Teoremi non matematici

domenica, aprile 05th, 2009
Questo articolo prende spunto dalla letteratura non ufficiale sugli UFO e la sovrappone alle recenti scoperte scientifiche, in particolare il brevetto di Martin Tajmar del 2007 di un generatore di gravità artificiale (”Procedimento per l’ottenimento d un campo gravitazionale e di un generatore di gravità”), trovando qualche conferma agli indizi di ipotesi dell’esistenza e della comparsa di extraterrestri sulla terra.
La creazione di gravità artificiale segna una svolta storica nella storia della scienza, paragonabile all’elettricità o alle onde herziane. Generare gravità a piacimento avrebbe applicazioni pratiche di vastissima portata, quali ad esempio quella di permettere ad un’automobile di fare curve a 90° senza ridurre la velocità di 200 km/h, attrarre o deviare aereomobili o missili, fino a, forse, volare con motori generanti antigravità.
Dopo la scomparsa di talune teorie ufficiali degli anni ‘50, e di talune voci – soffocate – su presunte ricerche segrete di Tesla, la scoperta della tenica per creare campi gravitazionali propri potrebbe finalmente spiegare molte delle “prodezze” attribuite agli UFO e da sempre ritenute false in quanto “fisicamente impossibili”. Buona lettura. N. Forcheri

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Recentissime acquisizioni conoscitive della scienza costituiscono una pietra miliare paragonabile alla scoperta dell’elettricità o delle onde herziane, nel progresso della nostra civiltà. Di più: esse possono suggerire una spiegazione tecnologica e logica del fenomeno degli UFO.

Che cosa traspare dalle migliaia di pagine scritte sull’argomento dai più svariati scienziati ufficiali, non ufficiali, autori della letteratura “grigia” – fuori dagli ambienti scientifici riconosciuti – e ciarlatani desiderosi di gonfiare le vendite delle loro storie sensazionalistiche ?

Difficile dare una risposta univoca, competente e definitiva. E’ possibile, però, elaborare un « teorema » riassuntivo di quei punti della letteratura ufficiosa che propongono uno scenario verosimile, logico e non conflittuale con la fisica nota e dimostrata.

Alla luce della tendenza agli insabbiamenti storici e alle mistificazioni (“cover-up”) che spaziano dal Cristianesimo e altre religioni agli omicidi di presidenti famosi, da Pearl Harbour alle innumerevoli versioni ufficiali di fatti scomodi per i nostri governanti, il caso Roswell – il presunto schianto di un UFO nel 1947 in Nuovo Messico, USA – ha tutta l’aria di essere uno di quei casi dai risvolti che, pur emergendo da un teorema, potrebbero rivelarsi sconvolgenti e straordinari per chiunque non analizzi criticamente certa informazione diffusa ad arte con superficialità, o unicamente in certa stampa di nicchia.

L’autore stesso non intende difendere il teorema qua illustrato e sarebbe lieto di potere esaminare altre ipotesi più verosimili o più veritiere o, alternativamente, di potere valutare eventuali critiche e contro-argomentazioni. L’intento dell’articolo è quello di giustapporre alcuni punti salienti e verosimili della letteratura ufficiosa del 1989 in materia di UFO agli ultimi risultati e alle tendenze della ricerca scientifica attuale.

Nel caso Roswell (1947) bisogna dire che la letteratura ufficiosa è particolarmente faconda e che, opportunamente sfrondata, starebbe ad indicare che sia stata organizzata, a livello ufficiale, un’azione di disinformazione articolata (“cover-up”) di vasta portata mediatica.

Cionondimento è possibile che qualcosa di straordinario, del tipo presenze extraterrestri, si sia, forse, verificato.

Selezionando con criterio e cautela i punti che appaiono verosimili e/o che combaciano ad incastro con i progressi scientifici successivi, si annoverano i seguenti elementi:

1. Materiali di nuova concezione e “reverse engineering” (retroingegneria).

Iniziano ad affacciarsi sul mercato materiali metallici a forma “predeterminata” che una volta deformati, ritornano alla loro forma iniziale. Stranamente, gli stessi compaiono nella letteratura grigia sul caso Roswell che precede di decenni la messa sul mercato di detti materiali. Che siano frutto di “reverse engineering” (ossia la riproduzione, a partire da un prodotto dalla tecnologia sconosciuta, risalendo concettualmente a ritroso) ?

