INCENERITORI: il fattore "R" tra noi. Nicoletta Forcheri


NIMBY – PIMBY
L’inceneritore di Poggibonsi, inaugurato il 25 settembre scorso, è valso alla provincia di Siena il premio Pimby, neo acronimo supplichevole per “Please in my Backyard!” che detto in italiano suona: “per favore favoriscano dietro a casa!”, in contrasto con l’inospitale, ma oh quanto più diffusa, sindrome Nimby: “non nel mio cortile!”.

Nimby è l’acronimo che i sostenitori del “fare” affibbiano a chiunque abbia una qualche velleità di criticare i loro piani di espansione – e deturpazione – territoriali, con una figura retorica che consiste nel negare un aspetto (il dove – “non qui ma altrove”), per sottintendere un soggetto (l’opera) come se fosse un fatto reale, ineluttabile e imminente, invece che una delle tante ipotesi future. Come se il fatto di cui trattasi – nella fattispecie l’inceneritore – fosse (stato) l’unico possibile e che non volerlo dietro a casa fosse (stato) miope e irresponsabile. Come se i cittadini non fossero ansiosi di proporre alternative valide, praticabili e sostenibili per la collettività. Come se dette alternative valide non esistessero.




Per rimarcare il concetto, Pimby è anche un’associazione (http://www.pimby.eu/), dalle sinistre assonanze veltroniane (“la cultura sostenibile del fare”), che si prefigge di promuovere “a livello nazionale e internazionale il dialogo tra le amministrazioni pubbliche locali e la cittadinanza, basato anche su metodologie innovative di democrazia partecipata, al fine di realizzare infrastrutture ed impianti indispensabili alla modernizzazione del Paese nel pieno rispetto dell’ambiente naturale e del territorio”.

A parte lo sproloquio sulla democrazia partecipata, abbozzo di tentativo di recupero dell’ultima trovata dei cittadini stufi di uno stato di dittatura strisciante, che cosa c’entra l’internazionale nel dialogo locale tra cittadinanza ed enti pubblici?

C’entra eccome, perché Pimby, associazione dichiaratamente senza scopo di lucro, ha tutta l’aria di essere il gruppo di pressione di certa finanza – Chiccho Testa, presidente della Rotschild Italia SpA è uno dei 4 fondatori – il cui scopo apparente sarebbe quello di premiare gli enti locali che con opere (inceneritori, generatori elettrici, TAV, gasdotti, parchi eolici) date in concessione alle sue stesse società sostenitrici e probabilmente finanziatrici (Edison (EDF), Cofathec (Suez Gaz de France), Enel (Conti/Barclays), Terna) soddisfino il fattore R. “R” come ®, royalty, reali, ryanair, rockfeller, rapace, o R come Rotshchild.

Oggetto delle sue “menzioni speciali” anche personalità che si sono adoperate per far passare al pubblico opere istintivamente osteggiate dai cittadini, in particolare Mose e TAV, i suoi pallini fissi. Figurano ad esempio tra gli insigniti del 2007 Enrico Letta, “per il cambio di rotta nella gestione” della Tav Torino Lione e del Mose di Venezia; il presidente della Lombardia Roberto Formigoni per la celerità con cui ha agevolato i pesanti investimenti infrastrutturali per la Nuova Fiera di Milano e il sistema autostrade regionali; il presidente della Toscana Claudio Martini, per la farsa della Legge regionale sulla partecipazione; il giornalista Pirani “per avere contribuito con passione e rigore intellettuale a fare chiarezza” sul Mose, e il sindaco francese Roland Merloz “con l’augurio che la TAV Lione Torino possa presto unire i nostri due Paesi”! Pimby declama il dialogo ma non lo pratica, sa al posto dei cittadini quel che è meglio per loro e si autopremia pure.

