Silvio aiuto; arrivano i draghi!


http://crisis.blogosfere.it/2009/06/silvio-addio-arriva-nosferatu.html
di Debora Billi

La “cassandrite” non è un’invenzione, o uno sfottò nei confronti di chi sta sempre a scrutare nel futuro. E’ davvero un morbo, o almeno così comincio a pensare, con tanto di gruppo Facebook dedicato. Contagioso? Non saprei. La cassandrite ti fa concepire blog che parlano di una crisi che arriverà due anni dopo, e in questo preciso momento storico ti ha già fatto dimenticare Berlusconi.

Per una Cassandra, Silvio è storia. E’ storia passata. Intravedi già, sulle bancarelle di Porta Portese, il vecchio “Sorrisi e Canzoni” con la storia della sua vita accanto alle copie ingiallite di “La difesa della razza” e alla collezione di Cuore che invocava “la fine di Andreotti”. Mentre tutto il Paese ancora divora le sue vicende piccanti, e comincia appena ora a chiedersi “Forse cadrà? Forse è la fine?”, Cassandra la fine l’ha digerita, metabolizzata. Qualcuno prepara lo champagne, pronto a dire addio al satrapo piazzista ballando per le strade e inneggiando al sol dell’avvenire, ma Cassandra… ha già nostalgia di nonno bandana.

Sì, nostalgia. Perchè come da tradizione, le cassandre non pronosticano un futuro ottimistisco. Questa Cassandra scrivente, quando tutti festeggiavano Bettino in fuga e la DC in galera, disse (era il 1993): “C’è sempre di peggio: pensate un momento se si presentasse uno come Berlusconi!” Tutti a ridere. Alla fine, abbiamo rimpianto Bettino. E anche se ora sembra impossibile, potremmo ritrovarci a rimpiangere Berlusconi.

Buttando il cuore oltre l’ostacolo, si prova a guardare: e non si vede nulla. Qualcuno fa ipotesi azzardate , o immagina complotti internazionali. Tutto interessante: ma la verità è che il futuro è velato.

Avete provato voi ad immaginarlo, il “dopo”? O siete ancora in preda all’entusiasmo, in trepida attesa del crollo della galassia centrale? Chi verrà, dopo? “Le sinistre”, Franceschini premier, D’Alema vicepremier e Bersani ministro? Surreale. Un bel governone di unità nazionale “per affrontare la crisi e soprattutto per fare le indispensabili riforme”? Già meno improbabile. Sono giorni che sui tiggì si invocano le “riforme”. Ogni volta faccio scongiuri.

Chiunque abbia letto la Klein, da noi più e più volte citata, conosce il copione a memoria e ha poca voglia di stappare champagne. Cosa ci aspetta non si sa, ma possiamo immaginare lo scatenamento dei vampiri che non aspettano altro che un vuoto di potere per ingoiare ciò che resta di questo povero Paese. Quando Silvio cadrà, insomma, non sarà il momento di ubriacarsi: ma quello di conservarsi più lucidi che mai e coi sensi all’erta.

L’ha detto anche Veronica (un’altra Cassandra), che il “dopo” sarà forse anche peggio. Ritrovarsi coi mostri in casa e la crisi fuori non sarà per niente piacevole…

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