2. I motori degli UFO

La letteratura grigia indica chiaramente per gli UFO le seguenti caratteristiche :
– Silenziosità.
– Emissione di luci di diversi colori.
– Presenza di forti campi elettromagnetici con notevole influenza su ciò che è suscettibile di essere sensibile a detti campi (circuiti elettrici, radiotrasmissioni, ecc…), quasi un micro “electro-magnetic pulse” (e.m.p. o “impulso elettromagnetico”, quello prodotto da una carica nucleare che scoppia appena al di sopra della nostra atmosfera, a circa 500 km di altitudine).
– Capacità di manovra e accelerazioni (in valore e direzione) estreme, fisicamente concepibili unicamente in presenza di un campo gravitazionale dell’UFO, indipendente e variabilmente antagonista a quello terrestre.
– Velocità incompatibili con la presenza di un’atmosfera, a meno di non ammettere che la navicella si muova con un congruo cuscinetto di atmosfera immobile rispetto ad esso.

3. Piloti degli UFO

La guida dell’UFO avverrebbe attraverso il rilevamento dell’attività cerebrale (onde cerebrali) del pilota attraverso un opportuno ricettore a corona disposto attorno al suo cranio.
Dalla stessa letteratura si possono desumere le seguenti caratteristiche dei piloti :
– Umanoidi, ma più piccoli di circa un terzo degli umani;
– Un metabolismo più lento degli umani e perciò meno resistenza agli sforzi, lentezza nei movimenti ma più resistenza nei lunghi viaggi spaziali;
– Una fisiologia particolare in quanto privi di apparato digerente, trarrebbero energia biologica da uno strato di grasso sottocutaneo che originerebbe metaboliti gassosi o, al massimo, liquidi. Umanoidi adatti quindi a lunghi viaggi in ambienti ristretti senza necessità di sforzi fisici e con un metabolismo che richiede poco consumo energetico-alimentare e che produce pochi rifiuti biologici. Sembra ipotizzabile che possano essere individui prodotti dall’ingegneria genetica finalizzati ai lunghi viaggi spaziali.

4. Finalità dell’esplorazione terrestre da parte degli UFO

Le finalità sembrerebbero simili a quelle perseguite dalla nostra ricerca della vita in ambienti dalle condizioni estreme nel nostro pianeta, come gli abissi marini, le acque bollenti, le cavità sotterranee (pozzi petroliferi, laghi subglaciali antartici, rocce profonde). L’obiettivo potrebbe essere quello d’individuare quelle soluzioni presenti in natura, in termini di DNA e proteine, che predispongano alla vita in quegli ambienti estremi, onde poterne sfruttare a nostro vantaggio le proprietà, inserendole in tipi di vita che ci riguardano da vicino, come quella degli umani e delle specie (animali e vegetali) a noi utili. Ad ogni specie biologicamente di successo potrebbe corrispondere un rispetivo DNA di successo che nessuna immaginazione di essere intelligente riuscirebbe mai a fabbricare in laboratorio.

L’ipotesi è che per noi, o per la vita di eventuali extraterrestri, nuovi tipi di DNA dal comprovato successo biologico in mano a ingegneri genetici avanzati potrebbero sperimentare la creazione di nuove specie dall’alto valore aggiunto ed elevate capacità di adattamento.

A conferma di ciò:
4.1 Gli innumerevoli rapimenti non letali di umani (a volte risucchiati nell’UFO con un raggio di luce) con le conseguenti analisi cliniche non distruttive (prelievi di liquidi organici, esami di tipo radiografico), nonché, nel caso di animali, dissezione, ad esempio di pecore, con scomparsa (quindi prelievo) di organi o di parti del corpo.
4.2 Le frequenti e ripetute apparizioni di UFO in un’area del Brasile settentrionale, nota per avvistamenti anche ufficiali da parte della marina brasiliana, si spiegherebbero per l’enorme biodiversità (vegetale e animale) esistente in quell’area.

5. Provenienza degli UFO

I nostri inattesi visitatori chiaramente proverrebbero da un sistema diverso da quello solare solare. La nostra oramai profonda conoscenza di questo sistema ci permette di affermarlo con certezza. La capacità di superare grandi distanze (in senso astronomico) si spiegherebbe con il lento metabolismo dei piloti e con il rallentamento dello scorrere del tempo connesso ai motori generanti una gravità propria (la velocità di scorrimento del tempo è funzione del valore della forza di gravità).