Per i cittadini della provincia di Siena, oltre al danno la beffa, quando Pimby motiva il premio alla provincia con la sua capacità di avere saputo “coniugare” “la scelta di realizzare grandi opere” con “il consenso dei cittadini”(sic). Valutazione inficiata da una rapida lettura del comunicato stampa dei comitati della Valdelsa, del 2 dicembre scorso: ignorate 5000 firme, non accolto l’esame di progetti alternativi né le centinaia di studi internazionali; respinto il ricorso al TAR di cento proprietà contro il piano provinciale dei rifiuti; nessun invito ad un tavolo negoziale aperto con i cittadini in ben 11 anni.

La galassia Unieco
L’inceneritore di Poggibonsi è gestito da Sienambiente SPA, “società creata ad hoc senza gara pubblica”, gestore unico dell’ATO rifiuti 8 della provincia di Siena:

[dal sito di Sienambiente – grafico 1]

Da una parte, Sienambiente annovera un 43,76% ai comuni, ormai anello debole – o complice – della “democrazia” nazionale, e dall’altra un’amministrazione provinciale di Siena, che come ben sanno i cittadini è più una scatola vuota di partecipazioni societarie che altro (vedi sotto) – più dalla parte delle società che da quella dei cittadini; una banca, MPS Merchant SpA (14%), e poi un bel 26% a STA spa.

Chi è STA spa? STA è una controllata della Unieco, la società cooperativa di Reggio Emilia che è diventata una holding con numerosissime partecipate spa e srl. STA è quindi una spa controllata della HOLDING COOPERATIVA UNIECO, di cui allego il grafico della sua galassia (vedi sotto).

PARTECIPATE UNIECO – (grafico n. 2)
AMBIENTE COSTRUZIONI “EMILIA” COSTRUZIONI “ITALIA”
Refri srl 60% Lusetti Studi srl 100% Cofintur Gardazzurro sas di Uni-Gest 99,90%
Tred Sud srl 100% Compagnia Ambientale srl 100% San Sebastiano spa 50%
Tred Livorno spa 49,49% Remilia srl 100% Iniziative Bresciane soc.cons. 50%
Tred Carpi srl 49,18% Immobiliare S.Savino srl 100% Aedilitia spa 50%
Rio Sud srl 100% Fenice spa 98% Area Lamaro spa 35%
Unieco Costruzioni Meccaniche srl 100% Iniziative 2000 spa 40% Stadio di Albaro spa 57%
Unirecuperi srl 100% Forum spa 50% Leonessa srl 50%
U.T.& T. srl unipersonale 100% Ulivi spa 50% Sonclino srl 30%
Pool Ambiente srl 50% Immobiliare Porta Nuova spa 50% Uni-Gest Italia srl 100%
Tesmarche srl in liq. 65,50% A.P.E. spa 78% Uni-sport spa 20%
Sereco Piemonte spa 100% Mineco soc.cons. a r.l. 50% Viridia sc 62,69%
Ecolinea spa 100% DUC spa 49% Villa soc.cons.a.r.l. 50%
Barricalla spa 35% Centaurus spa 40% Consorzio I.B. 50%
A.S.A. spa 39% Mingori-Unieco srl 50% Consorzio V.T. 50%
Nuova Geovis spa 49% Unicolle spa 77,50% La Donella spa 95%
S.T.A. spa 36,44% Unieco Iniziative spa 50% Della Razza soc.cons.p.a. 80%
C.S.A. spa 40,32% Podium Parma spa 32% Piscine Genova soc.cons.p.a. 66%
Produrre Pulito spa 52,13% Unica spa 91,50% Immobiliare Paesa spa 50%
Sienambiente spa 26% Aquatico spa 96% Silos srl 33,33%
Amiata System srl 34% Uni-Acanto spa 50% Acquaviva spa 50%
T.B. spa 30% Immobiliare Mentana spa 50% Le Robinie spa 80%
Valdisieve soc.cons.a r.l. 37,93% Aquarius srl 50% Unieco-Edilvit soc.cons.a r.l. 52%
Scarlino Holding srl 100% Dexia spa 33,34% Immobiliare Adamantea spa 55%
Pisambiente srl 60% Cofar srl 100% Meti srl 40%
Uniproject srl 51% Pratolungo srl 100% Sarzana Sviluppo spa 90%
AMA spa 100% Arfer srl 0,05% Ares spa 20%
Arcaland spa 68% Il Tempio srl 50% Terraglio 07 spa 30%
Bonifica Alto Adige scrl 50% Unilpe spa 60% Nuova Piazza spa 24,50%
Unieco Green spa 50% Unir sia 55,02% New Co.Savona spa 84,99%
Uniced srl 51% Unieco-C.F.M. srl 50% Santa Giulia R.E. spa 50%
T.B. spa 35% Fidenza Shopping Park srl 100% Triumplina 43 spa 33,34%
Iniziative Ambientali srl 20% T. & B. Turismo & Business spa 100% U.P.S. Soc.cons.p.a. 40%
Master Fluid srl 45% Co.Stra.D.A. srl 50% Uniengineering srl 100%
Cons. Bonifica Basse di Stura srl 50% Arcinquanta srl 50% Reales spa 33,32%
Fidenza Interventi Ambientali scrl 80% Ca’ Rossa soc.cons.a r.l. 60% Città Sant’Angelo Outlet Village spa 25%
Unibar soc.cons.a r.l. 50% Welfare Italia spa 20%
S.F. Impianti srl 39,88% Pescara Outlet soc.cons.p.a. 50% Bareco srl 50%
Unisicilia srl 30%
Manduria Ambiente spa 40%
Electrometal srl 40%
San Giuliano soc.cons.a r.l. 50%

