ABC: i Titoli di Stato


Per andare avanti nelle nostre analisi, un po’ di ABC.
[fonte: http://www.banknoise.com/2007/07/i-titoli-di-stato-bot-ctz-cct-btp-btpi.html ]

I Titoli di Stato: BOT, CTZ, CCT, BTP, BTP€i

BOT, CTZ, CCT, BTP, e BTP€i sono Titoli di Stato emessi in Italia dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. I Titoli di Stato sono strumenti finanziari considerati estremamente sicuri. In realtà, contengono inevitabilmente elementi di rischio, che però sono molto minori rispetto agli investimenti azionari o obbligazionari: infatti, il rischio che l’emettitore non sia in grado di saldare il debito alla scadenza sono relativamente bassi. Vi sono comunque rischi collegati

all’investimento in Titoli di Stato: innanzi tutto legati al fatto che il rendimento del titolo non “batta” l’inflazione, oppure che il cambio nel tempo diventi sfavorevole (se si parla di titoli di stato esteri).

In Italia sono presenti cinque tipi di titoli di Stato:

* BOT – Buoni Ordinari del Tesoro
* CTZ – Certificati del Tesoro Zero Coupon
* CCT – Certificati di Credito del Tesoro
* BTP – Buoni del Tesoro Poliennali
* BTP€i – Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione Europea

BOT, CTZ, CCT, BTP, BTP€i si contraddistinguono in base ad alcune caratterisitche

* durata
* tipo di remunerazine per l’investitore
* eventuale indicizzazione all’inflazione

I BOT (Buoni Ordinari del Tesoro), sono Titoli di Stato a breve scadenza (3, 6 o 12 mesi), dove non è prevista alcuna cedola intermedia: il guadagno per l’investitore deriva unicamente dallo scarto di emissione – la differenza tra il prezzo d’acquisto e quello che lo Stato si impegna a pagare alla scadenza. Con un esempio, compro a 98 un BOT di 100: alla scadenza ho guadagnato 2.

Molto simili ai BOT sono i CTZ (Certificati del Tesoro Zero Coupon): il meccanismo di remunerazione è infatti esattamente lo stesso (basato sullo scarto di emissione), e differiscono dai BOT solamente per la durata, che per i CTZ è di 2 anni.

I CCT (Certificati di Credito del Tesoro) hanno una durata di 7 anni, e si caratterizzano perché oltre allo scarto di emissione, e al contrario di BOT e CCT “staccano” semestralmente delle cedole il cui valore è indicizzato al rendimento dei BOT (l’indicizzazione è calcolata attualmente sulla base del rendimento dei BOT semestrali più lo 0,15%).

I BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) invece hanno attualmente durata di 3, 5, 10, 15 o 30 anni, e prevedono anch’essi una cedola. Al contrario dei CCT, però, i BTP prevedono cedole fisse.

Molto simili ai BTP sono i BTP€i (Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’inflazione Europea): hanno durata di 5, 10, o 30 anni e differiscono dai BTP per il fatto che sia capitale che cedole vengono rivalutate moltiplicandone il valore per un “coefficiente di indicizzazione” basato sull’indice Eurostat, che misura l’inflazione nei Paesi dell’area Euro.

Riepilogando il tutto in una tabellina sintetica:

Titolo
Durata
Remunerazione

BOT
3, 6 e 12 mesi
* Scarto d’emissione

CTZ
24 mesi
* Scarto d’emissione

CCT
7 anni
* Cedole variabili semestrali
* scarto d’emissione

BTP
3, 5, 10, 15 e 30 anni
* Cedole fisse semestrali
* scarto d’emissione

BTP€i
5, 10 e 30 anni
* Cedole “reali” (indicizzate all’inflazione) semestrali
* scarto d’emissione
* rivalutazione del capitale

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