6. UFO catturati dai terrestri.

Sarebbero presenti fino a 9 UFO più o meno danneggiati e/o parti di essi, nonché resti dei loro piloti, negli USA: probabilmente nel sito Area 51, e altri siti ultrasegreti in caverne opportunamente mascherate e rese non rilevabili dall’osservazione satellitare, dove verrebbero attivamente studiati (dai fisici delle caverne). La maggior parte della loro tecnologia sarebbe ormai acquisita, anche se ovviamente classificata “segreto militare”.

Fino al 1997, circa, non sarebbe stato possibile opporsi alle manovre, non necessariamente amichevoli, degli UFO nella nostra atmosfera, ma da allora si sarebbe osservato sperimentalmente che l’UFO inquadrato da un radar di puntamento diventa ingovernabile fino a precipitare a terra (sulla Terra). Ciò permetterebbe ai militari di mettere in atto una difesa semiattiva nel caso in cui le visite dovessero diventare sgradite.

La letteratura grigia riferisce che dall’analisi degli UFO catturati risulta che il loro motore consisterebbe essenzialmente in un corpo a simmetria circolare (disco, anello, sfera) rotante situato al centro di oggetti di forma discoidale. L’emissione di luci di colori diversi, spesso osservati, sarebbe un effetto derivante dalla rotazione del corpo a simmetria circolare. Una candela accesa nell’UFO che levita staticamente brucerebbe molto più lentamente di una accesa allo stesso momento nelle immediate vicinanze dello stesso UFO.

Il funzionamento di tali motori sarebbe in fase sperimentale nei suddetti laboratori in caverne ultrasegrete. La sorgente di energia propria e solidale con l’UFO sarebbe costituita dall’elemento 1152 (http://www.ecplanet.com/canale/scienza-1/ufologia-99/0/0/13965/it/ecplanet.rxdf ) che emetterebbe antiprotoni destinati ad essere avviati verso una annichilazione controllata (rif. Bob Lazar).

7 Conclusioni

Nel 2007, Martin Tajmar, uno scienziato austriaco laureatosi nel 1997, ha brevettato un “Procedimento per l’ottenimento di un campo gravitazionale e di un generatore di gravità”. Brevetto WO 2007/082324 A1.

Queste recentissime ricerche condotte in un laboratorio di fisica nei pressi di Vienna che gode di contributi UE e dell’attiva collaborazione della NASA e della BOEING, indicano che un disco di superconduttore in essere fatto girare ad alta velocità (con un motore ad aria compressa, non magnetico), perde peso. La NASA, in particolare, si sta impegnando seriamente nella ricerca in questione.

La maggior parte degli elementi anticipati dalla letteratura grigia del 1989 sugli UFO, alla luce del brevetto Tajmar e del suo nuovo concetto di creazione di campi gravitazionali indipendenti da quello terrestre, sembrano trovare conferma nelle nuove frontiere della scienza attuale. Ciò non può che avvalorare l’essenza dei contenuti della letteratura grigia in questione.

Né può non far pensare, almeno in certi casi, ad una retroingegneria correlata alla “fisica delle caverne”.

– Materiali metallici a forma prememorizzata
L’uso dei materiali metallici a forma prememorizzata é ormai commerciale (parafanghi di automobili). Retroingegneria ?

– Motori ad antigravità
Sulla base del recente ampliamento delle nostre conoscenze nel settore del gravitomagnetismo, potremmo ipotizzare che il corpo a simmetria circolare (disco, anello, sfera) rotante, che secondo detta letteratura costituisce il motore dell’UFO, sia costituito da un superconduttore in essere che pertanto genererebbe un potente effetto gravitomagnetico in una sfera avente un raggio modestamente superiore al raggio dell’UFO. Esso provocherebbe in altre parole la levitazione gravitazionale (da non confondere con la levitazione elettromagnetica) dell’intero UFO e di un cuscinetto d’aria attorno ad esso che lo difenderebbe dall’attrito con l’aria nel caso, frequente, di fortissime velocità (>3000 km/h) . Il corpo superconduttore rotante creerebbe attorno a sé un campo gravitazionale proprio contrapposto a quello nel quale si trova (nella fattispecie terrestre), con una forza dall’intensità e direzione proporzionate, rispettivamente, alla velocità di rotazione del corpo superconduttore e all’angolo che il suo asse di rotazione formerebbe con la verticale terrestre. Ovviamente la velocità di scorrimento del tempo all’interno dell’oggetto non identificato sarebbe sensibilmente inferiore a quella registrato nel campo gravitazionale esterno terrestre, fatto dimostrabile da una candela accesa nelle immediate vicinanze dell’UFO che leviterebbe staticamente. Per un osservatore esterno al di fuori della portata del campo gravitazionale antagonista, la suddetta candela si consumerebbe con una velocità notevolmente inferiore a quella della candela campione accesa nello stesso istante nel campo gravitazionale terrestre dell’osservatore esterno. La conseguenza, non trascurabile, sarebbe che gli eventuali viaggiatori dell’UFO misurerebbero, per un viaggio spaziale, un tempo inferiore a quello che l’osservatore esterno avrebbe calcolato sulla base del campo gravitazionale terrestre che gli è proprio.