LATERIZI LINEE FERROVIARIE FINANZIARIE
C.L.F. srl 100% C.L.F. spa 60% Quorum spa 55%
Rivesto srl 50% Arfer srl 99,95% Par.Co. spa 5,27%
Evento spa 51% Sviluppo 2010 srl 40% Unifin spa 100%
So.La.Va spa 40,41% S.l.L.F. spa 100% Finmedia srl 100%
Vivaterra srl 33,18% Certosa Fer 2000 srl 98%
Gral spa 50% Sviluppo 2010 srl 60%
Sofem srl 100% T.E.S. srl 100%
Air Beton spa 50% S.I.F.EL. Spa 60%
Costruzioni Ferroviarie sud srl 75%
[dal bilancio 2007 di Unieco]

Ma a ben guardarci è curioso che una cooperativa sia a capo di una galassia di spa e srl. Curioso che una cooperativa si comporti come una holding ma è purtroppo quel che succede. Curioso che la cooperativa possa raccogliere risparmio presso le sue società partecipate, secondo la nuova legislazione societaria (DL n. 310 del 28 dicembre 2004 ) con titoli del debito e altri strumenti finanziari, curioso infine che il suo scopo, messo in bella vista sul sito, sia: partecipare “ai processi di privatizzazione in corso delle principali Utilities italiane “. Curioso per una cooperativa.

In breve vediamo un cartello, formato dalla Unieco, dalla banca e dalla nebulosa STA, dove prevale l’obiettivo (politico) della privatizzazione (economica) delle utilities, naturalmente senza consultarci, e che con la logica del debito strumentale convince, o costringe, i comuni ad accettare l’inceneritore. In tutto questo dove sta il bene comune? Dove sta la rappresentatività degli elettori?

Dal grafico 2, poi, si desume che se Unieco partecipa per il 36,44% in STA spa e quest’ultima partecipa a sua volta per il 26% in Sienambiente SpA, allora Unieco dovrebbe avere una partecipazione indiretta del 9,4% che sommata alla partecipazione diretta del 26%, equivale al 35,4%, mentre nel grafico 1, tratto dal bilancio di Sienambiente, figura unicamene il 26% della STA spa. O è sbagliato il grafico di Sienambiente SpA o quello del bilancio Unieco, fatto Sta che i conti non tornano e che dietro alla galassia sembra esserci una nebulosa.

Per il resto, la sorellina coop è talmente brava ad adeguarsi alle grandi sorelle nelle multiutilities, EDF, Suez Gaz de France, Edison, le stesse che sponsorizzano Pimby e il suo sinistro premio, da esserne diventata una brava emule e averne dimenticato la propria natura. Addirittura partecipando alla cessione, e smembramento, del bene pubblico italiano a vantaggio di sé e delle sue sorelle maggiori.



