri – i vostri – vicini.

Che cosa aspettate a unirvi e a sciogliere le lingue?

Nicoletta Forcheri

28/08/09

Marina Forti
Fonte: www.ilmanifesto.it
Link: http://www.ilmanifesto.it/archivi/terra-terra/nocache/1/pezzo/4a95724404730/


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