A buon intenditor poche parole: mai dire per spostarsi da Z-Reticuli (SPIEGARE) al Sistema Solare non basta una vita!
Domandare piuttosto: Quale tipo di vita? Quante generazioni? Qual è la velocità di scorrimento del tempo durante il viaggio?

– Tipo d’energia utilizzata dai motori
Sia pure in infime quantità, il CERN di Ginevra può fornire sin d’ora antiprotoni in bottiglia. Quindi l’idea che l’energia degli UFO derivi dall’annichilazione di antimateria (nella fattispecie antiprotoni) sembra verosimile e realizzabile dalla stessa scienza umana a medio lungo termine.

La teoria della fisica ufficiale indica che l’elemento 115 dovrebbe essere, a differenza degli elementi transuranici conosciuti, stabile. La nostra scienza non riesce a prevedere se questo elemento emetta antiprotoni, né a dimostrare che non lo faccia. Di certo, il fatto di disporre di una riserva o di una sorgente di antiprotoni offrirebbe a un’astronave una riserva di carburante compatto ed energetico quanto basta per lunghi viaggi spaziali.

– Guida via onde cerebrali
Ormai un sistema di pilotaggio per velivoli terrestri basato sul rilevamento delle onde cerebrali del pilota che pensa intensamente alla manovra voluta è in fase di sperimentazione avanzata (che sia un altro caso di ricerca rovesciata ?).

– Raggio paralizzante e raggio risucchiante persone verso l’alto (Vedi punto 4)
Tecnica di cui si parla nella letteratura grigia del 1986, usata nei rapimenti. La pistola paralizzante, non mortale, esiste sul nostro mercato da qualche anno sotto la denominazione di TASER e viene usata da molte polizie. E’ noto inoltre da anni (anche se non ancora in fase operativa) che lo stesso effetto si può ottenere con un opportuno raggio laser polarizzante. L’energia della pistola però, nella presunta arma extraterrestre, deriverebbe da un processo di fusione fredda controllata d’idrogeno o deuterio. Sulla fusione fredda dell’idrogeno, in un primo momento propagandata attraverso la stampa quotidiana, è stato steso un velo di segretezza, o di ufficiale oblio. Comunque sia, la ricerca ufficiale la considera probabilmente realizzabile a lungo termine.
Un altro caso di retroingegneria? Il raggio risucchiante le persone rapite verso l‘UFO sovrastante sarebbe facilmente spiegabile (vedi interviste di M. Tajmar stesso) con il brevetto M. Tajmar di cui sopra.

A questo punto si potrebbe pensare di azzardare qui un primo elemento di risposta alla domanda: “Perchè non si manifestano a noi palesemente, esponendoci gli scopi della loro presenza sul nostro pianeta?”. Tale elemento, in concordanza logica con quanto esposto poco sopra, potrebbe suonare così: “Stanno bioingegnerizzando individui simili a noi più adatti di loro a vivere sulla Terra e a contattarci, e l’operazione richiederebbe decine di anni.”
In estrema sintesi, UFO extrasolari con motore ad antigravità pilotati da esseri intelligenti, e creati ad hoc da una bioingegneria avanzata allo scopo di resistere ai lunghi viaggi spaziali, ci osservano da decenni. Buona parte della loro tecnologia, che la scienza ufficiale comincia a farci intravedere come probabile sviluppo di recentissime scoperte, era ufficiosamente già nota nel 1989 e sorge il sospetto che abbia generato casi di retroingegneria.

Aprile 2009
Jorio Jorotriva

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