Parentesi Dexia




Ed è così che stringe alleanza, partecipandovi con una quota di oltre il 30%, con un gruppo finanziario francobelga dalla presenza internazionale, il gruppo Dexia – o meglio la sua filiale italiana – nato nel 1996 dalla fusione inizialmente paritetica dell’antico istituto finanziario Crédit Communal de Belgique/Gemeentekrediet van België e dell’omologo francese Crédit Local de France. Specializzato nei finanziamenti agli enti pubblici, nel nostro paese è soprattutto noto per la frode della vendita dei prodotti derivati ai nostri enti locali: non c’è che dire, un bel lavoro di squadra, Dexia con i derivati e Unieco con la privatizzazione delle utilities e dei suoi utili…

Gli azionisti di riferimento di Dexia sono, oltre a una finanziaria di difficile interpretazione, una “holding comunale”, la Cassa Depositi francese (azionista del fondo equità Galaxy per il contestato progetto di aeroporto di Sovicille-Siena), un’assicurazione belga Ethias, il governo francese, il governo belga e le regioni belghe. Non per niente è una delle banche europee ad avere usufruito di un piano di salvataggio governativo, cui hanno partecipato a settembre scorso i tre governi del Benelux con un importo pari a 6,4 miliardi di euro, in seguito al quale sono stati nominati due nuovi dirigenti (Articolo Dexia) : l’ex primo ministro belga Jean Luc Dehaene, e un ex dirigente di BNP Paribas e ispettore delle finanze, Pierre Mariani…



Nel consiglio di amministrazione di Dexia (cda Dexia) – il cui logo presenta la “doppia croce”, come Axa, azionista apparentemente minoritario in MPS, e come Exxon, e che in inglese significa “imbrogliare” (to double-cross) – siede anche Fabio Innocenzi, il consigliere delegato del Banco Popolare di cui proprio oggi una notizia ( Articolo Il Sole ) riferisce di eventuali dimissioni: la banca starebbe affrontando un “fenomeno speculativo”, che strano.

La situazione di Italease, di cui il Banco Popolare è il maggiore azionista al 30%, in connubio con MPS e Real Mutua Assicurazione, verserebbe in brutte condizioni. Le eventuali dimissioni seguirebbero alla rottura delle trattative con la Dz Bank che voleva acquistare Italease (Articolo La Repubblica). Sempre la solita storia, scusate l’ossessività, ma Italease non è una normale banca: essa è una banca concessionaria “per conto dei Ministeri che hanno decentrato” le attività amministrative relative alle domande di finanziamento agevolato, la gestione delle erogazioni dei contributi e altri rapporti con i ministeri come quello delle Attività Produttive e quello dell’Università e Ricerca Scientifica Tecnologica per gli interventi nelle aree depresse del paese (L488/92), per gli investimenti di imprese femminili (L215/92), per quelli di attività di sviluppo precompetitivo (ART. 14 L. 46/82 – Fondo per l’Innovazione Tecnologica), e per gli investimenti in ricerca (D. LGS 297/99 – Fondo per le Agevolazioni alla Ricerca) (Italease Banca concessionaria).

Concessione vuole dire guadagno assicurato, senza concorrenza, in situazione di monopolio e finanziato dal pubblico e in questo frangente di “crisi” bancarie è tutta una rincorsa alle concessioni. Ma è giusto che le nostre concessioni nazionali siano rilevate da banche estere, soprattutto in seguito a dubbie speculazioni strumentali al caso, e soprattutto la gestione di ingenti somme di denaro vitali per il nostro paese?

Il Banco Popolare, società cooperativa quotata in Borsa e azionista di riferimento di Italease, vanta due soli azionisti con poco più della soglia del 2% (dati Consob) di cui uno è il fondo pensione del governo olandese Stichting Pensioenfonds ABP (con 2,2 milioni di euro) destinato ad assicurare contro invalidità, decesso e pensione “dipendenti e imprenditori al servizio del governo olandese e del settore dell’istruzione”.

