ACQUA PRIVATA: ASSICURARE LA BANCABILITA’.

di Luigi Meconi

Amici del Forum italiano dei movimenti per l’acqua
Amici di Firenze e della Toscana

Leggo dal sito del Forum italiano dei movimenti per l’acqua bene comune e non merce la notizia che l’ATO3 che raccoglie territori delle Province di Firenze, Prato, Pistoia e il Valdarno Aretino avrebbe approvato un Piano Operativo Triennale di investimenti per 290 milioni di euro.
In calce alla notizia, sarà un caso?, si legge:
”Purtroppo l’impatto con la crisi finanziaria internazionale puo’ porre degli ostacoli alla sua rapida realizzazione -conclude Del Vecchio – e percio’ occorre un impegno collettivo delle istituzioni, Comuni e Regione Toscana per assicurare la piena bancabilita’ del piano”. (ANSA)
Questo ATO3, con gestione del Servizio Idrico Integrato a Publiacque spa, società pubblico-privata, è pieno di sorprese (si conoscono le proliferazioni di Srl con lievitazione, sembrerebbe, non di servizi ma di poltrone, la sanzione recente Co.Vi.Ri., il tentativo di accollare ai Comuni i mutui per tratti di reti fognarie).
Ora se ne esce con un Piano triennale in cui non si vergogna, da servizio idrico affidato a Spa che avrebbe assicurato efficienza, economicità ed efficacia, soprattutto il non ricorso a finanziamenti extra (in teoria vietati dal Trattato Ue), di bussare alle casse di Comuni e Regione.
Non solo. Quando si legge la parola “bancabilità”, Aprilia e ATO5 Marche di Ascoli Piceno insegnano, facile leggere dietro project financing, o banche che finanziano con ipoteche, cioè garanzie di rientro del capitale prestato, sullo stesso servizio e sullo stesso bene. Potrebbe ben definirsi una delle classiche “misure” propeduetiche alla privatizzazione del bene comune. Sapendo che la mera tariffa non coprirà mai i costi reali, i nostri sanno in partenza che prima o poi diventeranno proprietari del bene comune.
Al II Forum di Aprilia durante il seminario sul tema del finanziamento per la ripubblicizzazione del servizio idrico e per il finanziamento dei servizi pubblici locali si è onestamente parlato di copertura, all’opposto, del servizio di interesse generale, con la “fiscalità generale”.
Cioè, i servizi di interesse generale, al posto di competitività e mercato, che non dovrebbero esserci; di banche e ipoteche sul bene comune ancora una volta suicida; di finanza creativa e derivati, non meno suicidi per qualsiasi bene comune; la copertura dei costi va garantita, oltre che da tariffe anche queste attente alla capacità contributiva delle famiglie, dalla fiscalità generale. E, non meno, da gestioni pubbliche, cioè Enti strumentali degli Enti Locali (Aziende Speciali e Aziende Speciali Consorziali) con obbligo di pareggio di bilancio. Gestioni, infine, non clientelari, garantiti non già da Autorities, ma da forme di partecipazione diretta dei cittadini nella definizione dei rispettivi Piani e Bilanci.
Tornando a Firenze, e alla Toscana, questa notizia, secca, di un Piano industriale triennale per 290 milioni di euro per un servizio come quello Idrico, importante come l’anima, ha avuto qualche anima buona dei tanti che hanno sostenuto la legge toscana sulla partecipazione perché il predetto Piano venisse discusso in pubbliche assemblee?
Sostenitore dei Comuni, come istituzioni pubbliche storicamente, culturalmente e socialmente più vicine al cittadino, due anni fa si è criticata la predetta legge della Regione Toscana sulla partecipazione perché non conteneva nessuna forma di democrazia diretta e, più ancora, perché violava principi, costituzionali, sulle Autonomie Locali, nel leggere questa notizia su questo Piano industriale, si ha conferma della ‘bontà’ delle passate perplessità di una legge sulla partecipazione lontana, di fatto, dai Comuni e, soprattutto, dai cittadini.
Questo è una piccolissima parte di quanto si è discusso al II Forum italiano dei movimenti per l’acqua ad Aprilia il recente 21, 22 e 23 novembre.
27 novembre 2008 – in via informale – Luigi Meconi
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Oggetto: [hyperlink] ACQUA: ATO3, 290 MLN PER INVESTIMENTI FINO A 2011
ACQUA: ATO3, 290 MLN PER INVESTIMENTI FINO A 2011
(ANSA) – FIRENZE, 26 NOV – Quasi 85 milioni di euro saranno destinati al sistema fognario e alla depurazione; 80 milioni di euro saranno impiegati per la manutenzione delle reti e altri 19 per la sicurezza degli impianti e dei lavoratori. Poi oltre 2 milioni saranno impegnati per migliorare i sistemi idraulici contro le perdite, 5 milioni per il risparmio energetico e 2,8
per il telecontrollo. Sono questi alcuni dati del Piano Operativo Triennale, approvato dall’assemblea dei sindaci, che stabilisce gli investimenti fino al 2011 sul Servizio Idrico
Integrato nell’area di ATO 3 Medio Valdarno, le province di Firenze, Prato, Pistoia e il Valdarno Aretino.
Per il resto, le grandi opere con importo superiore al milione di euro sono 29: tra queste l’emissario in riva sinistra dell’Arno, interventi su Anconella e Mantignano, il recupero e l’ampliamento del bacino di Gello a Pistoia, la sistemazione della rete fognaria di Prato e il potenziamento della linea fanghi dell’impianto di potabilizzazione a Pontassieve.
”In questo piano programmiamo oltre 290 milioni di euro di investimenti – ha detto Gianni Del Vecchio, presidente di ATO -si tratta di una cifra importante che ha l’effetto primario di migliorare il servizio idrico e allo stesso tempo ha un forte valore anticiclico”.
”Purtroppo l’impatto con la crisi finanziaria internazionale puo’ porre degli ostacoli alla sua rapida realizzazione -conclude Del Vecchio – e percio’ occorre un impegno collettivo delle istituzioni, Comuni e Regione Toscana per assicurare la piena bancabilita’ del piano”. (ANSA).
I52-GRO
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Un commento Aggiungi il tuo

  1. tambe ha detto:

    Certe decisioni devono essere condivise e la gente deve essere sensibilizzata al problema. Un valido strumento possono essere i gruppi GAS, saldati ai movimenti per l’acqua Bene Comune.Bisogna crescere ed iniziare a fare tutta la pressione elettorale possibile.Difficilmente avremo alleati tra l'”esercito”del pubblico impiego.

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