ALITALIA: come si palestinizza un paese.

[di M.C. dal blog di Beppe Grillo, http://www.beppegrillo.it]

Ciao Beppe,
voglio solo fornirti, per dovere di cronaca, le ultime notizie sulla situazione Alitalia, che sta precipitando nella totale disinformazione.
Nei giorni precedenti il ponte dell’8 dicembre sono stati mandati a casa i “vecchi” che sono in prossimità della pensione con 4-5-7 anni tra cassa integrazione e mobilità. Da ieri, invece, sono stati mandati a casa circa 250 lavoratori tra operai e impiegati (non dirigenti, non piloti, non assistenti di volo).
Il modo in cui tutta l’operazione si sta svolgendo ha dell’assurdo: ogni lavoratore viene convocato in una sala, spogliato del tesserino aziendale, obbligato a firmare per accettazione una lettera di messa in cassa integrazione a zero ore e scortato nel proprio reparto da due guardie della sicurezza interna, per consentire in pochi minuti il recupero degli oggetti personali. Successivamente ognuno dei lavoratori, scioccati e in lacrime, viene scortato dalle stesse guardie all’esterno dei locali Alitalia e lasciato al proprio destino.
Il modo in cui tutto questo avviene, il silenzio in cui tutto questo avviene ha dell’assurdo.
Persone con 15 – 20 – 25 anni di servizio accompagnate fuori dalle guardie come se si trattasse di ladri, gente da allontanare con infamia. Nessuno ne parla, la messa in cassa integrazione va avanti e pare si tratti proprio di una decimazione, fatta quasi a caso.
Ma nessuno dice niente, anzi si esaltano gli accordi tra CAI e AIR ONE, per una cordata tutta ITALIANA …
… e i CAImani vanno avanti con il loro odioso pasto fatto con le teste dei lavoratori.

COMMENTO :
Una diaspora tutta italiana, contrariamente alla diaspora “ebraica”, porta con sé il tabù persino di nominarla, figuriamoci quello di “agevolare” i ritorni, visto che un consenso non scritto, ai vertici, considera che detta diaspora non solo debba continuare ma acuirsi, per lasciare il posto ai ricconi del pianeta. Come occupare un paese: lo si destabilizza con immigrazioni selvagge, no man’s land (rom) e svendite/privatizzazione massicce che di fatto privano i cittadini dell’accesso di quello che prima erano beni pubblici fruibili da tutti (foreste, parchi, acqua, energia, palazzi, stazioni, porti, reti infrastrutturali, autostrade, beni di interesse nazionale, spiagge, banca nazionale, FS, poste, CNR, parcheggi ecc ecc ), non prima di avere privatizzato tutti i comparti nevralgici dello Stato e lo Stato stesso e non senza l’aiuto della più bassa natalità d’Europa grazie a premeditate destabilizzazioni economiche. Gli italiani diventano profughi.
Non sono tra coloro che credono che questo stato di cose relativo a uno dei paesi più ricchi, più invidiati e più belli al mondo sia semplicemente imputabile al ”caso” o a “incapacità cronica” nostra o della nostra classe politica. La quale, tra partitocrazia, legge elettorale e media in mano ai nostri occupanti e ai loro complici, ha blindato e sigillato l’accesso alla politica per i normali e benintenzionati cittadini. Solo chi passa il test di dimostrare che è disposto sia a chiudere un occhio sia ad approfittare delle prebende politiche derivanti dalla svendita economica dell’Italia al manipolo di globalizzatori del pianeta, è degno di accedere al potere. Questa situazione è molto simile a quella della classe petrolifera dei sauditi, o della classe politica di Karzai, tanto per fare due esempi, o di tutte quelle classi politiche benvolute dai vertici delle multinazionali che in quei paesi vogliono arraffare rendite di qualsiasi tipo. La prossima tappa, è la balcanizzazione, con il paventato federalismo di Bossi, che ci scommetto, sarà l’occasione per introdurre più divisione piuttosto che più democrazia diretta e partecipata…
Nicoletta Forcheri
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