“Tutto basato sulla solidarietà e senza scopo di lucro”, si legge sul sito. Si, con l’obiettivo di assicurare una rendita del 7%…Il secondo investimento maggiore del fondo ABP è nei titoli di Stato italiani per un importo di 7 681 000 000 euro, una cifra enorme (dietro a quello nei titoli del governo francese). Il collegamento (http://www.abp.nl/abp/abp/images/01%200002%2008C_top100ENG%20(def%20versie)_tcm108-59128.pdf ABP maggiori investimenti, guarda caso è saltato da quando è stato pubblicato l’articolo nella notte di lunedì 8 novembre ed è tuttora fuori servizio il sito con tutti i documenti degli investimenti e le spiegazioni su “chi è” il fondo: solo un caso?

Ma il fatto è troppo enorme: mentre 2,5 miliardi di equity sono “investiti” nelle nostre imprese di cui 325 milioni in Banco Popolare (saltato il collegamento ma salvato il contenuto, vedi allegato sotto http://www.abp.nl/abp/abp/images/BeursgenoteerdeAandelen_tcm108-66825.pdf) con investimenti di rendita finanziaria non certo produttivi, i nostri fondi pensione investivano in titoli tossici che saremo tenuti a rimborsare con le buone o le cattive ( ) e il nostro governo non trovava niente di meglio, per assicurarci il futuro, che sequestrare il TFR a vantaggio degli stessi fondi pensione con un dubbio silenzio assenso… Nei fatti sorge chiaro e nitido il dubbio che sia tutta l’economia di un paese a finanziare le pensioni nazionali olandesi (ma non solo), e del nord Europa in genere con “strumenti” o trucchi finanziari vari.

L’altro azionista è uno tra i più potenti fondi al mondo FIL limited (la parte internazionale del fondo americano FMR Ltd) ha nel logo il potente simbolo esoterico della piramide, l’occhio e i raggi del sole. E infatti le informazioni sono criptiche e per venirne a capo non basterebbe un capitolo di libro.
Che dire? Desta perplessità che una cooperativa (Unieco) partecipi in una banca (Dexia) che non ha avuto alcuna remora a propinare, illegalmente, prodotti finanziari esplosivi per il seguito della sostenibilità del nostro paese intero. In quanto a Innocenzi, chi gli ha detto di dimettersi? Egli non ha fatto il suo dovere non cedendo Italease? Forse che il suo dovere sarebbe diverso, ossia quello di (s)vendere, non per niente lo avrebbero promosso al cda della Dexia? Non avendo compiuto la missione, merita le dimissioni? E ABP, fondo pensione nazionale olandese, che cosa ci fa nel Banco popolare? La Zecca o la zecca?

La nebulosa STA spa
Se Unieco partecipa per il 36,44% in STA spa, chi sono gli altri felici soci?
E chi è STA spa? Si legge che a sua volta è una ”holding di imprese cooperative toscane ed emiliane (Unieco, La Castelnovese, Cooplat) e della Banca Monte dei Paschi di Siena” ( Unieco Ambiente ),…mentre le sue imprese partecipate non sono proprio cooperative: Produrre SpA, TB SpA, Centro Servizi Ambiente SpA, Centro Raccolta Cento Materie o CRCM srl, Sienambiente SpA, ICQ Toscana Esco srl, Se.Ver.A SpA, Valdieve Soc Cop. A.r.l, AER SpA, Scarlino Holding Srlu, Scarlino Energia srl, Pisambiente srl, Geofor SpA, alcune delle quali note ai comitati

L’argomento Napoli
L’argomento “Napoli” per imporre gli inceneritori sembrerebbe essere l’argomento prescritto da certa scuola per fare passare la Soluzione finale Inceneritori, mentre è risaputo che la popolazione di Napoli richiede da anni con insistenza la differenziata, che sembra che una classe politica compatta abbia il divieto di attuare. Ordini che provengono da circoli dell’elite finanziaria incarnati dalla vergognosa fusione, ai sensi della concorrenza europea, tra Suez e Gaz de France.

Gaz de France è stata detentrice – e lo è tuttora? – di una delle due concessioni rifiuti della Regione Campania (per la bonifica e la raccolta nel litorale Domizio Flegreo Agro Aversano) dopo avere acquisito il controllo della Jacorossi Imprese SpA tramite la sua controllata Cofathec (nel 2001). Con la concessione, la Francia oops scusate Gaz de France, oops scusate Cofathec, oops scusate la Jacorossi Imprese SpA incassava centinaia di milioni di euro dalla Regione Campania per assumere 180 lavoratori socialmente utili, che costringeva a incrociarsi le braccia, mentre subappaltava a ditte mafiose locali lo sversamento selvaggio di tonnellate rifiuti tossici. Jacorossi Imprese SpA, con sede anche in Israele, appare essere una società schermo per nascondere fatti, persone, piani e affari.

In Toscana, Suez Gaz de France è alleata con MPS, Caltagirone e Acea nello sfruttamento delle risorse idriche, per formare un monopolio privato (o, a livello nazionale, duopolio, con Veolia, che ha appena acquisito TMT) nelle utilities di tutta la penisola.

Intanto il governo annuncia, causa la deflazione, di bloccare tutte le tariffe per il 2009, ma non quelle dell’acqua, con grande soddisfazione dei circoli dell’elite finanziaria europea – quella che ha suggellato un patto con il diavolo, oops il fattore R, oops la finanza “internazionale” – che si sta fregando le mani perché in Italia ci sarebbero, stando alle loro stesse analisi, grossi margini di aumenti delle bollette dell’acqua…

La Provincia di SienaIl giudizio della provincia di Siena come “scatola vuota di partecipazioni societarie” è basata sui fatti. Ad esempio, sul fatto che la provincia di Siena sia socia in affari, nella fattispecie, con una finta cooperativa, la Unieco – in realtà una holding nazionale – e una banca, la MPS Merchant SpA, che hanno in comune la missione principale di privatizzare le utilities – messa in bella evidenza su una pagina principale della Unieco Ambiente – e questo senza che i cittadini siano stati interpellati o siano benché minimamente rappresentati – come è logico che sia – dagli azionisti e/o soci e dagli amministratori di Unieco e di MPS.

Una privatizzazione prima strisciante, con l’onusiano strumento Misto Pubblico Privato (PPP), che via via diventa predominante, uscendo allo scoperto, mettendo tutti davanti al fatto compiuto. Sta succedendo mentre scriviamo, sotto i nostri occhi, davanti a un paese bloccato dal panico, stressato dalla balla del debito e ipnotizzato da tanti calcoli attuariali. Basterebbe un uomo politico che dicesse la verità per risvegliarci dall’incubo. Impossibile, i politici sono emanazioni delle stesse banche. Guardati a vista.

Ma intanto l’appiattimento, nei fatti, degli enti pubblici allo statuto di Società e Banche rende il partner pubblico partecipe, complice e confacente più all’attuazione della “mission” e degli obiettivi dei loro partner privati che non alle prerogative del popolo della Provincia. Soddisfazione di imprese e di cittadini, non sempre coincidono. Si, il fattore “R” è decisamente tra noi.





Nicoletta Forcheri 8 dicembre 2008









Allegati:
Struttura societaria della Provincia di Siena: [dal sito della Provincia] – grafico n.3
AGENZIA PROVINCIALE PER L’ENERGIA E L’AMBIENTE S.R.L.
TERME SALUTE E AMBIENTE S.P.A
QUALITA’ E SVILUPPO RURALE S.R.L.
FINANZIARIA SENESE DI SVILUPPO S.P.A.
CONSORZIO TERRECABLATE
EUROBIC TOSCANA SUD S.P.A.
SIENA AMBIENTE S.P.A.
PROMOSIENA S.P.A.
MICROCREDITO DI SOLIDARIETA’S.P.A.
VAL D’ORCIA S.R.L.
ETRURIA INNOVAZIONE SOC. CONS. PER AZIONI
LA FERROVIARIA ITALIANA S.P.A.
PATTO 2000 SOC. CONS. A R.L.
S.T.B. SOCIETA’ DELLE TERME E DEL BENESSERE S.p.A.
AREZZO TELEMATICA S.p.A
CENTRO SPERIMENTALE DEL MOBILE E DELL’ARREDAMENTO S.R.L.
AEROPORTO DI SIENA S.P.A.
SOCIETA’ CONSORTILE ENERGIA TOSCANA (C.E.T. SCRL)
AEREOPORTO TOSCANO G. GALILEI S.P.A.
CO.SVI.G. S.R.L.
FIDI TOSCANA S.P.A
TERRECABLATE RETI E SERVIZI SRL
Per approfondire: [http://www.provincia.siena.it/upload/tbl_centrale/elenco_consorzi_societa_20_agosto_2008.pdf – grafico 3]

[dal sito di ABP, documento scomparso sugli investimenti equity ABP nelle imprese italiane, in milioni di euro]
Italy
A2A SpA 2,2
AcegasAps SpA 1,0
Aedes SpA 0,4
Alleanza Assicurazioni SpA 3,7
Arnoldo Mondadori Editore SpA 0,5
Assicurazioni Generali SpA 40,7
Atlantia SpA 5,7
Autogrill SpA 12,2
Autostrade Meridionali SpA 0,0
Banca Carige SpA 1,0
Banca Monte dei Paschi di Sien 3,9
Banca Popolare di Milano Scarl 2,2
Banco di Sardegna SpA 0,2
Banco Popolare SC 320,5
Benetton Group SpA 1,0
Beni Stabili SpA 21,7
Biesse SpA 0,8
Bulgari SpA 3,1
Buzzi Unicem SpA 2,5
Cementir Holding SpA 0,2
CIR-Compagnie Industriali Riun 2,5
Cofide SpA 6,3
Cremonini SpA 0,7
Danieli & Co SpA 3,5
Ducati Motor Holding SpA 2,2
Enel SpA 219,4
Engineering Ingegneria Informatica SpA 1,5
ENI SpA 567,0
ERGO Previdenza SpA 1,4
Eutelia 0,0
Fiat SpA 136,4
Fiera Milano SpA 0,2
Finmeccanica SpA 25,1
Fondiaria-Sai SpA 1,3
Immobiliare Grande Distribuzione 0,0
IMMSI SpA 0,9
Impregilo SpA 0,6
Intek SpA 0,6
Intesa Sanpaolo SpA 352,0
Iride SpA 5,1
Italcementi SpA 2,6
Italmobiliare SpA 0,3
KME Group SpA 1,3
Luxottica Group SpA 82,4
Mediaset SpA 43,6
Mediobanca SpA 6,2
Mediolanum SpA 1,1
Mirato SpA 0,3
Mittel SpA 0,4
Natuzzi SpA 0,2
Newron Pharmaceuticals SpA 0,1
Parmalat SpA 0,6
Pirelli & C Real Estate SpA 0,2
Pirelli & C SpA 11,2
Premafin Finanziaria SpA 0,1
Premuda SpA 0,6
Reply SpA 0,3
Risanamento SpA 7,2
Safilo Group SpA 0,0
Saipem SpA 13,8
Seat Pagine Gialle SpA 3,4
Snam Rete Gas SpA 9,3
Telecom Italia SpA 97,5
Terna Rete Elettrica Nazionale SpA 32,2
UniCredit SpA 300,5
Unione di Banche Italiane SCPA 14,5
Unipol Gruppo Finanziario SpA 5,3
Vianini Lavori SpA 0,2ity
Vittoria Assicurazioni SpA 0,1
Piccolo Credito Valtellinese SpA 17,4
Italy Total 2.403,1





Ringraziamenti a Grafix per la foto sul cancrovalorizzatore e a Nuovo Ecosistema (www.nuovoecosistema.it) per una preziosa informazione sulla legislazione in materia di cooperative

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